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martedì, marzo 06, 2012

PIEMONTE: VALVOLE PER I TERMOSIFONI, SI VA VERSO UNA PROROGA

Valvole Termostatiche Digitali - Risparmio Energetico

Tratto da LA STAMPA 04/03/2012

La legge prevedeva l'obbligo di installazione entro settembre 2012
Alessandro Mondo
Torino




Avviso agli amministratori di condominio: e per conoscenza, ai condomini. Se avete iscritto all’ordine del giorno delle assemblee dei caseggiati l’obbligo di installazione delle termovalvole, con riferimento ai nuovi dispositivi “salva-consumo», prendetevi una pausa di riflessione. Ci sono buone probabilità che la scadenza del primo settembre 2012, prevede l’installazione degli apparecchi per tutti gli impianti centralizzati del Piemonte, venga rimandata alla ristrutturazione o nuova installazione dell’impianto termico.

La svolta è contenuta nella proposta di delibera della Lega Nord in Regione, sulla quale molto probabilmente convergerà l’opposizione. L’apertura arriva da Aldo Reschigna, capogruppo Pd: «Non ho ancora letto il documento della Lega ma confermo fin d’ora la disponibilità a sostenere tutte le iniziative che in questi tempi difficili possono alleggerire la pressione sulle famiglie». Una notizia non di poco conto, data la preoccupazione di molti alla prospettiva di sacrificare 120-150 euro a radiatore sull’altare della sostenibilità ambientale e, anche questo va detto, sul risparmio. Quanto basta per attendere che la politica faccia il suo corso: mercoledì la proposta di delibera - primo firmatario Antonello Angeleri, presidente della commissione urbanistica in quota Lega - sarà esaminata e poi dirottata in Consiglio regionale: dove, salvo colpi di scena, verrà approvata. La premessa, spiega Mario Carossa, capogruppo del Carroccio, è la crisi economica. Da qui la volontà di ridiscutere la delibera della giunta-Bresso che aveva esteso a tutti i caseggiati la termoregolazione e la contabilizzazione del calore per ogni alloggio, già obbligatoria per gli edifici che hanno ottenuto il permesso di costruzione dal giugno 2000.

Un piano in due tempi: per le strutture esistenti, la cui costruzione è stata autorizzata dopo il luglio 1991, la scadenza era fissata a settembre 2009; per quelle ante ’91 il termine scadrà a settembre 2012. Da qui l’attivarsi degli amministratori di condominio - in vista della scadenza stanno ponendo la questione nelle assemblee dei caseggiati, con i preventivi del caso - e i timori di chi paventa un nuovo esborso: fanno fede le telefonate arrivate in redazione. Significa montare su ogni termosifone due valvole termoregolatrici e un contabilizzatore elettronico - posizionato sulle colonne del calorifero - in grado di misurare il consumo reale di riscaldamento e trasmetterlo con un segnale radio, più volte al giorno, a una centralina unica montata sulle scale del condominio. Ogni segnale “etichetta” un singolo radiatore. A fine anno si farà il conto, finalmente preciso, di chi ha consumato, e quanto. Il discorso vale (valeva?) solo per le costruzioni servite da impianti centralizzati: gasolio, metano, teleriscaldamento.

Oggi si paga indistintamente in base ai millesimi. Domani ciascun proprietario verserà una quota prevalente del riscaldamento, tra il 60 e il 70%, in base al consumo reale (il restante 30-40% continuerà ad essere calcolato in millesimi per sostenere le spese di manutenzione dell’impianto). Un costo immediato, un migliaio di euro la spesa media per una casa di 90 mq dotata di 6-7 termosifoni, vantaggi diversi: in primis, la possibilità di chiudere i radiatori prima di partire per il week-end, o di abbassarli pur rimanendo in casa, con la certezza matematica di alleggerire la bolletta. Altra ricaduta positiva: meno calore equivale a minori consumi e quindi all’abbattimento degli inquinanti. Principi sacrosanti, ci mancherebbe, che però si scontrano con l’affanno crescente di famiglie ed enti pubblici nell’affrontare la marea montante dei costi. «Solo l’Atc di Torino, con i suoi 33 mila alloggi, dovrebbe sostenere una spesa di 12 milioni», calcola Angeleri. Un buon motivo per rimandare l’obbligo di installazione dei nuovi apparecchi, oggi fissato a settembre 2012, alla ristrutturazione o nuova installazione dell’impianto termico. Prima di mettere mano al portafoglio, conviene aspettare.

lunedì, febbraio 20, 2012

PIEMONTE: STIPENDI PIU' BASSI DEL NORD ITALIA


I soldi sono pochi e non si può vivere
Tratto da LA STAMPA
Domenica 19/02/2012 

I redditi medi dei lavoratori dipendenti sono inferiori
del 3,5% rispetto alle altre regioni settentrionali. Record negativo anche per risparmi delle famiglie e disoccupazione giovanile. Cresce soltanto l’indebitamento
TORINO
marina cassi


Che il Piemonte abbia esaurito la sua spinta alla crescita è vero da tempo, ma l’ultima crisi ha assestato alcuni ulteriori colpi che pesano soprattutto sulla vita delle persone. Il tutto, naturalmente, in relazione ad aree geografiche ed economiche simili come quelle del Nord-Ovest. La distanza in positivo rispetto al Sud rimane intatta, ma questo è scontato per una regione che è parte delle zone più avanzate in Europa.

Però cala il Pil, flettono i risparmi, aumentano i debiti, lievitano i giovani disoccupati. E si guadagna anche meno che nelle regioni confinanti. Lo racconta una ricerca dell’Ires-Cgil - condotta da Francesco Montemurro e Giulio Mancini - che ha analizzato, sui dati Inps, i redditi dei lavoratori dipendenti. Viene fuori che sono più bassi del 3,5% rispetto alla media del Nord e crescono più lentamente: in rapporto al 2006 si ha un più 10,8% in Piemonte contro un incremento dell’11,6 nel Nord.

Il gap - dice la ricerca - riguarda tutte le qualifiche professionali: operai, impiegati, quadri, dirigenti. I redditi più bassi si rilevano nelle province del Verbano-Cusio con 76,7 euro per giornata lavorativa, ad Asti e Vercelli (entrambe con 80 euro). Il valore medio regionale cresce fino a 85,8 euro trainato dalla provincia di Torino con 89,7.

