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lunedì, gennaio 23, 2012

COSTA CONCORDIA: SCATOLA NERA ROTTA, CHE ALTRA STRANA SFORTUNA


Costa Concordia
Dopo la dolce donzella Moldava salita a bordo e non registrata che sarebbe stata con Schettino a cena la fatidica sera del naufragio (forse tra poco ci diranno che il Comandante Schettino faceva anche le feste BUNGA BUNGA in sala di comando...), ci mancava la scatola nera rotta per completare tutte le sfortune di questa nave... 

Domnica Cermotan
(AGI) - Grosseto, 22 gen. - Mentre sale a 13 il numero dei corpi delle vittime del naufragio della nave Costa Concordia che al momento sono stati recuperati, mentre 23 sono ancora le persone ufficialmente disperse e che risultano dagli elenchi di bordo di quella crociera, la Concordia diventa la "nave dei misteri". Delle vittime recuperate, 8 sono state identificate, 4 quelle ancora da identificare, per un totale di 12, mentre quanto alla 13ma vittima recuperata potrebbe forse essere una ungherese che pero' almeno per ora non risulta nella lista delle persone imbarcatesi. "A bordo della Costa Concordia potrebbero essere persone non reclamate, perche' clandestine", ha detto oggi il capo dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli e neo commissario delegato all'emergenza nel suo briefing quotidiano all'Isola del Giglio.

Questa dichiarazione va ad aggiungersi all'ipotesi che la scatola nera della Costa sia illegibile perche' rotta. Ipotesi "inverosimile" secondo il commissario di bordo della 'Costa Concordia', Manrico Giampedroni, che in esclusiva all'AGI dice quello che pensa delle voci ed indiscrezioni giornalistiche secondo cui la scatola nera della nave recuperata abbia subito nel naufragio dei danni tali da rendere difficile, se non impossibile la sua decrittazione. Danni che impedirebbero di portare chiarezza e punti fermi nell'inchiesta giudiziaria sulla tragedia avvenuta la sera di di venerdi' 13 in prossimita' dell'Isola del Giglio. "L'apparecchiatura - spiega Giampedroni - e' collocata oltre la plancia di comando e quindi e' ancor piu' protetta. Viene da chiedersi cosa si dovrebbe allora pensare delle scatole nere degli aerei che precipitano da migliaia di metri di altezza e dopo un impatto di grande rilevanza o anche quando ci sono esplosioni...".

Post precedentemente pubblicati:

mercoledì, gennaio 18, 2012

COSTA CONCORDIA: CAPRI ESPIATORI, MASSONERIA E STRANE COINCIDENZE


Costa Concordia
La storia ci insegna che i poteri forti possono fare tutto quello che vogliono, basta pensare che hanno in mano lo strumento fondamentale per il controllo delle menti di ognuno di noi, i media più importanti (giornali e giornalisti,televisioni e radio), oltre naturalmente al denaro e al potere politico/governativo (con i loro uomini sistemati nelle più alte cariche) e molto probabilmente in tutti questi anni si sono anche insinuati nelle più grandi organizzazioni religiose, ma questa è solo una teoria ed una piccolissima premessa…
Quindi se così fosse “potrebbe anche capitare” che quello che sia bianco diventi nero e viceversa, e che la verità “ufficiale” non sia davvero la verità, ma l’importante è che le persone ci credano, del resto basta solo bombardarle con i media ed il gioco è fatto…
E se ci fate caso in tutto ciò c’è qualcosa che non cambia mai, la presenza di un capro espiatorio…
Bisogna sempre trovare qualcuno/qualcosa da buttare in pasto all’opinione pubblica, per depistarla e calmarla e darle in fondo quello che vuole, cioè un colpevole (uomini o organizzazioni), in modo da far anche vedere che la “giustizia”, il “bene” vince sul “male”…

Vi facciamo alcuni piccoli esempi degli ultimi 50 anni...

