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venerdì, gennaio 21, 2011

TORINO: RIANIMAZIONE CHIUSA, MUORE DI POLMONITE

 
Ivrea, nuovo caso di malasanità: la vittima è una maestra di 50 anni
GIAMPIERO MAGGIO
IVREA


A ucciderla è stata una polmonite. Era arrivata al pronto soccorso, otto giorni fa, in condizioni disperate, ma il reparto di Rianimazione dove i medici avrebbero dovuto ricoverarla, e che forse le avrebbe potuto salvare la vita, quel giorno era chiuso per lavori di ristrutturazione. Vittima una 50enne di Ivrea, nubile, maestra di scuola materna alla periferia della città.

Un caso di malasanità che rischia di travolgere, ancora una volta, l’ospedale eporediese. Dopo la vicenda di Davide Perucchione, il diciassettenne di Settimo Vittone morto lo scorso 27 ottobre in seguito a un intervento al femore e che, forse, si sarebbe potuto salvare se la Rianimazione di Ivrea quella notte avesse avuto un posto letto disponibile, ora esplode un altro caso. Riguarda Maria Pia Vittonatti, 50 anni, residente a Ivrea, frazione San Bernardo, Canton Bevolo numero 58.

Ma mentre per quanto riguarda il diciassettenne la Procura di Ivrea ha aperto un’inchiesta e sta tentando di accertare eventuali responsabilità, nel caso della maestra di San Bernardo (i cui funerali si sono già svolti) sarà molto più difficile scoprire la verità. La vicenda finora è passata sotto silenzio: i famigliari, forse per evitare uno scandalo, subito dopo la morte non hanno presentato denuncia. «Sono persone tranquille e per bene, molto riservate - dicono i vicini -. Forse non se la sono sentita di sollevare un polverone». Anche la Procura di Ivrea, però, non ha aperto alcun fascicolo. Solo l’ospedale, dopo la decisione del commissario dell’Asl To4, Renzo Secreto, di aprire un’inchiesta interna, sta cercando di capire se ci siano eventuali responsabilità da parte dei medici.

Per ricostruire questa storia bisogna tornare allo scorso 11 gennaio. Maria Pia Vittonatti da un po’ di tempo soffre di dolore alla schiena. Un dolore che si ripercuote lungo la coscia e che da diverso tempo non le dà tregua. Per questo, quella sera, la donna chiede a un parente di farsi portare in ospedale. Quando arriva in pronto soccorso sono le 23,30, i medici che la visitano la sottopongono agli esami di routine e alle due in punto, dopo averle somministrato una serie di antidolorifici, la dimettono. Un primo errore, questo, che potrebbe essere stato fatale. Prima di lasciarla andare, comunque, i dottori le spiegano che dovrà ripresentarsi il mattino successivo. Sempre in pronto soccorso.

Sono le 10,30 del 12 gennaio quando la donna, ormai in stato confusionale e con la febbre molto alta, torna in ospedale. Le sue condizioni sono gravi, il dolore nel corso della notte, anziché diminuire, si è acuito. L’intervento deve essere tempestivo: la maestra viene portata in radiologia, per una lastra al torace.

E, a quel punto, i medici scoprono la gravità delle sue condizioni: entrambi i polmoni sono interessati da una polmonite massiva bilaterale. Una forma molto grave. Serve la Rianimazione. Il reparto però in quei giorni è chiuso: si stanno eseguendo alcuni interventi di ristrutturazione ed è necessario trovare un’altra soluzione. «I pazienti già ricoverati, in quei giorni, venivano portati in Chirurgia - spiegano dall’ospedale -, gli altri dirottati in altre strutture». È il caso di Maria Pia Vittonatti che, per una sfortunata coincidenza, quel giorno trova il reparto chiuso. Così viene portata d’urgenza e in ambulanza a Chivasso: qui il reparto di Terapia intensiva è disponibile per un ricovero. Ma è tardi. Tre ore dopo, infatti, muore.

Il precedente di malasanità a Ivrea: la mattina del 27 ottobre, all’ospedale, morì Davide Perucchione. Aveva solo 17 anni. Non superò l’operazione al femore fratturato: in Rianimazione non c’erano posti letto.

Tratto da LA STAMPA

lunedì, gennaio 17, 2011

TORINO: INFLUENZA A, DUE CASI GRAVI


Due donne di 50 e 62 anni 
ricoverate alle Molinette
Sono in pericolo di vita
TORINO


Due donne, colpite dal virus dell’influenza H1N1, sono ricoverate in gravissime condizioni nell’ospedale Molinette di Torino. Sono in pericolo di vita e - secondo quanto si è appreso dai medici della stessa struttura sanitaria - sopravvivono grazie alle macchine, anche se ci sono ancora speranze di riuscire a salvarle.