Ovviamente i redditi mutano a seconda della qualifica ricoperta. Analizza Montemurro: «Mediamente in Piemonte un operaio guadagna circa 70 euro per giornata lavorativa rispetto agli 89 di un impiegato, ai 184 di un quadro e agli oltre 413 del dirigente». L’Ires poi azzarda anche un confronto, sconsolante, con i redditi dei piemontesi che risiedono all’estero: la giornata che vale 85 euro in Piemonte balza a 193.

Se salari e stipendi stentano, meglio vanno le pensioni, retaggio di un glorioso passato manifatturiero fatto di posti fissi e contribuzioni costanti. La media è in Piemonte di 975 euro lordi contro i 947 del Nord. Con quelle di anzianità che salgono fino a 1.419. Ma anche in Piemonte rimane netto e drammatico il divario tra uomini e donne: a Torino, ad esempio, i maschi ricevono mediamente 1.420 euro, le donne 670. Una differenza che riflette le diverse storie contributive con le pensionate penalizzate dalla frammentazione.

La ricerca si è poi soffermata sulla sofferenza delle famiglie di fronte alla crisi con i risparmi che calano. Nell’Italia settentrionale in Piemonte si registra il valore medio più basso dei depositi pro capite delle famiglie pari a 9.906 euro nel maggio del 2011, a fronte di 11.107 del Nord–Ovest e dei 9979 del Nord–Est. L’indebitamento medio delle famiglie piemontesi (mutui, prestiti personali, credito al consumo) cresce in modo considerevole nel periodo 2008-2011 soprattutto nelle province di Asti (+55,5%, terza in Italia per aumento del debito delle famiglie), Novara (41,5%) e il Verbano; queste ultime si posizionano tra le 30 province con l’andamento più elevato.

E, infine, il dolentissimo tasto della disoccupazione giovanile: al Nord il record negativo spetta al Piemonte. Dice Montemurro: «In Piemonte ci sono il più alto tasso di disoccupazione giovanile - il 26,6%, in forte crescita rispetto al 2000 - e la quota percentuale più elevata di giovani cosiddetti Neet, acronimo che indica coloro che non studiano, non lavorano, non si formano, non cercano un’occupazione». Il tasso di disoccupazione giovanile è particolarmente elevato nelle province di Biella (34,2%) e Torino (33,0%).

lunedì, febbraio 06, 2012

PIEMONTE: IL PDL SI DIVIDE E METTE IN CRISI COTA


Vito Bonsignore e Angelo Burzi
Progett'Azione (la corrente PDL: Vito Bonsignore, Angelo Burzi) fa sentire il suo peso in Regione Piemonte ed i Coordinatori del PDL Sen. Enzo Ghigo e l'On. Agostino Ghiglia ed il Presidente Cota entrano in netta difficoltà...

IL PERCHE' DELLA CRISI IN REGIONE PIEMONTE:

Torino, 3 febbraio 2012

COMUNICATO STAMPA

Oggetto:
PROGETT’AZIONE- POPOLARI PIEMONTESI (PDL): BOCCIATE LE NOSTRE PROPOSTE. ORA RIMETTERE IN DISCUSSIONE IL PROGRAMMA DELLA MAGGIORANZA.
Oggi in seduta di Prima Commissione programmazione e bilancio è stato respinto, a causa del voto dei colleghi del PDL e della Lega, l’emendamento a nostra firma, relativo alla riduzione delle spese di consulenza, delle spese di rappresentanza e del personale negli Enti e Agenzie regionali.

La componente di “Progett’Azione-Popolari Piemontesi” del gruppo regionale del PDL, nonostante il voto di oggi, ribadisce il proprio convinto perseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica regionale e giudica inspiegabile, oltre che ondivago, l’atteggiamento della Presidenza del gruppo del PDL, della Lega Nord e della giunta su temi che dovrebbero stare al centro delle politiche di efficienza e rigore dell’intero centrodestra, in particolar modo nella difficile situazione nazionale e regionale che impone la programmazione di misure straordinarie.

Il voto di oggi, che pare dettato dal dissenso politico nei confronti dei presentatori, impone la necessità di rimettere in discussione i motivi che tengono in piedi l’attuale maggioranza.

A tal fine si comunica che Lunedì alle ore 11.30 si terrà una conferenza stampa presso la Sala dei Presidenti del Consiglio regionale, in cui si affronteranno i motivi che ci porteranno ad una necessaria crisi di maggioranza al fine di dare risposte concrete ai piemontesi.

Progett’Azione – Popolari Piemontesi


L'artiocolo tratto da LA STAMPA del 04/02/2012 sulla crisi regionale
di Maurizio Tropeano

I ribelli del Pdl minacciano la crisi in Regione

La rottura sui tagli della spesa: “Giunta ondivaga”. 
Ghigo accusa: solo un ricatto per i nostri congressi

Alla fine dopo settimane di tira e molla i sette consiglieri regionali ribelli del Pdl hanno deciso di andare oltre il semplice dissenso di partito ma di dare un segnale più forte anche al presidente Roberto Cota: «E’ necessario rimettere in discussione i motivi che tengono in piedi l’attuale maggioranza», annuncia la corrente di Progett’Azione.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la bocciatura da parte della commissione Bilancio di un emendamento sui costi di rappresentanza e di funzionamento degli enti dipendenti presentato da Gianluca Vignale e messo ai voti nonostante l’assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia, e gli altri azzurri avessero chiesto di ritirarlo.

«Il gruppo Pdl si è spaccato. Una divisione politica già annunciata che sta paralizzando i lavori regionali», attacca il capogruppo Pd. Quello che Aldo Reschigna non poteva sapere è che la divisione annunciata si è trasformata nel corso delle ore in annuncio di crisi: «Vogliano raggiungere gli obiettivi del contenimento della spesa pubblica regionale e giudichiamo inspiegabile, oltre che ondivago, l’atteggiamento della presidenza del gruppo del Pdl, della Lega Nord e della giunta su temi che dovrebbero stare al centro delle politiche dell’intero centrodestra».