Pensiamo che il più clamoroso sia Lee Harvey Oswald (il 22 novembre 1963 a Dallas avrebbe assassinato il Presidente degli USA John F. Keneddy organizzando l’omicidio tutto da solo).
Lee Harvey Oswald
30 anni dopo ci viene in mente Henry Paul autista di Lady Diana e Dody Al Fayed (la notte tra il 30 e 31 agosto 1997 avrebbe guidato in stato di ebbrezza l’auto della Principessa Diana schiantandosi “tutto da solo” con una mercedes di tutto rispetto nel tunnel dell’Alma)

Henry Paul
Come non citare Osama Bin Laden ed Al Qaeda (11 settembre 2001 avrebbe organizzato con la sua organizzazione l’attentato agli Stati Uniti d’America – Twin Towers e Pentangono che avrebbero poi dato il via alla ormai famosissima “guerra al terrorismo”, togliendo all’occidente buona parte della libertà fino ad allora conquistata)

Osama Bin Laden
ma dopo ciò gli USA non attaccarono lui, ma Saddam Hussein quello che chiamiamo “capro espiatorio petrolifero” (Il 19 marzo 2003, 300.000 soldati statunitensi e britannici invasero da sud l'Iraq dando il via all'operazione Iraqi Freedom con l'obiettivo di disarmare e distruggere il regime di Saddam perché avrebbe avuto in detenzione delle armi di distruzione di massa: nucleari, chimiche e biologiche, che avrebbero messo in pericolo la sicurezza del mondo intero, mai trovate però dagli ispettori dell'ONU)

Saddam Hussein
Nel 2004 l’ETA organizzazione indipendentista Basca che da sempre usa metodi terroristici (11 marzo 2004 sarebbe stata responsabile delle bombe nelle stazioni ferroviarie di Madrid e dintorni), ed in quel caso si trovarono anche in difficoltà perché era nata qualche anno prima anche Al Qaeda, “quindi di chi è realmente la colpa?” Al Qaeda o l’Eta
In seguito agli attentati si scatenò una forte contrasto tra il Partido Popular (PP) e il Partido Socialista Obrero Español (PSOE) a proposito di chi fosse l'autore degli stessi, se l'ETA, organizzazione indipendentista Basca che da sempre usa metodi terroristici (ad esempio per l'attentato del 1987 all'Hipercor di Barcellona) oppure Al Qaeda, gruppo islamista già colpevole di sanguinosi attentati. I due partiti si accusarono a vicenda di utilizzare scorrettamente la situazione con fini elettorali, date le imminenti elezioni che si sarebbero svolte 3 giorni dopo gli attentati, il 14 marzo 2004. Ma poi il presidente del governo spagnolo del PP, José María Aznar attribuì pubblicamente a ETA la responsabilità dei tragici eventi.

Simbolo ETA
Tra un po’ forse all’elenco si aggiungerà Il Presidente Iraniano Mahmoud Ahmedinejad (secondo l’occidente starebbe lavorando alla bomba atomica in una prospettiva militare).

Mahmoud Ahmedinejad
Il sistema schematico è sempre lo stesso:
1.    Obiettivo da raggiungere
2.    Si crea un problema (Es. Attacco USA: Twin Towers – Pentagono).
3.    Si crea/trova il colpevole (Bin Laden – Al Qaeda di riflesso Saddam Hussein)
4.    Si dà la soluzione al problema (obiettivo raggiunto: Guerra in Iraq – armi di distruzioni di massa).

Ed ora veniamo all’ultimo avvenimento strano accaduto in Italia, l’incidente alla Costa Concordia…

E se il comandante Francesco Schettino fosse solo un capro espiatorio e l’incidente fosse capitato, per un volere “MISTICO”, tu guarda la coincidenza, proprio in un momento di GRAVE CRISI di FINCANTIERI (Cantiere: Sestri Levante GE)?

Sembrerà un caso ma dietro questo grave incidente dell’affondamento della Costa Concordia ci sono anche molte coincidenze esoteriche, che sembrano un messaggio, come del resto è avvenuto in passato per molti altri avvenimenti della storia, del resto gli ILLUMINATI/MASSONI fanno molta attenzione a queste COINCIDENZE che per loro sono IMPORTANTISSIME, del resto lo fanno dal primo maggio del 1776, quindi per chi crede al NWO (New World Order/Nuovo ordine mondiale - cospirazione a livello mondiale, citato da molti capi di Stato, questo è normale, gli altri faranno un po’ fatica a capirlo)…

Ma guardiamo queste strane coincidenze: 

All’inaugurazione della Costa Concordia la bottiglia di Champagne lanciata contro la parete della nave non si ruppe.