Filomena C. di 62 anni, residente in Puglia, e Carmela B. di 50 anni, residente in Piemonte, sono arrivate nel nosocomio torinese rispettivamente il 13 gennaio e ieri, dopo che le loro condizioni si sono aggravate.

La prima è stata trasportata con un C-130 dell’aeronautica militare da Barletta, dove era ricoverata, mentre la seconda è giunta in ambulanza dall’ospedale di Moncalieri (Torino), dove era arrivata 48 ore prima.

La più grave è senza dubbio la donna pugliese «per la quale - ha riferito il primario del reparto di rianimazione Marco Ranieri - si è dovuto utilizzare un supporto extracorporeo totale per rimuovere l’anidride carbonica e farle respirare l’ossigeno. La donna piemontese, invece, ha un polmone che funziona ancora parzialmente e quindi - ha riferito - stiamo effettuando solo la rimozione dell’anidride, anche se si tratta di una paziente magra affetta da una grave forma di diabete».

Considerate le percentuali di mortalità legate al virus H1N1, se non sopraggiungeranno complicazioni, i medici sperano di salvare entrambe le donne «anche se - sottolinea Ranieri - sarà comunque un percorso molto lungo».

Tratto da LA STAMPA

mercoledì, settembre 29, 2010

TORINO: UN CENTRO PER VINCERE LA SLA E L'ALZHEIMER

 
Inaugurato l’Istituto di Neuroscienze al San Luigi di Orbassano
RAPHAËL ZANOTTI
TORINO


Affonda le sue radici nel cuore nero del dramma nazista uno dei più scintillanti e moderni centri di ricerca del Piemonte: l’Istituto di Neuroscienze Cavalieri-Ottolenghi di Orbassano. Inaugurato ieri, il centro ha trovato ospitalità all’interno del San Luigi Gonzaga e vedrà lavorare gomito a gomito otto gruppi di ricerca esperti di diverse discipline.

All’istituto lavoreranno 60 persone tra ricercatori, tecnici e studenti. Strumentazioni all’avanguardia e laboratori attrezzatissimi saranno a loro disposizione per studiare malattie come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, le atassie, le lesioni del midollo spinale, la Sla, gli ictus e il morbo di Alzheimer. E dire che tutto era nato oltre mezzo secolo fa, esattamente il 19 maggio del 1958 quando Annetta Cavalieri, vedova del banchiere astigiano Emilio Ottolenghi, lasciò in eredità all’Università di Torino un patrimonio sconfinato con l’idea di far nascere un centro di ricerca.

Venduto all’inizio degli Anni Novanta, quel lascito fruttò 29 miliardi di lire. I beni della signora erano costituiti dalla villa «La Specola» nel Novarese (venduta per 385 milioni) e numerosi immobili (compreso un cinema) in piazza dell’Esedra (poi piazza della Repubblica) a Roma. Ma non solo. C’erano anche pregiata argenteria, una collezione di pizzi antichi e molti quadri di pittori dell’Ottocento.

La signora Annetta, di origine ebraica, aveva da tempo in animo di lasciare tutto all’università. Il suo sogno era quello di creare un polo di ricerca che si occupasse dello studio delle cause biologiche delle malattie mentali e delle loro terapie. Sua sorella, deportata in un lager nazista, ne ne era ritornata nel 1945 affetta da una grave malattia mentale. Nel corso degli anni, il progetto iniziale si è ampliato ed è andato a coprire discipline diverse come, appunto, le neuroscienze.

«Purtroppo - spiega il professor Pier Maria Furlan, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia del San Luigi Gonzaga - negli anni la conOscenza delle patologie del sistema nervoso è stata più rapida rispetto a quella delle sue cure e terapie. Ma sono sicuro che la presenza di un istituto come quello delle Neuroscienze a Orbassano, sarà molto utile nel colmare questo gap».

Le ricerche attualmente in atto all’istituto riguardano la rigenerazione dei neuroni, la plasticità del cervello, la cura di malattie neurologiche e del midollo spinale. Il centro si occuperà di ricerca pura, niente posti letto. Sarà legato al dipartimento psichiatrico più grande d’Italia, quello dell’Asl 3 del Piemonte, che copre una popolazione di 650.000 persone.