I «ribelli», questa volta, la prima, chiamano in causa anche la giunta. Il Governatore Cota sceglie di non intervenire e lascia la replica al capogruppo leghista, Mario Carossa: «Siamo assolutamente tranquilli e convinti della bontà e correttezza delle nostre scelte, così come lo siamo del programma che proseguiamo a realizzare con il Pdl. L’alleanza è salda».

Se questa interpretazione è corretta allora i problemi sono tutti all’interno degli azzurri. Il coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo, lo conferma: «Si tratta di una mossa nel classico stile di Bonsignore e Burzi, un ultimo tentativo di ricatto in vista dei congressi provinciali. La mossa non è sicuramente stata fatta nell’interesse dei piemontesi». Ghigo, e con lui il numero 2 Agostino Ghiglia, però, non hanno intenzione di arrivare ad un compromesso: «Abbiamo cercato in tutti i modi il confronto e avviato un discorso di apertura senza ottenere risposte. Adesso vorrebbero costringerci ad un accordo in extremis ma è arrivata l’ora di contare i voti. Su questo c’è il via libera di Alfano».

E il capogruppo Luca Pedrale, attacca: «Si tratta di una decisione grave e incomprensibile. Ho convocato il gruppo lunedì mattina». Tra gli azzurri «ortodossi» si fa notare come il comunicato non rechi le firme dei sette consiglieri ma solo il simbolo della componente. Un modo di dire che non tutti i ribelli sarebbero pronti a fare la crisi.

Angelo Burzi, uno dei «ribelli», risponde così: «Lo svolgimento dei congressi del Pdl non c’entra nulla. Nel corso dell’ultimo anno si sono sommate una serie di incomprensioni sul programma che a questo punto diventa necessario affrontare. Abbiamo detto basta solo per poter discutere nel merito». E poi aggiunge: «E chi l’ha detto che sulle nostre idee liberal-riformiste non si possano ritrovare anche altri consiglieri?».

Forse non è un caso che il governatore abbia accettato l’invito del pensionato Michele Giovine per visitare la biennale di Vittorio Sgarbi. E Giovine con Maurizio Lupi (Verdi-Verdi), spiegano: «Non si può sempre fingere che non ci siano problemi, perché, a forza di chiudere gli occhi ed accantonarli, si ingigantiscono ancora di più. Sarebbe utile riprendere la buona pratica di riunirsi con regolarità».

domenica, maggio 15, 2011

PIEMONTE: I SINDACI DI COLLEGNO E GRUGLIASCO CONTRO I TAGLI ALLE POLITICHE SOCIALI

La Regione Piemonte taglia fortemente i fondi alle Politiche Sociali, ma i Sindaci della Prima Cintura non sono d'accordo con la scelta e si organizzano per far conoscere alla cittadinanza il loro disappunto.
Il Sindaco di Collegno Silvana Accossato ed il Sindaco di Grugliasco Marcello Mazzù hanno organizzato un consiglio comunale aperto congiunto tra le due città nella città di Grugliasco ed hanno approvato insieme una mozione contro i tagli.

I due sindaci ai microfoni di Communication Channel (www.cchannel.it):

giovedì, aprile 21, 2011

COLLEGNO: "CCHANNEL" APPARE SUL GIORNALE "LA REPUBBLICA"

Clicca una volta per aprire l'immagine ed una seconda per ingrandirla

Un grande risultato quello di "Communication Channel", per tutti ormai "Cchannel": quello di apparire su un grande giornale come "LA REPUBBLICA".
La Web TV fondata nella nostra città da un gruppo di ragazzi  (donne e uomini) di meno di trent'anni si dà sempre più da fare mettendosi a disposizione della città e non solo... ed arrivano i primi risultati!
Questo dimostra che molti giovani in silenzio si danno da fare e lavorano sodo per cercare di migliorare la nostra società, ma per questi è difficile crearsi spazio perchè i media mettono in risalto solo quelli del GF, e allora come si fa?
Il media lo si crea di sana pianta, mettendoci, tempo, sacrifici e denaro, per cercare di dire la propria e creare quell'informazione seria che nessuno ormai ci dà più.
Questa è una sana dimostrazione che i giovani non sono tutti bamboccioni  o pronti a vendersi al primo riccastro di turno.

I GIOVANI CON I SANI PRINCIPI CI SONO ANCORA!!! 

info@cchannel.it
Se vuoi contatta Cchannel per collaborare a questa iniziativa.

lunedì, aprile 11, 2011

COLLEGNO: IL SINDACO OFFRE LA VILLA OCCUPATA DAGLI SQUATTER AI PROFUGHI AFRICANI


Collegno offre la villa occupata dagli squatter ai profughi africani
 «Se ci liberate il padiglione 21 nel parco Dalla Chiesa, i profughi li ospitiamo noi». La proposta arriva dal sindaco di Collegno Silvana Accossato. La palazzina, di proprietà dell’Asl To3, è stata occupata abusivamente più di quattro anni fa da alcuni autonomi. Al momento però né l’Asl né il Comune hanno i fondi necessari per rimetterla in sesto e avviare un progetto al suo interno. Ecco allora l’idea di utilizzare l’edificio come centro d’accoglienza per i profughi del nord Africa. Grugliasco è stata invece tirata in ballo dalla Regione, con l’ipotesi di ospitare 2mila profughi su un terreno dietro il centro commerciale Le Gru. L’idea pare sia già stata totalmente accantonata, ma intanto la soluzione ha fatto sobbalzare il sindaco di Grugliasco Marcello Mazzù: «Mi sembra decisamente azzardato scegliere di ospitare 2mila profughi accanto a un centro commerciale».

Tratto da Luna Nuova 

lunedì, marzo 28, 2011

AIAZZONE: SCATTANO LE MANETTE PER GLI UTILIZZATORI DEL MARCHIO

Aiazzone, scattano le manette per gli utilizzatori del marchio
Arrestati Borsano e Semeraro, titolari di Mete Spa
Le accuse: bancarotta, evasione fiscale e riciclaggio

Evasi oltre dieci milioni di euro.
Tra gli arrestati anche l'ex patron del Torino Gianmauro Borsano
 
TORINO
Negli anni ’80 il mobilificio Aiazzone, grazie anche allo slogan «provare per credere», era uno dei marchi più conosciuti nella vendita di mobili in Italia. Oggi sono finiti in manette tre imprenditori che di quel marchio erano gli attuali utilizzatori. Si tratta degli imprenditori Gianmauro Borsano, già patron del Torino, Renato Semeraro e Giuseppe Gallo.