Il Titanic è affondato la notte tra il 14 e il 15 aprile 1912. La nave da crociera Costa Concordia è (semi) affondata la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, esattamente 99 anni e 9 mesi dopo. Coincidenza: "999", se capovolto diventa "666", numero della bestia tanto caro ai MONDIALISTI/MASSONI/ILLUMINATI (fanno parte di MASSONERIE/LOGGE che venerano Satana, difficile crederci per chi non è informato dei fatti, ma è così!) che aspirano ad un Nuovo Ordine Mondiale (ordine che secondo loro si potrà compiere solo dopo l'innesco di un caos globale).

Il 13 gennaio era venerdì. "Venerdì 13" è una data considerata sfortunata da secoli perché venerdì 13 ottobre 1307 furono arrestati tutti i cavalieri Templari. Coincidenza: i templari sono stati i primi banchieri anti-cristiani e satanisti (loro usanza era sputare sulla croce).

Il nome Concordia fa riferimento all'unità e alla pace fra le nazioni europee. I suoi tredici ponti hanno i nomi di altrettanti stati europei (Olanda, Svezia, Belgio, Grecia, Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Austria e Polonia). Coincidenza: proprio il 13 gennaio 2012 Standard & Poor's ha tagliato il rating a mezza Europa, "affondando" i titoli di Stato di molti paesi Ue.

La Concordia affonda dopo essersi incagliata davanti all'isola del Giglio. Coincidenza: il Giglio è uno dei simboli più noti utilizzati dall'ordine massonico dei Rosa Croce per rivendicare le proprie azioni.

Oggi 14/01/2012 Mario Monti (uomo di Goldman Sachs, membro di ordini mondialisti come il Bilderberg, la Trilaterale, l'Aspen) ha regalato a Papa Benedetto XVI (l'ultimo dei papi cooptati dalla massoneria) un facsimile degli "Atlanti nautici" del 1500 di Francesco Ghisolfo. L'antico codice contiene carte nautiche con le rotte oceaniche verso il Nuovo Mondo. Il libro, ha detto il Papa con un sorriso, ha un valore "simbolico".


Sono solo coincidenze, ma il loro messaggio sembra chiaro… Del resto la Grecia è già colata a picco…
E’ se fosse un avvertimento per l’ITALIA???

E per finire ascolta questi consigli...

domenica, gennaio 15, 2012

COSTA CONCORDIA: UNA TRAGEDIA CHE SALVERA' IL CANTIERE FINCANTIERI DI SESTRI PONENTE (GE)?


Naufragio Costa Concordia - 14 gennaio 2012
Avete mai fatto una Crociera Costa?
Sono le navi più sicure al mondo, infatti hanno a bordo le tecnologie di navigazione più sofisticate ed aggiornate. La Concordia poi era una nave di punta dell'intera flotta e soprattutto una delle ultime, quindi una delle migliori dell'intera flotta, ma a volte contro la sfortuna non ci si può fare proprio nulla, mettiamola così...

Elenchiamo qualche dato per riflettere insieme.
L'intera flotta di COSTA CROCIERE comprende un totale di 15 navi in servizio, 1 in consegna e 1 in ordinazione.
Costa Classica (1991) - Costruttore: FINCANTIERI - Cantiere: Marghera, Venezia

Costa Allegra (1992) - Costruttore: Oy Wärtsilä Ab - Cantiere: Turku, Finlandia

Costa Romantica (1992) - Costruttore: FINCANTIERI - Cantiere: Marghera, Venezia 

Costa Victoria (1996) - Costruttore: Bremer Vulkan Werft und Maschinenfabrik GMBH - Cantiere: Bremerhaven, Germania

Costa Atlantica (2000) - Costruttore: Kvaerner Masa Yard - Cantiere: Helsinki, Finlandia 

Costa Mediterranea (2003) - Costruttore: Kvaerner Masa Yard - Cantiere: Helsinki, Finlandia 

Nel 2003 COSTA CROCIERE sembra cambi la sua politica per quanto riguarda la costruzione delle proprie navi, e se fino a quell'anno si affidava a diversi costruttori e cantieri, dal 2003 si affida completamente a FINCANTIERI (e da Italiani ci fa molto piacere):