«La struttura si manterrà con il lascito - dice ancora Furlan - ma il modello di finanziamento è “americano”: per i progetti saranno gli stessi ricercatori a dover trovare i fondi».

Uno degli obiettivi è favorire la multidisciplinarietà. «La costituzione - spiega il professor Ferdinando Rossi, direttore del nuovo istituto - ha permesso di concentrare in un solo luogo ricercatori con esperienze complementari e diverse». I macchinari saranno in comune tra i ricercatori e anche l’architettura, a pianta circolare, è stata studiata in quest’ottica.

Tratto da LA STAMPA
 
E la "CLINICA DELLA MEMORIA" in costruzione da anni nella nostra citta'?

domenica, settembre 26, 2010

TORINO: PROGETTO TELEMATICO PER I BAMBINI MALATI DI TUMORE

Ogni giorno sentiamo tante brutte notizie che ci fanno pensar male e ci rattristano la giornata, noi ne proponiamo una buona per iniziare la settimana con un pensiero positivo.
Presto a Torino e più precisamente all'Infantile dell'Ospedale Regina Margherita - Sant'Anna partirà un progetto telematico per i bambini malati di tumore.

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martedì, settembre 07, 2010

TORINO - MOLINETTE: TRASFUSIONE SBAGLIATA, MUORE UNA DONNA

In Regione Piemonte c'è chi riconta le schede e fa festa, a Roma c'è chi litiga e pensa a rivotare al più presto, ma il fenomeno malasanità nei nostri ospedali è sempre più preoccupante .
Una volta episodi di questo tipo capitavano solo in alcune regioni d'Italia e ne conosciamo le ragioni, oggi invece l'incopetenza, la non professionalità sono un virus che si è esteso a tutta la Penisola e nessuno fa nulla per debellarlo.
Questo è l'ultimo caso di malasanità capitato ieri nella nostra Regione Piemonte, in uno degli ospedali che è considerato uno dei fiori all'occhiello della nostra sanità: MOLINETTE.

Se il progetto della CITTA' DELLA SALUTE parte con queste basi, si salvi chi può...


La vittima è una settantasettenne
Scatta l'inchiesta della Procura: "Ma le condizioni erano già gravi"
DANIELA LANNI
TORINO


È morta all'ospedale Molinette di Torino, Irene Guidi, 77 anni, vittima di un tragico errore umano: una trasfusione di sangue sbagliata le ha provocato una crisi respiratoria ed è entrata in coma. Inutile il trasferimento d'urgenza nel reparto di rianimazione. E' deceduta nella notte.

E' stato accertato che l'infermiere del pronto soccorso di chirurgia ha preso due sacche di sangue destinate ad un altro paziente e le ha trasfuse alla donna senza verificarne l'identità, come prevede il protocollo. Le sacche erano appoggiate su un mobile che si trovava a fianco al lettino dell'anziana ed è stato dato per scontato che fossero destinate a lei. Sono bastati pochi minuti poi la crisi cardiaca. I medici a quel punto si sono accorti dell'errore e hanno subito staccato la flebo ma non è bastato a salvarle la vita.

"Sono venute meno le procedure per l’identificazione del paziente", spiega il dottor Marco Rapellino, direttore della struttura qualità e gestione del rischio delle Molinette. "Un gravissimo errore - aggiunge - ma occorre aspettare l’autopsia per evidenziare il rapporto causa-effetto tra la trasfusione sbagliata e la morte". Le condizioni cliniche dell’anziana erano infatti "fortemente compromesse". "Ma se c’è stata la responsabilità di qualcuno - sottolinea Rapellino - noi l’ammettiamo".

Irene Guidi era arrivata nella divisione di medicina del pronto soccorso sabato mattina con i sintomi di una emorragia del tubo digerente da sospetta lesione del duodeno. I medici l'avevano trovata fortemente anemica e avevano prescritto in breve tempo una trasfusione. Sospettavano che l'uso di antiinfiammatori le avesse provocato un'ulcera. Due le inchieste aperte: una interna da parte del nosocomio e una da parte della Procura.

Tratto da
LA STAMPA.it

lunedì, agosto 30, 2010

CELLULE STAMINALI: PRIMI TEST SULL'UOMO PER GUARIRE CIECHI E PARALIZZATI

Mentre in Italia la notizia principale è quella del Presidente della Libia Gheddafi e delle 500 ragazze che lo hanno accolto, per fortuna oltreoceano, più precisamente in California, c'è qualcuno che si occupa di cose ben più serie. Infatti un'equipe della Geron Corp effettuerà per la prima volta dei test sull'uomo per verificare l'efficacia delle cellule staminali embrionali.
I ricercatori inietteranno delle cellule staminali in pazienti affetti da forme progressive di cecità e in altri parzialmente paralizzati e con danni devastanti al midollo spinale.