Omesso pagamento delle imposte, bancarotta documentale e per distrazione, a seconda delle posizioni processuali, i reati contestati dai pm della Procura di Roma. I provvedimenti hanno riguardato anche il commercialista Marco Adami, finito ai domiciliari, mentre per un avvocato romano, Maurizio Canfora, è stata disposta la sospensione dall’esercizio della professione. Le misure cautelari sono state emesse dal gip Giovanni De Donato su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e dei sostituti Francesca Loy e Francesco Ciardi.

I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti dal nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza. Nell’inchiesta, iniziata nel marzo del 2010, sono indagate, in totale, dieci persone. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno provveduto anche ad un sequestro preventivo, anche per equivalente, per un valore di oltre 50 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti i tre imprenditori arrestati svuotavano sistematicamente le società del Gruppo, tra cui la capofila B&S e la Mete Spa, indebitate con il fisco mediante fittizie cessioni di immobili e di partecipazioni societarie, prelevamenti in contanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Gli arrestati facevano, quindi, confluire la parte attiva delle aziende stesse (dipendenti, rami d’azienda e beni immobili) in nuove società appositamente costituite.

In una seconda fase gli arrestati, in modo fraudolento, cedevano la rappresentanza delle società oramai depauperate ad un cittadino bulgaro che provvedeva al trasferimento delle società in Bulgaria con la conseguente cancellazione dal registro delle imprese italiano al fine di scongiurare il procedimento di fallimento. Gli inquirenti hanno accertato, inoltre, che Borsano, Semeraro (solo omonimo dell’attuale proprietario del Lecce calcio) e Gallo, per le ulteriori società del gruppo tra cui Holding dell’Arredo Srl hanno chiesto a diversi tribunali di essere ammessi al concordato preventivo per evitare sempre il fallimento fornendo, però, garanzie patrimoniali inesistenti.

Tratto da LA STAMPA

SCUOLA: PIEMONTE, 300 MAESTRE RISCHIANO IL POSTO


Scuola, in bilico anche le iscrizioni ai nuovi licei
maria teresa martinengo
TORINO


Ad Asti l’allarme è scattato ieri, fatti e rifatti i conti, Cuneo è a rischio e Torino segue a ruota: i tagli all’organico delle scuole l’anno prossimo potrebbero produrre esuberi tra gli insegnanti di scuola primaria in ruolo. Questo, almeno, è l’allarme, sulla base della ripartizione fatta dall’Ufficio Scolastico Regionale dei 1466 posti (796 alla primaria, 65 alle medie e 605 alle superiori) che il Piemonte deve eliminare e in attesa di conoscere il numero dei pensionamenti in ciascun grado di scuola.

Per questa ragione FlcCgil, Cisl e Uil Scuola hanno chiesto un incontro urgente con l’Usr e mercoledì i segretari Rodolfo Aschiero, Enzo Pappalettera e Diego Meli (confermato segretario nel congresso regionale dei giorni scorsi) incontreranno il vice direttore regionale del Miur Silvana Di Costanzo.

L’attenzione è concentrata sulla scuola primaria, che a Torino significherebbe 325 insegnanti in meno, a fronte di un decremento - da comprendere - di 308 alunni. «I tagli si ottengono con classi più grandi, l’eliminazione degli insegnanti specialisti di lingua e un tempo scuola inferiore a quello attuale», spiega Aschiero. Ancora: «Ad Asti il taglio previsto è di 60 insegnanti mentre i bambini aumentano di 56 unità e al momento vanno in sovrannumero insegnanti di ruolo. È chiaro che bisogna riaprire il confronto». Pappalettera: «I tagli, in generale, avvengono con la richiesta di applicare alla lettera il decreto interministeriale 81 sulla formazione delle classi. Quindi, eliminando le classi “in deroga”, con un numero di alunni inferiore a 27».

La deroga finora ha coinvolto le aree svantaggiate, a cominciare dalla montagna, ma non solo. «Anche in città, alle superiori, le sperimentazioni hanno determinato classi con numeri piccoli. Per l’anno prossimo le disposizioni dicono - prosegue il segretario della Cisl Scuola - che negli istituti con diversi indirizzi tutti gli alunni dell’area tecnica si sommano e si dividono per 27. Se gli iscritti non risulteranno ben ripartiti si dovrà provvedere a spostarli. Lo stesso nei licei dove convivono scientifico e Scienze Applicate».

Ma la «vigilanza» del Miur sul Piemonte va oltre. «Il Ministero ritiene che gli enti locali abbiano accolto - spiega Pappalettera - troppe richieste di attivazione dei licei delle Scienze Applicate e delle Scienze Umane ad indirizzo economico. In prospettiva Scienze Applicate, che non ha latino e utilizza docenti della classe di concorso Italiano e storia, rischierebbe di produrre soprannumeri della classe Italiano e latino impiegata nello scientifico tradizionale. Per questo il Miur ha bloccato le nuove istituzioni: se non ci sarà un numero di pensionati che compensi, le scuole dovranno tornare ai vecchi indirizzi».

Intanto, è anche su 229 di quei 1466 tagli che il sindacato cerca chiarimenti. «Erano tagli in organico di fatto, lo scorso anno. Ora Tremonti chiede di sopprimerli in pianta organica, in diritto. Vogliamo capire - dice Aschiero, che come Flc-Cgil ha richiesto al Miur una risposta specifica - se sarà così. La sola attenuazione agli effetti dei tagli potrebbe venire da un ripensamento su questi posti».

Tratto da LA STAMPA

lunedì, marzo 07, 2011

DI FILIPPO E' UNO DEI COORDINATORI PIEMONTESI DI FUTURO E LIBERTA' (FLI)

Il Consigliere Comunale di Collegno Andrea Di Filippo è stato nominato dall'On. Roberto Menia (Coordinatore Nazionale di Futuro e Libertà), nel coordinameto Piemontese del partito Futuro e Libertà per l'Italia (FLI) e più precisamente farà parte del coordinamento del Capoluogo Piemontese, Città di Torino.