Costa Fortuna (2003)  - Cantiere: Sestri Ponente (Genova)

Costa Magica (2004) - Cantiere: Sestri Ponente (Genova)

Costa Concordia (2006) - Cantiere: Sestri Ponente (Genova)

Costa Serena (2007) - Cantiere: Sestri Ponente (Genova)
 
Costa Luminosa (2009) - Cantiere: Marghera, Venezia

Costa Pacifica (2009) - Cantiere: Sestri Ponente (Genova)

Costa Deliziosa (2010) - Cantiere: Marghera, Venezia

Costa Favolosa (2011) - Cantiere: Marghera, Venezia

FINCANTIERI nonostante costruisca navi di ottima qualità, forse le migliori al mondo, (queste elencate precedentemente sono solo quelle per Costa Crociere), risulta essere in brutte acque, ed è proprio il cantiere di Sestri Ponente (Genova) a rischio chiusura, proprio quello che ha costruito la Costa Concordia.

25 maggio 2011
11 gennaio 2012

11 gennaio 2012

14 gennaio 2012

Torniamo alla tragedia della COSTA CONCORDIA ed ad un particolare fondamentale, la sua ASSICURAZIONE.
La Costa Concordia è assicurata per quanto riguarda il corpo (cioè la nave) con la società Aon per 450 milioni di euro, l'intero valore della nave, e questo sarà risarcito perché per questo tipo di polizza non c'è «usura» ma vale la cifra dichiarata [...]

E' come dice il Pallone d'oro MESSI, a volte la sfortuna può diventare fortuna e da questa tragedia, forse riusciremo a trarre il lato positivo, cioè salvare il cantiere FINCANTIERI di Sestri Ponente (GE), infatti:
Il governo avvalla l’accordo separato in Fincantieri dello scorso 21 dicembre, ma non l’ipotesi di dismissione dello stabilimento di Sestri Ponente. «Se dovessero arrivare ordini prima di marzo, faremo in modo di sensibilizzare l’azienda affinché possa essere coinvolto il cantiere genovese. In caso contrario la cassa integrazione dei lavoratori non sarà a zero ore», spiega al Secolo XIX una fonte del ministero. (Leggi tutto)

Speriamo che COSTA CROCIERE ordini la nave che rimpiazzerà la COSTA CONCORDIA a FINCANTIERI prima di Marzo e che la commessa venga assegnata al cantiere di Sestri Ponente (GE). 

venerdì, gennaio 13, 2012

POTERI FORTI: IL PIANO DI FAR FALLIRE GLI STATI CONTINUA IMPERTERRITO



Il PIANO dei POTERI FORTI di far FALLIRE GLI STATI continua imperterrito, dopo il fallimento della Grecia e l'attacco finanziario poderoso all'Italia, ed ai famosi stati del PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) oggi ad essere attaccate sono Francia ed Austria che perdono la tripla A.
Nonostante la manovra lacrime e sangue "MONTI" (uomo Goldman Sachs) l'Italia perde la A e diventa un Paese si "serie B" insieme a Spagna e Portogallo.
Il POPOLO continua a prendersela con i POLITICI (sono solo i camerieri dei banchieri - Ezra Pound), ma in realtà dovrebbe iniziare a RIFLETTERE SERIAMENTE e CAMBIARE BERSAGLIO, il VERO MALE del nostro tempo, il CANCRO da DEBELLARE sono i BANCHIERI, lì è la chiave di tutto, la chiave di svolta per iniziare a migliorare le condizioni di PERENNE CRISI della nostra SOCIETA'.

Articolo seguente tratto da TGCOM
13 gennaio 2012

Standard & Poor's declassa mezza Europa:
Italia in serie B, Francia dice addio alla tripla A
Nel mirino dell'agenzia di rating anche Austria, Portogallo e Spagna, salva invece la Germania. Giù le borse, euro sotto 1,27.


