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martedì, ottobre 11, 2011

COLLEGNO: VILLAGGIO DORA RICHIEDE LA FIGURA DI UN PEDIATRA


Molte giovani mamme ci hanno chiesto di richiedere la figura di un pediatra in pianta stabile nel quartiere Villaggio Dora, il quartiere più polato della città di Collegno e chiedono all'amministrazione comunale di affrontare questa problematica che ritengono alquanto seria.

La pediatria è una branca della medicina che si occupa dello sviluppo psicofisico dei bambini e della diagnosi e terapia delle malattie infantili.

La neonatologia è la parte della pediatria che si occupa dei neonati entro il primo mese di vita. La cooperazione tra pediatria e ostetricia permette di prevenire le malformazioni del feto e di curare le malattie dalla nascita.

In epoca moderna, le infermità dei bambini iniziano ad essere considerate separatamente nella seconda metà del Cinquecento, come dimostra il De morbis puerorum di Girolamo Mercuriali. Cominciano poi ad aprirsi centri dedicati allo studio delle malattie infantili.

Nel XIX secolo in Europa (in particolare in Francia e Germania) e nel nord America si creano i primi ospedali pediatrici moderni.

Certi di un serio interessamento da parte della nostra amministrazione ad affrontare la problematica diffondiamo la notizia.

giovedì, gennaio 13, 2011

COLLEGNO: ANALISI MOZZARELLA ROSA

 
TORINO

È stato un lievito colorante, innocuo per la salute, a colorare di rose le mozzarelle. E’ il risultato delle analisi condotte dall’Istituto zooprofilattico sui campioni presentati dai cittadini e dai Nas.

«La contaminazione - spiega Maria Caramelli, direttore sanitario dell’Istituto - può essere avvenuta in qualsiasi momento, dalla produzione al consumo. Anche se l’agente è innocuo, invito a non mangiare formaggi che assumano questa colorazione, perché potrebbero esservi altri batteri potenzialemnte pericolosi».

Tratto da LA STAMPA

mercoledì, settembre 29, 2010

TORINO: UN CENTRO PER VINCERE LA SLA E L'ALZHEIMER

 
Inaugurato l’Istituto di Neuroscienze al San Luigi di Orbassano
RAPHAËL ZANOTTI
TORINO


Affonda le sue radici nel cuore nero del dramma nazista uno dei più scintillanti e moderni centri di ricerca del Piemonte: l’Istituto di Neuroscienze Cavalieri-Ottolenghi di Orbassano. Inaugurato ieri, il centro ha trovato ospitalità all’interno del San Luigi Gonzaga e vedrà lavorare gomito a gomito otto gruppi di ricerca esperti di diverse discipline.

All’istituto lavoreranno 60 persone tra ricercatori, tecnici e studenti. Strumentazioni all’avanguardia e laboratori attrezzatissimi saranno a loro disposizione per studiare malattie come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, le atassie, le lesioni del midollo spinale, la Sla, gli ictus e il morbo di Alzheimer. E dire che tutto era nato oltre mezzo secolo fa, esattamente il 19 maggio del 1958 quando Annetta Cavalieri, vedova del banchiere astigiano Emilio Ottolenghi, lasciò in eredità all’Università di Torino un patrimonio sconfinato con l’idea di far nascere un centro di ricerca.

Venduto all’inizio degli Anni Novanta, quel lascito fruttò 29 miliardi di lire. I beni della signora erano costituiti dalla villa «La Specola» nel Novarese (venduta per 385 milioni) e numerosi immobili (compreso un cinema) in piazza dell’Esedra (poi piazza della Repubblica) a Roma. Ma non solo. C’erano anche pregiata argenteria, una collezione di pizzi antichi e molti quadri di pittori dell’Ottocento.