Clicca una volta per aprire l'immagine ed una seconda per ingrandirla.

lunedì, febbraio 21, 2011

DI FILIPPO INTERVISTA L'ON. ITALO BOCCHINO

On. Italo Bocchino

COMMUNICATION CHANNEL - www.cchannel.it
Intervista all'On. ITALO BOCCHINO (http://www.cchannel.it/?p=135):
Un parere sul rientro dell’On.Roberto Rosso nel PDL e sul momento difficile che sta attraversando FLI.
Un commento sul Polo della Nazione (Terzo Polo).
La linea politica per le Comunali di Torino.
Il prossimo futuro di FLI.

PIEMONTE: L'ON. ROBERTO ROSSO RIENTRA NEL PDL E LASCIA FLI

On. Roberto ROSSO

Grazie alla collaborazione con CCHANNEL (www.cchannel.it) ed Andrea DI FILIPPO, il nostro sito INFORMARE COLLEGNO riesce a mostrarvi la prima intervista ad una web tv dell'On. Roberto ROSSO dopo la decisione di abbandonare FLI, del quale era coordinatore regionale, per rientrare nel PDL.

Ecco a voi l'intervista a "2 Parole con" condotta da Sergio Capogreco:

mercoledì, febbraio 09, 2011

RUBYGATE: SARA TOMMASI PRO COTA IN PIEMONTE. COTA: "NON SO CHI SIA!"


SARA TOMMASI
La showgirl 29enne coinvolta nel Rubygate prestò il suo volto per la lista dei Verdi di Lupi nella campagna delle regionali.
TORINO


Shorts e camicetta bianca sbottonata che toglie spazio all’immaginazione e mette in luce le forme sensuali e il seno procace. Falcata sicura e i lunghi capelli castani raccolti in una coda, una Sara Tommasi ammiccante invita gli elettori a recarsi nei seggi elettorali il 28 e il 29 marzo: «Io sono qui e tu dove sei?». Proprio nel giorno in cui i giornali rivelano lo scambio privato di messaggi, dolci ma anche rabbiosi, tra la Tommasi e Berlusconi, la giovane si trova al centro di una nuova bufera per aver prestato il proprio volto a sostegno della lista dei Verdi Verdi di Maurizio Lupi, che aveva appoggiato la candidatura dall’attuale governatore del Piemonte Roberto Cota nella corsa a Palazzo Lascaris.

Laureata in Economia alla Bocconi di Milano e successivamente entrata nel mondo dello spettacolo prima come “schedina” e poi da protagonista nel reality show “L’isola dei famosi”, la showgirl 29enne sarà presto sentita dai magistrati napoletani Antonio Ardituro e Marco Del Gaudio nell’ambito dell’indagine sul favoreggiamento della prostituzione.

«Non so neanche chi sia» ha commentato Cota, riferendosi alla ragazza coinvolta recenti inchieste sul premier Silvio Berlusconi. Ospite nella trasmissione Omnibus su LA7, il presidente della Regione, si è così smarcato dalla domanda della conduttrice: perché la starlette è stata testimonial di una delle liste facenti di parte del “corollario” di quelle che lo hanno sostenuto alle regionali? Il listino, inserito nella coalizione di centrodestra, ottenne l'1,76% conquistando un solo seggio in consiglio regionale, tanto basta per risultare comunque decisivo nel ferrato testa a testa con Mercedes Bresso che risultò sconfitta con uno scarto minimo. Il verdetto del Tar che ha confermato i voti è ormai storia passata e chiusa: ma, insieme al manifesto, rimangono le perplessità.

Tratto da LA STAMPA

Il Presidente Cota dice che non sa chi sia Sara Tommasi, ma questo vuol dire non essere allineati alla leadership di Silvio Berlusconi, il PDL stesso dovrebbe chiederne almeno le dimissioni, come si può essere rappresentati da un Presidente che non conosce SARA TOMMASI?

Per le persone come il Presidente della Regione Roberto Cota che non sanno chi è Sara Tommasi, (nonostante abbia fatto dei manifesti della campagna elettorale dell'attuale Presidente del Piemonte ed il calendario di Max):












martedì, febbraio 01, 2011

TORINO: FESTA DELL'AMORE A PAGAMENTO, MANIFESTAZIONE PER LA DIGNITA' DELLA DONNA

FESTA DELL'AMORE A PAGAMENTO
MANIFESTAZIONE PER LA DIGNITA' DELLA DONNA
TORINO: DOMENICA, 13 FEBBRAIO 2011, ORE: 16.00.
PIAZZA CASTELLO.
  


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martedì, gennaio 25, 2011

TORINO: SMOG ALLE STELLE, IL BLOCCO TOTALE SPACCA IL COMUNE


Stop alle auto, scambio di accuse con la Regione 
Oggi discussione in Consiglio: domani si decide
EMANUELA MINUCCI
TORINO


Sedici giorni fuorilegge su diciotto. E previsioni del tempo più a favore del Pm10 che dell’ambiente. Torino, come gran parte delle città della pianura padana, sta conducendo la sua tradizionale battaglia invernale contro lo smog. Quel micidiale mix di polveri sottili che da troppo tempo ormai fa vincere alla nostra città la maglia (affumicata) di metropoli più inquinata d’Italia. E siamo al punto. Milano ha deciso che domenica 30 gennaio si andrà tutti a piedi. E Torino? Si è data 48 ore per decidere. Ma quarantott’ore che, dal punto di vista amministrativo, saranno tutte dedicati allo smog. Si comincerà alle

15 con un Consiglio comunale già dedicato al «Pums», il piano urbano della mobilità sostenibile. La seduta si aprirà nella polemica, con la consegna al sindaco Chiamparino, da parte degli ambientalisti (gli stessi che hanno ottenuto di inserire nel «Pums» parecchi capitoli dedicati alla bicicletta), di un paio di mascherine anti-smog, oltre ai dati snocciolati in questi giorni dalle centraline Arpa della città. Sempre al capitolo qualità dell’aria c’è la richiesta, da parte di Agostino Ghiglia (AnPdl), di ottenere sull’argomento le comunicazioni del primo cittadino o dell’assessore all’Ambiente Roberto Tricarico.