Il Presidente della Geron, Thomas B. Okarma, responsabile del progetto, si è detto molto ottimista per i possibili risultati:"Se abbiamo ragione, rivoluzioneremo il trattamento di molte patologie croniche".

Molti sostengono che i tempi non siano maturi per questo tipo di esperimento, sia dal punto di vista etico che scientifico.


Soltanto il tempo potrà dirci se i risultati saranno negativi o positivi, per ora possiamo solo aspettare e sperare che la ricerca dia esiti positivi per migliorare la sanità a livello mondiale.

giovedì, aprile 15, 2010

MALASANITA' - OSPEDALE DI RIVOLI: DIAGNOSTICANO UNA GASTRITE, INVECE E' APPENDICITE ACUTA

Continuano i casi di MALASANITA' in Piemonte, dopo l'episodio di Chivasso:
CHIVASSO: GRAVE CASO DI MALASANITA'

Oggi è nuovamente l'ospedale di Rivoli a far parlar male della sanità nella nostra Regione.
La malcapitata è una nostra concittadina, Selina Mavilla, una ragazza di 19 anni: le diagnosticano una gastrite ed invece è un'appendicite acuta.

Ricordiamo che nello stesso ospedale nell'ottobre 2009 era capitato un altro caso grave di malasanità - MALASANITA' - OSPEDALE DI RIVOLI: "E' SOLTANTO DEPRESSIONE", DOPO UN MESE E' PARALITICA.

Se hai avuto delle brutte esperienze con la sanità piemontese segnalalo alla nostra mail informare.collegno@tiscali.it o scrivi un commento sul nostro sito.

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giovedì, aprile 08, 2010

CHIVASSO: GRAVE CASO DI MALASANITA'

Continuano i casi di MALASANITA' in Piemonte, dopo Rivoli: MALASANITA' - OSPEDALE DI RIVOLI: "E' SOLTANTO DEPRESSIONE", DOPO UN MESE E' PARALITICA adesso è l'ospedale di Chivasso ad essere oggetto di scandalo.
La nuova Giunta Regionale dovrà assolutamente mettere come priorità in agenda la SANITA' visto gli ultimi episodi.

Se hai avuto delle brutte esperienze con la sanità piemontese segnalalo alla nostra mail informare.collegno@tiscali.it o scrivi un commento sul nostro sito.

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domenica, marzo 14, 2010

TORINO: OSPEDALE MOLINETTE, APRE UN REPARTO PER I MALATI DI FACEBOOK


Sembra assurdo... invece è la triste realtà...

Facebook è sicuramente un grande mezzo di comunicazione, ed è utile se viene utilizzato per tale fine, ma può diventare deleterio se il suo uso diventa maniacale e compulsivo.

Molti utenti di questo social network pubblicano ogni momento della propria vita: foto di ogni oggetto o evento della propria quotidianità, momenti intimi e privati, non rendendosi conto di perdere la propria privacy. Non solo: recentemente durante lo show televisivo "le iene" è stato dimostrato come le informazioni e le foto che si pubblicano sul proprio profilo possano diventare oggetto di comportamenti maniacali e voyeuristici.

Pubblicando tutti i nostri dati personali, i luoghi e gli amici che frequentiamo (foto e quant'altro), le nostre abitudini, i nostri hobbies, le nostre paure, i nostri pensieri, siamo tutti schedati e controllabili come se vivessimo in un maxy grande fratello o se preferite come se fossimo tanti Jim Carrey ognuno all'interno del proprio TRUMAN SHOW personale, facendo così diventare pubblico ciò che invece dovrebbe appartenere alla sfera privata di ogni individuo.

Ciò che è più grave è l'alienazione totale in cui ricadono i soggetti che sviluppano una dipendenza dai social network e da internet in generale, i quali finiscono per estraniarsi completamente dalla realtà, trascurando figli, affetti, lavoro...rifugiandosi, per dar sfogo alla propria ossessione, in luoghi anche improbabili (come uno scantinato) che diventano celle di isolamento virtuali.




venerdì, dicembre 11, 2009

PIEMONTE: LA SANITA' E' UN DISASTRO

La Sanità Piemontese è in profondo ROSSO proprio come chi l'amministra, cioè la REGIONE, oggi targata BRESSO (CENTROSINISTRA).
Sembra che la Regione non rimborsi più le prestazioni degli ospedali privati convenzionati (Es. Koelliker), quindi molti esami vengono cancellati e le liste di attesa diventano sempre più lunghe, saltano le ecografie e le risonanze magnetiche per molti nostri concittadini.