21:37 - Standard and Poor's fa strike. Con un declassamento a catena strappa la tripla A alla Francia, fa scivolare di due gradini l'Italia portandola da A a BBB+, declassa Spagna, Portogallo e Austria. Tra i grandi si salva solo la Germania che mantiene il rating AAA insieme a Olanda e Lussemburgo. E' un inedito ''declassamento di massa'' in salsa Ue, che certo indebolisce gli sforzi in corso per consolidare un'Europa che traballa sotto debiti pubblici e mercati.
E, anche se manca ancora un annuncio ufficiale, le voci circolate a mercati aperti rimbalzano sui giornali e sui loro siti, facendo piegare i listini. Senza che Standard and Poor's faccia una smentita. Cosi', alla spicciolata, sono i singoli governi a confermare di essere stati informati, come chiede la prassi.

Prima dell'ufficialità dell'annuncio, le voci bastano ad affossare le borse e l'euro, facendo impennare nuovamente gli spread. L'euro si attesta a 1,2656 dollari, ai minimi da 16 mesi. Le borse flettono e Piazza Affari, dopo la prima sbandata, che porta Piazza Affari a -2,2%, recupera ma chiude a -1,2%. In calo anche Londra (-0,46%), Parigi (-0,11%), Berlino (-0,58%). Anche Wall Street accusa la flessione, con il Dow Jones che viaggia attorno a -0,8%.

Balzano invece gli spread. Nel pomeriggio i tassi dei Bund tedeschi a 5 e 30 anni toccano i minimi storici. Lo spread con i tassi italiani risale sopra i 500 punti. Ma, al termine del pomeriggio, il differenziale Italia-Germania si assesta a 487,6 punti, sempre in rialzo rispetto ai 479,6 di ieri, nonostante in mattinata il calo dell'asta dei Btp triennali sembrava aver aperto uno spiraglio di tranquillita'.

Ad essere penalizzati sono anche gli altri Paesi, in particolare la Francia che vede salire a 135 punti base lo spread con i vicini tedeschi che in mattinata viaggiava invece attorno ai 121 punti. Per la Francia il downrating e' una sconfitta bruciante, anche se la decisione era attesa e da giorni teneva sulle spine il presidente Nicolas Sarkozy. Si lascia il club della tripla A e il colpo che potrebbe essere fatale per il capo di Stato francese in vista delle prossime elezioni. Il ministro delle Finanze, Francois Baroin, assicura - durante il tg della sera - che ''non ci saranno manovre'' e che ''la strada intrapresa e' giusta''. Ma l'opposizione non fa sconti e non aspetta nemmeno l'annuncio ufficiare per dire chiaramente che e' ''colpa di Sarkozy''.

Anche la decisione sull'Italia non e' un fulmine a ciel sereno. Non erano mancati segnali, lanciati nei giorni scorsi proprio da S&P. Ma l'entita' del taglio e' certo inattesa, visti gli sforzi fatti e l'impegno del governo di ''tecnici'': si scende di due livelli. Il Belpaese va proprio in serie B. Anzi in BBB. Per la prima volta nella sua storia. Dalla classe ''A'', che indica ''solida capacità di ripagare il debito, che potrebbe essere influenzata da circostanze avverse'' si cambia infatti lettera: BBB+ significa ''adeguata capacità di rimborso, che però potrebbe peggiorare''.

Il cambio d'accento - e di pericolo - e' chiaro. Scivolano di due gradini, con l'Italia, anche la Spagna e il Portogallo, attualmente a AA- e BBB-. Perde invece la tripla A, come la Francia, anche la tranquilla Austria. In attesa delle motivazioni ufficiali e' chiaro che il declassamento a raffica traccia un solco tra i Paesi che mostrano difficolta' nella gestione dei conti pubblici e tutti gli altri. La Germania rimane salda, cosi' come i Paesi Bassi e il Lussemburgo. Cosi' e facile una lettura in correlazione con l'impegno salva-europa.