Se la conferenza dei capigruppo deciderà per il sì, con ogni probabilità tutta la seduta di oggi della Sala Rossa sarà dedicata al grande tema del traffico e delle sue ricadute sull’ambiente. Domani la giunta deciderà: «Vediamo bene questi dati e poi - ha annunciato ieri il sindaco Chiamparino - decideremo se bloccare o no, come farà Milano, il traffico per un’intera giornata». Ma com’è l’orientamento della giunta? Se il responsabile dell’Ambiente Tricarico si dice possibilista e «attende di aver prima sentito il parere di sindaco e colleghi», assessori esperti come Sestero e Alfieri si dicono molto tentati dal seguire l’esempio di Milano: «Non sarà del tutto risolvente, ma è meglio di niente». Tranchant, invece, l’assessore ai Trasporti della Regione Barbara Bonino: «Le domeniche a piedi sono inutili e vessatorie: l’unica cosa che è servita finora è stata l’evoluzione ecologica dei motori e dei carburanti».

Poi l’attacco: «È quindi incredibile sentir dire dall’assessore Tricarico che la Regione non sta dando una mano: abbiamo stanziato 70 milioni di euro per la sostituzione dei bus Euro 0, è ora di finirla di vessare inutilmente gli automobilisti: per convincere la gente a usare i mezzi pubblici bisogna migliorarne l’efficienza». Stessa posizione da parte dell’assessore regionale all’Ambiente Ravello: «Ribadisco la disponibilità della Regione al confronto, ma invito a cercare di superare posizioni ideologiche che hanno la sola conseguenza di creare disagi ai cittadini». Di tutt’altro parere Monica Cerutti, capogruppo di Sel: «Sono necessarie misure straordinarie che integrino i provvedimenti che l’amministrazione comunale sta mettendo in campo, come il blocco totale del traffico, che può essere programmato a partire dalla prossima domenica».

Tratto da LA STAMPA

venerdì, gennaio 21, 2011

TORINO: RIANIMAZIONE CHIUSA, MUORE DI POLMONITE

 
Ivrea, nuovo caso di malasanità: la vittima è una maestra di 50 anni
GIAMPIERO MAGGIO
IVREA


A ucciderla è stata una polmonite. Era arrivata al pronto soccorso, otto giorni fa, in condizioni disperate, ma il reparto di Rianimazione dove i medici avrebbero dovuto ricoverarla, e che forse le avrebbe potuto salvare la vita, quel giorno era chiuso per lavori di ristrutturazione. Vittima una 50enne di Ivrea, nubile, maestra di scuola materna alla periferia della città.

Un caso di malasanità che rischia di travolgere, ancora una volta, l’ospedale eporediese. Dopo la vicenda di Davide Perucchione, il diciassettenne di Settimo Vittone morto lo scorso 27 ottobre in seguito a un intervento al femore e che, forse, si sarebbe potuto salvare se la Rianimazione di Ivrea quella notte avesse avuto un posto letto disponibile, ora esplode un altro caso. Riguarda Maria Pia Vittonatti, 50 anni, residente a Ivrea, frazione San Bernardo, Canton Bevolo numero 58.

Ma mentre per quanto riguarda il diciassettenne la Procura di Ivrea ha aperto un’inchiesta e sta tentando di accertare eventuali responsabilità, nel caso della maestra di San Bernardo (i cui funerali si sono già svolti) sarà molto più difficile scoprire la verità. La vicenda finora è passata sotto silenzio: i famigliari, forse per evitare uno scandalo, subito dopo la morte non hanno presentato denuncia. «Sono persone tranquille e per bene, molto riservate - dicono i vicini -. Forse non se la sono sentita di sollevare un polverone». Anche la Procura di Ivrea, però, non ha aperto alcun fascicolo. Solo l’ospedale, dopo la decisione del commissario dell’Asl To4, Renzo Secreto, di aprire un’inchiesta interna, sta cercando di capire se ci siano eventuali responsabilità da parte dei medici.

Per ricostruire questa storia bisogna tornare allo scorso 11 gennaio. Maria Pia Vittonatti da un po’ di tempo soffre di dolore alla schiena. Un dolore che si ripercuote lungo la coscia e che da diverso tempo non le dà tregua. Per questo, quella sera, la donna chiede a un parente di farsi portare in ospedale. Quando arriva in pronto soccorso sono le 23,30, i medici che la visitano la sottopongono agli esami di routine e alle due in punto, dopo averle somministrato una serie di antidolorifici, la dimettono. Un primo errore, questo, che potrebbe essere stato fatale. Prima di lasciarla andare, comunque, i dottori le spiegano che dovrà ripresentarsi il mattino successivo. Sempre in pronto soccorso.

Sono le 10,30 del 12 gennaio quando la donna, ormai in stato confusionale e con la febbre molto alta, torna in ospedale. Le sue condizioni sono gravi, il dolore nel corso della notte, anziché diminuire, si è acuito. L’intervento deve essere tempestivo: la maestra viene portata in radiologia, per una lastra al torace.

E, a quel punto, i medici scoprono la gravità delle sue condizioni: entrambi i polmoni sono interessati da una polmonite massiva bilaterale. Una forma molto grave. Serve la Rianimazione. Il reparto però in quei giorni è chiuso: si stanno eseguendo alcuni interventi di ristrutturazione ed è necessario trovare un’altra soluzione. «I pazienti già ricoverati, in quei giorni, venivano portati in Chirurgia - spiegano dall’ospedale -, gli altri dirottati in altre strutture». È il caso di Maria Pia Vittonatti che, per una sfortunata coincidenza, quel giorno trova il reparto chiuso. Così viene portata d’urgenza e in ambulanza a Chivasso: qui il reparto di Terapia intensiva è disponibile per un ricovero. Ma è tardi. Tre ore dopo, infatti, muore.

Il precedente di malasanità a Ivrea: la mattina del 27 ottobre, all’ospedale, morì Davide Perucchione. Aveva solo 17 anni. Non superò l’operazione al femore fratturato: in Rianimazione non c’erano posti letto.