venerdì, ottobre 09, 2009

MALASANITA' - OSPEDALE DI RIVOLI: "E' SOLTANTO DEPRESSIONE", DOPO UN MESE E' PARALITICA

Per i medici dell’ospedale di Rivoli era solo depressa; qualche giorno dopo, invece, è finita in un letto paralizzata dalla vita in giù.


domenica, settembre 27, 2009

VACCINO INFLUENZA A: Pronte 500.000 dosi

LE STIME SULLA PERICOLOSITA' DELLA MALATTIA NON SONO PREOCCUPANTI

Fazio: influenza A, già pronte 500mila dosi, vaccinazioni al via entro fine ottobre

Il vice-ministro della Salute: potrebbe non essere necessario prolungare le vacanze scolastiche di Natale

MILANO - Il Ministero della Salute ha già a disposizione 500mila dosi del vaccino contro il virus dell'influenza A. A dirlo è il viceministro Ferruccio Fazio a margine, oggi a Milano, di un convegno sul tema, alla festa nazionale del Pdl. «Abbiamo 500 mila unità del vaccino già pronte - ha sottolineato il viceministro - e le altre dovrebbero arrivare forse anticipando di cinque giorni la data del 15 novembre. Le vaccinazioni per i lavoratori dei servizi essenziali inizieranno entro fine ottobre, probabilmente anche prima».

STIME - Le stime sui dati per le persone infette dall'influenza A «non sono molto preoccupanti e comunque oggi siamo in grado di gestire al meglio i casi anche gravi» ha spiegato ancora Fazio «Se per ipotesi - ha detto Fazio - l'influenza A colpisse 4 milioni di persone, che corrisponde circa alla popolazione di Roma, la mortalità potrebbe essere di circa 1000-1500 individui. I soggetti che invece si potrebbero ammalare di polmoniti acute sarebbero circa 200-250, quindi sono stime non molto preoccupanti». In Italia, ha ricordato il vice-ministro, ci sono sette milioni di persone con malattie croniche, gravi o debilitanti, e che per questi motivi «possono risentire in maniera grave del virus».

SCUOLE - Potrebbe non essere necessario prolungare le vacanze scolastiche di Natale ha sottolineato ancora Fazio. «Credo sia un ottimo esempio la scuola di Arezzo - ha detto Fazio - dove 23 studenti su 44 si sono ammalati, e visto che l'influenza è stata molto mite, non è stata chiusa la scuola nè si sono creati allarmismi. Mi auguro quindi che la chiusura delle scuole, o il prolungamento delle vacanze, non sia necessario», ma sono condizioni che verranno valutate a seconda della diffusione del virus.

CIRCOLARI - Il ministero della Salute si appresta intanto a emettere delle circolari per coordinare gli interventi delle regioni contro l'epidemia di influenza A. Diagnosi telefoniche con il medico di famiglia, dettagli sulla gestione dei casi più gravi e maggiore coordinazione a livello sanitario saranno gli argomenti contenuti nei documenti ministeriali. «Ad esempio, emetteremo a breve una circolare per i medici di famiglia - ha detto Fazio - per fare triage (selezione ndr) telefonico per l'influenza A, senza vedere la persona. Sempre tra martedì e mercoledì prevediamo di mandare una circolare alle regioni per farci dare un elenco, un censimento delle unità intensive di secondo livello, e in più daremo una serie di indicazioni sulle modalità di gestione dei casi più gravi».