''Sara' un contraccolpo agli sforzi in corso'', commentano subito i siti internet dei giornali tedeschi come Bild e Spiegel. E, vista al termine di una giornata di fibrillazioni, tutti i passi ancora da percorrere appaiono piu' pesanti e la prospettiva degli eurobond davvero lontana.

mercoledì, gennaio 11, 2012

SVENDITA ITALIA: TUTTO INIZIO' NEL 1992 SUL PANFILO BRITANNIA


Panfilo Britannia - 1992

SVENDITA ITALIA: L'ABC - PANFILO BRITANNIA
di Nicoletta Forcheri

Dalla lettura di un articolo del Corriere di qualche giorno fa, la Goldman Sachs sarebbe sul punto di prendere il controllo della rete Wimax italiana (vedi sotto); del resto non c’è nessuna sorpresa, visto il ruolo cruciale che la Goldman, azionista della Federal Reserve americana, ha svolto sin dall’inizio nella svendita dell’Italia, di cui si può ragionevolmente affermare che sia iniziata con esattezza il 2 giugno 1992 – nonostante alcuni precedenti inutili tentativi - con l’accordo preso sul panfilo Britannia, onori di casa fatti dalla Regina d’Inghilterra, al largo di Civitavecchia, tra Draghi, allora direttore generale del Tesoro, Azeglio Ciampi, in qualità di governatore della Banca d’Italia, e un centinaio tra rappresentanti della finanza anglosassoneamericana (Barclays, Warburg, azionista della Federal Riserve, PricewaterhouseCoopers – ex Coopers & LybrandBarings – oltre alla Goldman ecc.) e degli ambienti industriali e politici italiani. Era presente anche Costamagna, che diventerà dirigente della Goldman quando sua moglie finanzierà l'ultima campagna elettorale di Prodi.

Lì gli angli dettarono le istruzioni su come privatizzare, per scelta obbligata, le industrie italiane statali. Con l’aiuto della stampa iniziò una campagna martellante per incutere il timore nel popolo italiano di “non entrare in Europa”, manco ne fossimo stati tra i Sei paesi fondatori…

E questa è oramai storia, tant’è vero che sull’episodio del “panfilo Britannia” vi furono le interrogazioni parlamentari di alcuni onorevoli come Raffaele Tiscar (DC), Pillitteri e Bottini (PSI) Antonio Parlato (MSI), autore di tre interrogazioni rimaste senza risposta e della senatrice Edda Fagni (PCI). Fu l’inizio dell’era dei governi tecnici, dopo 40 anni di regime DC, con il “tecnico” Ciampi, il tecnico Amato, il tecnico Prodi. Il governo doveva, a tutti i costi essere “tecnico”, pur di non fare arrivare al potere neanche un’idea, che fosse tale e che lo fosse per il bene del paese, come sarebbe potuto esserla quella, ad esempio, di un Aldo Moro…

Era la stagione dell’attentato a Falcone cosicché – guarda caso - la stampa non diede il dovuto risalto all’incontro, e da poco erano iniziate le indagini di Tangentopoli - nome in codice Manipulite – cosicché molti esponenti degli ambienti politico-economici si ritrovarono improvvisamente “minacciati” dall’insidia latente di potersi ritrovare nell’occhio del ciclone. Un modo per “ammorbidire” un ambiente, prima della grande “purga”? Certo è che Manipulite sembra sia avvenuta proprio in un momento opportuno per fare “PiazzaPulita” di una classe politica con velleità italiote, e per ottenere le “ManiLibere” di fare entrare i governi dei “tecnici”, quelli che con i loro amici della Goldman e della Coopers ci avrebbero inculcato la “medicina” amara della svendita dell’IRI.

Di sicuro un Craxi, per quanto corrotto, non avrebbe mai siglato un patto così scellerato, quello di svendere tutto il comparto nazionale produttivo del paese (l’IRI ad oggi sarebbe stata la maggiore multinazionale al mondo e noi non saremmo un paese in svendita), lui che tenne testa agli americani nella vicenda dell’Achille Lauro, negando loro l’accesso al nostro territorio per attaccare i sequestratori della nave, terroristi palestinesi, e portando avanti le trattative con i terroristi nonostante il veto del presidente Reagan… Certo è che Craxi, dopo l’inizio di Tangentopoli, dovette rassegnare le dimissioni a febbraio del 1993…Guarda caso…

E, infatti, proprio qualche anno prima Craxi era stato duramente criticato dagli ambienti angloamericani, quegli stessi che non si privano mai d’interferire nella nostra politica interna, proprio di “ingerenza dello Stato in economia” - per voce dei loro accoliti Andreotti, Spadolini, Cossiga - perché aveva decretato la fine del mandato di Enrico Cuccia come presidente di Mediobanca (di cui divenne però presidente onorario), e perché si era opposto alla vendita dello SME, il complesso alimentare dell’IRI, negoziato direttamente dal suo presidente Romano Prodi ma smentita da una direttiva del Governo.