Tratto da LA STAMPA

martedì, gennaio 18, 2011

PDL PIEMONTE: VITA DA SEPARATI IN CASA (Ghigo e Ghiglia vs Bonsignore)


Il gelo di Ghigo: «Pensassero alle elezioni...»
ALESSANDRO MONDO
TORINO

Ci sono particolari che riassumono questioni più ampie. Così la richiesta di disfarsi dei prestigiosi uffici di corso Vittorio, quartier generale del Pdl, acquista significato alla luce del perchè. «Non ci serve un palazzo aulico, chiuso al rapporto con gli elettori - avverte Daniele Cantore -. Meglio sostituirlo con 4-5 sezioni tra la gente». Applauso.

La platea era quella riunitasi ieri mattina alla Gam su impulso delle associazioni che fanno capo a pesi massimi e medi del Pdl: Bonsignore, Vignale, Burzi, Cantore, Ventriglia, Priano, Tentoni, Bonansea, Comba. Con l’adesione di Maria Teresa Armosino, uno dei referenti sul territorio. L’occasione formale era la prima assemblea dei Popolari Europei piemontesi in vista del nuovo Pdl vagheggiato da Berlusconi. Quella sostanziale rimandava alla volontà di contarsi da parte di quanti, con gradi di insofferenza diversi, eccepiscono sul partito così com’è. A maggior ragione, nella delicata fase di avvicinamento alle comunali.

Adesione massiccia, circa 500 persone, ed elencazione di obiettivi che - letti all’inverso -, marcano altrettanti deficit del Pdl. Il primo a entrare nel merito è stato Bonsignore, tra i registi dell’incontro e catalizzatore dei malpancisti: compresi quelli che, pur non volendo legarsi all’europarlamentare, hanno superato le remore dell’ultimo minuto sfidando l’irritazione della coppia Ghigo-Ghiglia, peraltro non invitati (c’era solo Giacometto, il coordinatore cittadino). Emblematica la precisazione di Burzi: «Sia chiaro, oggi non c’è nessuna eresia».

Più agganci con la società civile, più determinazione, promozione delle competenze, guai agli inciuci con gli avversari... Così Bonsignore. Parole d’ordine condivise e integrate da Armosino, Costa, Burzi, Vignale, Cantore, Tentoni, Bonansea, Ventriglia, Comba: inclusione; confronto; meritocrazia nella selezione dei dirigenti; rapporto stretto con la base; un programma elettorale veramente alternativo alla sinistra; pochi cedimenti ai «salotti sinistrorsi»; meno sudditanza verso la Lega. E via andare: dai quadri agli amministratori sul territorio (come Maurizio Tomeo, sindaco di Trofarello, o Gemma Amprino da Susa), fino ai rappresentanti nelle circoscrizioni più periferiche. Dove, a sentire gli interessati, la dirigenza non brilla per apparizioni.

Ora bisogna capire dove porterà questo percorso e quali i margini di dialogo con i coordinatori. «Ascolteremo tutti con pazienza - replica Ghigo -, ma non è il momento per distrarsi dall’obiettivo principale: cioè le comunali». Più tranchant Ghiglia: «Richieste condivisibili, se non fosse che il Pdl è già così... Lo segnalo a chi, non lavorando in prima linea, si limita a evocare problemi. Magari per portare a casa qualche preferenza».

Tratto da LA STAMPA

martedì, gennaio 11, 2011

PRIMARIE PD: CCHANNEL INTERVISTA ROBERTO PLACIDO

Dopo la rubrica "C'è chi dice no!" dedicata a quei cittadini che hanno il coraggio di denunciare quello che non va, parte il nuovo programma "2 Parole con..." che avrà come ospiti delle persone che occupano ruoli di primo piano nella nostra Regione.

Per la prima puntata abbiamo come ospite il Consigliere Regionale Roberto Placido, candidato alle primarie del PD per diventare il futuro sindaco di Torino.

INTERVISTA INTEGRALE
Parte 1
  1. Chi è Roberto Placido
  2. L'eredità di Chiamparino
  3. Torino: Primarie PD, la corsa per diventare Sindaco (Perché votarla?)
  4. La coalizione per vincere
  5. Fiat: Marchionne Vs Fiom


Parte 2
  1. Giovani e PD
  2. Questione "Sicurezza"
  3. ZTL: per aiutare l'ambiente o la cassa comunale?
  4. TAV: si o no?
  5. Parcheggi: zona BLU
  6. Torino città turistica


Parte 3
  1. Infrastrutture: manutenzione e sicurezza
  2. Torino città internazionale: aeroporto di Caselle e collegamenti pubblici
  3. Tav e Metropolitana: andranno avanti i progetti?
  4. Riforma "Cota" della sanità


SINTESI INTERVISTA


venerdì, novembre 19, 2010

TORINO: 'NDRANGHETA, ARRESTATO DOMENICO GIORGI: INIZIO' LA FAIDA DI SAN LUCA


Domenico Giorgi, 28 anni, era scappato al Nord per sfuggire alla sanguinosa guerra costata molte decine di morti

TORINO
Fece cominciare la faida di San Luca, sanguinosa geurra della 'ndrangheta calabrese, uccidendo senza pietà Salvatore Favasuli, freddato a Casignana il 6 gennaio 2005. I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria adesso hanno arrestato l'assassino seguendo le sue tracce fino alle porte di Torino. E' Domenico Giorgi, 28 anni, pregiudicato, ritenuto affiliato alle famiglia Giorgi-Boviciani e degli Strangio-Jancu protagoniste della faida di San Luca.

Il giovane è stato arrestato a Rivalta, piccolo centro a pochi chilometri dal capoluogo torinese. È un episodio che di fatto ha segnato la riapertura della sanguinosa faida di San Luca. L'omicidio di Salvatore Favasuli, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe da inserire in un contesto mafioso, ma anche passionale. E ha dato origine ad una serie di vendette incrociate che sono sfociate nella faida di San Luca, una delle più sanguinarie della storia della 'ndrangheta, con decine e decine di morti ammazzati.