IL CORRIERE DELLA SERA

lunedì, settembre 21, 2009

Influenza da virus A/H1N1V: Sintomi, Informazioni, Numeri e Chiusura Scuole


Scuole chiuse per l'influenza da virus A/H1N1V solo in «casi estremamente gravi». È quanto prevede il documento concordato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e dal viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, e inviato ieri agli uffici scolastici regionali. Una serie di indicazioni di carattere amministrativo e sanitario sui comportamenti da tenere per prevenire il contagio o evitarne la diffusione.
Sarà nei poteri del sindaco del Comune dove si trova la scuola interessata, su segnalazione delle Asl, determinare, in concerto con il dirigente scolastico, la sospensione totale o parziale delle attività didattiche o la chiusura per il tempo necessario. Le scuole, anche se chiuse, resteranno agibili per insegnanti e personale, per consentire l'insegnamento con altre modalità.
Il documento contiene anche una serie di pratiche igieniche da seguire, che ricordano da vicino le regole di buona educazione: mettersi le mani davanti alla bocca quando si sternutisce o lavarsele dopo essersi soffiati il naso, non portare alla bocca gomme, penne e matite e non scambiarsi bicchieri o posate.
Il personale scolastico dovrà assicurarsi che i banchi siano sempre puliti e le aule areate ad ogni cambio di lezione e durante l'intervallo.
Un invito alla prudenza è rivolto poi a studenti e genitori: con qualche linea di febbre e uno sternuto di troppo meglio rimanere a casa piuttosto che rischiare di contagiare i compagni. E prima di tornare a scuola meglio lasciar passare almeno 24 ore dopo che sono scomparsi i sintomi.
L'Organizzazione mondiale della sanità, sempre ieri, ha ammesso che la fornitura di vaccini contro la nuova influenza «è inadeguata per una popolazione mondiale in cui tutti sono virtualmente suscettibili a un nuovo virus altamente contagioso». L'Oms ha poi apprezzato l'iniziativa avviata dagli Usa, di donare una parte delle scorte di vaccino ai Paesi poveri. L'Italia ha aderito donando il 10 per cento.
Intanto a Napoli è stata chiusa una classe di un liceo classico, il primo caso dall'inizio dell'anno scolastico, per due persone colpite dall'influenza suina. (N.T.)

IL SOLE 24 ORE

mercoledì, luglio 22, 2009

SANITA’, BURZI (FI-PDL): “SUI GRUPPI DI CURE PRIMARIE SI RISCHIA UN GRANDE SPRECO DI DENARO”

“Apprendiamo che la Regione darà avvio, tra qualche ora, ad una sperimentazione dell’utilizzo dei medici di base (medici di famiglia e pediatri) – spiega il capogruppo di Fi-Pdl Angelo Burzi - il cui costo ammonterebbe a quasi 10milioni di euro Si tratta di un’iniziativa del tutto avulsa dalla riorganizzazione di sistema e, soprattutto, fin dalle premesse non sarà estendibile all’universo dei medici e delle famiglie piemontesi”.
“Sfuggono in particolare – continua Burzi - i criteri della sperimentazione, le sue modalità e, soprattutto, la selezione dei trecento medici che vi saranno coinvolti”. Nell’interrogazione urgente presentata alla Giunta dal gruppo Fi-Pdl chiede se non si ravvisi il rischio che i 300 medici coinvolti nella sperimentazione rappresentino un gruppo di privilegiati poiché, a fronte di prestazioni obbligatorie per ciascun medico di base, è già del tutto assicurate nell’ordinario svolgimento della loro attività, verrà loro riconosciuto un considerevole incremento del corrispettivo economico. Inoltre si domanda se corrisponde al vero che, a partire dagli indici di valorizzazione, attraverso cui viene quantificata la prestazione del medico, in tale sperimentazione, si giungerà ad un costo totale annuale pari a 9.800.000,00 euro interamente a carico del bilancio regionale.
“Questa Giunta – conclude Burzi – continua a intervenire nel comparto sanitario in maniera rapsodica perseverando nell’aumento a dismisura dei costi, senza peraltro assicurare la qualità e l’efficacia del servizio reso ai cittadini piemontesi. Anche in questo caso, in un modo irresponsabile, Bresso e la sua assessora non tengono minimamente conto dell’esigenza di razionalizzare la funzione dei medici di base incrementandone la presenza e valorizzandone la professionalità presente sul territorio. Ancora una volta si preferisce la scorciatoria della demagogia, della retorica e soprattutto dello sforamento dei conti che, come è noto, grava su tutti i cittadini piemontesi”.

sabato, maggio 02, 2009

INFLUENZA SUINA: L'altra faccia della medaglia.

ALL'OMBRA DEL VIRUS

Un grande affare per le case farmaceutiche. La strana natura del virus. I piani di emergenza Usa

L'influenza suina continua a mietere vittime in Messico e a seminare il panico in tutto il mondo, non solo tra la popolazione, ma anche sui mercati azionari che, nel timore di un blocco delle frontiere e delle attività commerciali ed economiche globali, registrano forti perdite in tutte le borse.