La signora Annetta, di origine ebraica, aveva da tempo in animo di lasciare tutto all’università. Il suo sogno era quello di creare un polo di ricerca che si occupasse dello studio delle cause biologiche delle malattie mentali e delle loro terapie. Sua sorella, deportata in un lager nazista, ne ne era ritornata nel 1945 affetta da una grave malattia mentale. Nel corso degli anni, il progetto iniziale si è ampliato ed è andato a coprire discipline diverse come, appunto, le neuroscienze.

«Purtroppo - spiega il professor Pier Maria Furlan, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia del San Luigi Gonzaga - negli anni la conOscenza delle patologie del sistema nervoso è stata più rapida rispetto a quella delle sue cure e terapie. Ma sono sicuro che la presenza di un istituto come quello delle Neuroscienze a Orbassano, sarà molto utile nel colmare questo gap».

Le ricerche attualmente in atto all’istituto riguardano la rigenerazione dei neuroni, la plasticità del cervello, la cura di malattie neurologiche e del midollo spinale. Il centro si occuperà di ricerca pura, niente posti letto. Sarà legato al dipartimento psichiatrico più grande d’Italia, quello dell’Asl 3 del Piemonte, che copre una popolazione di 650.000 persone.

«La struttura si manterrà con il lascito - dice ancora Furlan - ma il modello di finanziamento è “americano”: per i progetti saranno gli stessi ricercatori a dover trovare i fondi».

Uno degli obiettivi è favorire la multidisciplinarietà. «La costituzione - spiega il professor Ferdinando Rossi, direttore del nuovo istituto - ha permesso di concentrare in un solo luogo ricercatori con esperienze complementari e diverse». I macchinari saranno in comune tra i ricercatori e anche l’architettura, a pianta circolare, è stata studiata in quest’ottica.

Tratto da LA STAMPA
 
E la "CLINICA DELLA MEMORIA" in costruzione da anni nella nostra citta'?

domenica, giugno 20, 2010

RIVOLI: IL CASO DELLA MOZZARELLA BLU


Voi cosa fareste qualora trovaste nella vostra spesa una mozzarella blu?

No…non siamo nel mondo dei puffi….non sono le mozzarelle della nazionale…non è Berlusconi che ne ha fatta un’altra delle sue e tinge d’azzurro le mozzarelle per fare campagna elettorale al suo partito…e non è nemmeno Michele Zarrillo che per disperazione è passato dalle rose al caseificio.


Certo è che la signora Elisa, 66enne di Alpignano, si è trovata di fronte ad un bel dilemma: la scorsa settimana ha fatto la spesa nel discount Eurospin di Rivoli, in corso Susa, ed aveva acquistato la confezione attirata dal prezzo basso (meno di mezzo euro per un bocconcino di latte vaccino da 125 grammi marca Land, prodotta dalla ditta tedesca Milchwerk Jäger) salvo poi trovarsi di fronte una mozzarella parzialmente bluastra che emanava un odore nauseabondo.


La signora ha provato ad assaggiarne una piccola parte ed ha successivamente chiamato i Nas: dopo la segnalazione della donna i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni del comando di Torino hanno eseguito una minuziosa ispezione nella piattaforma di distribuzione di Greggio, nel Vercellese, dove arrivano i latticini prodotti dal caseificio tedesco, diretti verso il Nord Italia. Sono state sequestrate 70 mila confezioni di mozzarelle, sia i lotti di produzione del latticino incriminato e anche quelli successivi, ed in via cautelativa nei giorni scorsi già la sede centrale di Eurospin Italia aveva dato ordine di ritirare dai banchi frigoriferi di tutti i loro punti vendita in tutta la penisola le mozzarelle messe sotto accusa.


La signora ha poi accusato un malore in serata che tuttavia potrebbe anche non essere direttamente connesso alla mozzarella.

La cosa inquietante è che in base alla data di scadenza riportata sulla confezione il prodotto sarebbe scaduto più di una settimana dopo la data di acquisto, e allora noi ci chiediamo: i controlli sui cibi che vengono importati e poi forniti alla grande distribuzione, sono sufficienti?