Domenico Giorgi viveva da tempo a Rivalta e il suo allontanamento dalla Calabria sarebbe legato alla volontà di sottrarsi a possibili vendette nell'ambito della faida. La cosca dei Giorgi, detta dei "Boviciani", è collegata a quella degli Strangio, alleata con i Nirta nella faida contro i Pelle-Vottari, che nello scontro rappresentano il gruppo perdente. La faida di San Luca culminò, nel giorno di Ferragosto del 2007, con la strage di Duisburg in Germania, in cui furono uccise sei persone.

Tratto da LA STAMPA

giovedì, novembre 04, 2010

IL CONSIGLIERE DI FILIPPO RESPONSABILE FLI SETTORE GIOVANI PER TORINO E PROVINCIA

L'estate scorsa il Consigliere Comunale di Collegno Andrea Di Filippo prima di partire per le vacanze decise di comprare e portare con se il libro del Presidente della Camera On. Gianfranco Fini "IL FUTURO della LIBERTA' " e leggerlo attentamente per capirne il pensiero, non sapendo che pochi mesi più tardi sarebbe diventato il responsabile giovanile di Torino e Provincia dell'omonimo partito "FUTURO e LIBERTA' per l'ITALIA".

Il Consigliere Comunale Andrea Di Filippo in aeroporto prima di partire per le vacanze.

Di seguito riportiamo il comunicato stampa dell'On.Maria Grazia Siliquini relativo all'assetto del Partito "Futuro e Libertà per l'Italia" in Piemonte: con orgoglio evidenziamo la presenza nello staff di un collegnese doc, il Consigliere Comunale Andrea Di Filippo che è stato nominato responsabile del settore giovanile ed al quale porgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro.


FLI – COMITATO REGIONALE DI COORDINAMENTO PIEMONTE 1 – TORINO E PROVINCIA


COMUNICATO STAMPA


Siliquini (FLI): “ALLA GUIDA DI FUTURO E LIBERTA’ PER L’ITALIA IN TORINO E PROVINCIA (COLLEGIO PIEM.1) PER UNA NUOVA STAGIONE POLITICA IN PIEMONTE” TORINO


4 NOV. 2010 – Maria Grazia Siliquini, componente del comitato regionale di coordinamento di FLI per il Piemonte, insieme all’On.le Rosso e al Sen. Menardi, e unica responsabile di FLI per Torino e provincia (Collegio Piemonte 1), ha dichiarato: “Nel presentare oggi altri amministratori locali che hanno scelto di aderire a FLI a Torino e Provincia, formulo a loro il mio benvenuto e quello di tutti gli aderenti al nostro movimento sul territorio, con l’augurio di buon lavoro per il prossimo futuro. La mia attività su Torino e Provincia continuerà come abbiamo fatto in questi mesi, partendo dal grande lavoro svolto dai circoli in Piemonte. Si apre una nuova stagione per la politica piemontese: da oggi FLI, infatti, è presente anche al Comune di Torino, ed è guidata dal capogruppo Avv. Ennio Galasso, consigliere autorevole e apprezzato dalla comunità torinese, che ha scelto di condividere con noi questo percorso”.

L’On.le Siliquini ha dichiarato, ancora: “In qualità di coordinatrice responsabile del Piemonte 1 (Torino e Provincia) lavorerò con Raffaele Corapi, che ho indicato quale vice coordinatore di Torino e Provincia, già consigliere comunale e attuale coordinatore della consulta del lavoro FLI.
E’ stato costituito l’ufficio comunicazione territoriale relativo a Torino e provincia, coordinato dall‘Avv. Gianluca Pontalto -già responsabile provinciale di Generazione Italia- che è stato chiamato a svolgere il ruolo di portavoce unico di FLI sul territorio. L’ufficio stampa, è stato affidato al consigliere circoscrizionale del comune di Torino Angelo D’Acunto, che è pertanto il responsabile della comunicazione per FLI”.

“L’avvio dell’organizzazione del comitato del settore giovanile di FLI per Torino è stata affidata al consigliere comunale di Collegno Andrea Di Filippo e al consigliere circoscrizionale del comune di Torino Angelo D’Acunto, coordinati da Edoardo Zarrillo ed Elena Isella, già militanti -questi ultimi- in Generazione Italia”.

“Il lavoro che abbiamo affrontato sin da aprile 2010 in Piemonte -ha dichiarato Siliquini – ha portato la nostra regione ad essere una tra quelle più attive e recettive a livello nazionale: ai primi di ottobre avevamo 45 amministratori locali che avevano dichiarato la loro appartenenza a FLI, costituendo il gruppo nel consiglio di appartenenza. Oggi, raggiungiamo quasi la quota 100, già attivi in Generazione Italia e che confluiranno in FLI, e il trend è in aumento. Ma la risposta più straordinaria, avuta in questi mesi, è quella proveniente dal territorio, con i circoli di Generazione Italia e Area Nazionale (i due movimenti di area finiana) che -ad oggi in tutta la regione- sono oltre 80, ai quali si aggiungono centinaia di iscritti con adesioni spontanee tramite il web: un successo dal quale oggi vogliamo partire per affrontare le sfide elettorali del futuro che ci attendono a Torino e provincia.”

“Il Piemonte -ha proseguito Siliquini- si presenterà alla prima convention di Futuro e Libertà per l’Italia, in programma a Perugia sabato 6 e domenica 7, con un proprio documento, elaborato dagli iscritti e dai circoli, che porrà la “questione del nord“ tra le priorità da inserire tra le tematiche che andranno a comporre il manifesto programmatico di FLI che verrà elaborato in questa occasione, oltre ai temi relativi alla sicurezza, alla salute, all’occupazione, quelli legati al nostro territorio e alle comunità montane, sino alle proposte per lo statuto di FLI.

lunedì, ottobre 25, 2010

COLLEGNO: DI FILIPPO ADERISCE A FUTURO E LIBERTA' PER L'ITALIA

Il Consigliere Comunale Andrea DI FILIPPO entra in FUTURO E LIBERTA' PER L'ITALIA.

CONTATTI:
Cell. 392.4240134
e-mail: andrea.di.filippo@tiscali.it
Contattami su Facebook
sito: www.futuroelibertacollegno.it


Presentazione dei 39 amministratori locali che hanno aderito a FUTURO E LIBERTA' PER L'ITALIA.


Prima convention di GENERAZIONE ITALIA GIOVANI PIEMONTE

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