Grandi profitti per le case farmaceutiche.
Gli unici che festeggiano sono i dirigenti e gli azionisti delle due multinazionali farmaceutiche, la svizzera Roche e la britannica GlaxoSmithKline, produttrici dei farmaci antinfluenzali di cui tutti i governi del pianeta stanno facendo incetta in questi ultimi giorni: il Tamiflu (Roche) e il Relenza (Glaxo).
Mentre tutti i titoli di borsa sono in calo, le quotazioni della Roche e della Glaxo stanno guadagnando su tutte le piazze mondiali. Per non parlare delle due aziende che detengono i brevetti dei due farmaci, la californiana Gilead (Tamiflu) - che ha tra i suoi principali azionisti l'ex capo del Pentagono, Donald Rumsfeld - l'australiana Biota (Relenza), i cui indici azionari sono schizzati alle stelle negli ultimi giorni.
Festeggiano anche le multinazionali farmaceutiche che hanno già preso accordi con l'Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) per lo studio e la produzione di vaccini contro l'influenza suina: la francese Sanofi Aventis - che a inizio marzo aveva annunciato l'apertura, proprio in Messico, di uno stabilimento per la fabbricazione di un vaccino contro eventuali influenze pandemiche - la statunitense Baxter - recentemente coinvolta in un grave scandalo: aveva distribuito, in diciotto paesi, vaccini antinfluenzali contaminati dal virus dell'influenza aviaria - e la svizzera Novartis.


Un virus ibrido così strano da sembrare artificiale. Non sarà molto facile trovare un vaccino per questa influenza. Gli scienziati del Centro per il controllo delle malattie (Cdc) di Atlanta, il principale istituto epidemiologico statunitense hanno dichiarato che questo ceppo virale contiene una combinazione unica, mai vista prima, di sequenze genetiche di due diversi virus influenzali suini (uno di origine nordamericane e uno eurasiatico), del noto virus dell'influenza aviaria e della familiare influenza umana. Un ‘riassortimento' genetico così particolare, da far addirittura sorgere dubbi sull'origine naturale di questo nuovo supervirus.
Negli ultimi anni i riassortimenti artificiali di virus sono diventati una pratica comune nei più avanzati centri di ricerca epidemiologica di tutto il mondo, e soprattutto negli Stati Uniti.
Nel 2005, ad esempio, i bioingegneri del Cdc di Atlanta hanno creato in laboratorio un virus pandemico artificiale combinando il ceppo dell'influenza aviaria con quello della normale influenza umana. Lo stesso hanno fatto gli scienziati della già citata Baxter. Esperimenti, questi, giudicati molto pericolosi, ma considerati necessari per studiare le modalità di contagio e i possibili vaccini.
Analoghi virus artificiali ibridi vengono prodotti, ma a scopi ben diversi (la guerra batteriologica), anche nei laboratori militari dell'Istituto di medicina per le malattie infettive dell'esercito Usa (Usamriid) di Fort Detrick, in Maryland, lo stesso da cui proveniva l'antrace usato negli attacchi bioterroristici del 2001.


Usa: in caso di emergenza potrebbe intervenire l'esercito.
In attesa che venga scoperto un vaccino contro questa pandemia influenzale, i governi di mezzo mondo, oltre a fare scorta di Tamiflu e Relenza, si preparano al peggio. In particolare il governo degli Stati Uniti: i più vicini al focolaio influenzale, dove da tempo sono pronti appositi piani di emergenza che prevedono addirittura l'utilizzo delle forze armate per mettere in quarantena la popolazione infettata, compiere evacuazioni forzate e mantenere l'ordine pubblico. Sulla base delle linee guida della ‘Strategia nazionale per l'influenza pandemica', elaborata dall'amministrazione Bush nel novembre 2005, il Pentagono ha preparato nell'agosto 2006 un ‘Piano di implementazione per l'influenza pandemica' in cui si legge: "Al fine di bloccare la diffusione del virus, il dipartimento della Difesa può essere chiamato a intervenire per assistere le autorità civili nell'isolare e quarantenare singoli individui o popolazioni, anche contro la loro volontà (...) e per ristabilire e mantenere l'ordine pubblico in caso di disordini".

ENRICO PIOVESANA

http://it.peacereporter.net/articolo/15426/All%27ombra+del+virus

mercoledì, marzo 18, 2009

AIDS: PRESERVATIVO - Non siamo d'accordo con il PAPA

In un mondo pulito, corretto, giusto il PAPA avrebbe ragione a parlare così, ma ahimè la realtà e ben diversa e ormai siamo grandi e vaccinati per capirlo bene tutti.

Il PAPA assolutamente non sbaglia e dice delle cose corrette con queste parole:
«l’umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovamento spirituale umano che comporta nuovo modo di comportarsi l’un l’altro» e attraverso «una vera amicizia soprattutto verso le persone sofferenti». La «duplice forza» della Chiesa è da un lato quella «di rinnovare l’uomo interiormente e di dargli forze spirituali e umane per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro», come pure «la capacità di soffrire con i sofferenti» rimanendo «presente nelle situazioni di prova». Nel primo discorso, rispondendo al saluto del presidente del Camerun Paul Biya, Ratzinger ha definito «particolarmente encomiabile che i malati di Aids in questo Paese siano curati gratuitamente».

Fa assolutamente bene a rimaracare il ruolo morale della rettitudine della Chiesa. Questo deve essere sempre al centro e non deve mai essere dimenticato. Fa anche bene a dire che i malati di AIDS devono essere curati GRATUITAMENTE.

Ma poi secondo il nostro pare sbaglia quando dice:
"Direi non si può superare questo problema dell'AIDS solo con soldi - sono necessari ma se non c'è l'anima che sa applicarli non aiutano -. Non si può superare con la distribuzione di preservativi, al contrario aumentano il problema".

RAGAZZI IL PRESERVATIVO E' IMPORTANTISSIMO SOPRATTUTTO PER CHI HA RAPPORTI OCCASIONALI.
USATELO!!!

"...OH RAGAZZI STATE ATTENTI!!! FATELO QUANTO VOLETE MA SIATE PREVIDENTI!!!..." - Lorenzo Cherubini

Questa canzone spiega molto chiaramente i nostri tempi:


"...Son sicuro che Dio c'è non si spiegherebbe il vento ma però sono anche certo che arriva il momento che noi povere creature dobbiam darci una mossa se vogliamo ritardare il nostro sonno nella fossa perché Dio c'ha dato il via poi ha detto vai figliolo adesso la tua storia te la tiri su da solo con gli ostacoli del caso certi giorni ed altri meno che rannuvolano il cielo che non sia troppo sereno..."

venerdì, novembre 07, 2008

lunedì, ottobre 27, 2008

Sanità in Piemonte - "Città della Salute"

Convegno: martedì 28 ottobre 2008 alla GAM di Torino (Via Magenta 31) ore 21.00.

Parteciperanno il Presidente del gruppo consiliare Forza Italia-PdL alla regione Angelo Burzi, l'Assessore Eleonora Artesio (Tutela della salute e Sanità, programmazione socio-sanitaria di concerto con l'Assessore al Welfare e, per quanto attiene all'edilizia sanitaria, di concerto con l'assessore al Patrimonio.) e il Preside Palestro Giorgio (Facoltà di Medicina e Chirurgia).

domenica, maggio 11, 2008

COLLEGNO: COLLEGARE CLINICA DELLA MEMORIA E CITTÀ DELLA SALUTE?

TORINO - La Clinica della Memoria di Collegno farà parte della Città della Salute? Lo chiede in una interpellanza a palazzo Lascaris la vicepresidente del Consiglio regionale, Mariangela Cotto (Forza Italia). “Dopo le dichiarazioni della presidente Bresso – spiega Cotto - è necessario fare chiarezza sulla questione. Visto che la Clinica della memoria già in passato è stata oggetto di incomprensioni, meglio sgombrare subito il campo e capire se la struttura di Collegno rientrerà o meno nel progetto di Molinette 2”. La struttura, che si appresta a diventare un polo d’avanguardia nazionale per la cura e la ricerca dell’Alzheimer “a mio giudizio - aggiunge la vicepresidente – deve necessariamente essere coinvolta, soprattutto per quanto riguarda la partita relativa alla ricerca e la conseguente collaborazione con l’Università degli Studi di Torino. Non è pensabile separare il progetto della Città della Salute da una realtà come la Clinica della Memoria. E’ necessario valorizzare e collegare questa struttura al sistema sanitario regionale. Non dimentichiamo che la Clinica si dedicherà alla popolazione anziana malata di Alzheimer, che è già stata definita la malattia del secolo per l’incidenza delle persone che ne soffrono. Dobbiamo renderci conto che la sanità pubblica da sola non riesce a far fronte a una problematica così urgente e radicata”. Nell’interpellanza Cotto chiede alla presidente Bresso chiarimenti circa le dichiarazioni rilasciate alcuni giorni fa che sembrano escludere possibilità di collaborazione tra le strutture che peraltro, stando ai progetti, nasceranno a poca distanza l’una dall’altra. (PRIMA)

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1. Dando un pò del tuo tempo per riflettere su questo problema e sensibilizzare i tuoi amici.

2. Visitando qualche ammalato e la sua famiglia.

3. Leggendo e diffondendo qualche libro sulla malattia.

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