Mediobanca, secondo il sito e movimento internazionale Movisol (http://www.movisol.org/draghi4.htm) “fu posta sotto il controllo di fatto della Lazard Frères [altra azionista della Fed Res] di Londra, una banca che è proprietà di un raggruppamento estremamente influente dell’establishment britannico, il Pearson Group PLC (…) che controlla anche la rivista “The Economist” e il quotidiano “Financial Times”. Nel piano di spartizione del bottino della seconda guerra mondiale "l'Italia, occupata dalle potenze occidentali, sarebbe diventata un'area in cui avrebbe predominato l'influenza britannica", influenza che nel frattempo è scesa a patti con la grandeur della Francia….

Ma tornando agli angli, era quindi chiaro che per potere procedere alle privatizzazioni bisognava togliere di torno una classe politica che mostrava i muscoli davanti a certe velleità statunitensi di comandare a casa nostra, e soprattutto che non voleva mollare l’osso – o il malloppo - per lasciare posto a una classe di tecnici, fedeli servitori delle banche e dei circoli finanziari angloamericani, il cui motto era “privatizzare per saccheggiare”. Quella della condizione di tecnicità per accedere al potere fu un imperativo talmente tassativo, da riuscire nell’intento di dividere il PCI, con una fetta che divenne sempre più “tecnica”, sempre più British, sempre più amica delle banche, sempre più …PD…

Il premio di tutta questa svendita, prevista per filo e per segno in tanto di Libri sulle privatizzazioni dai governi tecnici, o di sinistra che dir si voglia (a firma di Amato o di Visco) fu la nostra “entrata in Europa”, demagogicamente parlando, o la cessione della nostra già minata sovranità monetaria dalla Banca d’Italia alla Banca centrale europea SA c per una moneta, l’euro che, con il tasso iniziale di cambio imposto euro-Lira troppo elevato fu penalizzante per le nostre esportazioni. Senza più la possibilità di emettere moneta quando il governo lo reputi giusto, con la possibilità di vendere i titoli del debito pubblico in mani istituzionali estere e private (fino al 2006 il nostro debito doveva rimanere in mani pubbliche e nazionali), senza neanche un governo economico a livello europeo che possa controllare quella banda di imbroglioni, è come se ci avessero improvvisamente messo sulla piazza pubblica per venderci al mercato degli schiavi…

E non c’è l’ombra di un dubbio che nel nostro indebitamente crescente vi sia la mano invisibile di qualche regia occulta, occulta ad esempio come i British Invisibles, che organizzarono appunto la riunione sul panfilo, occulta come alcuni azionisti che si nascondono nelle partecipazioni incrociate e a catena e di cui mai si riescono a scoprire i nomi. O come i mandanti di Soros che speculò sulla Lira per svalutarla, facendoci uscire dallo SME (Sistema monetario europeo) proprio per ostentare lo spauracchio del rischio di “non entrare in Europa”.


L’anno 1992 fu davvero un anno cruciale per il destino del nostro paese, tant’è vero che quando Amato divenne presidente del Consiglio qualche giorno dopo l’incontro sul panfilo, con il decreto 333 dell’11 luglio trasformò in SpA le aziende di Stato IRI, ENEL, INA ed ENI e mise in liquidazione l’Egam. In quell’anno, quando Amato dovette far fronte alla speculazione contro la Lira di Soros, utilizzò 48 milioni di dollari delle riserve della Banca d’Italia, dopo avere operato un prelievo forzoso dell’8 per mille dai conti correnti degli italiani. Sempre in quell’anno mise in liquidazione l’Efim, le cui controllate passarono all’IRI e trasformò le FS in SpA. Sempre nel 1992 Draghi, Direttore del Tesoro preparò la Legge Draghi che entrerà in vigore nel 1998 con il governo Prodi e si predispose una legge per permettere la trattativa privata nella cessione dei beni pubblici qualora fosse in gioco “l’interesse nazionale”….

Prodi, che dal 1990 al 1993 fu consulente della Unilever e della Goldman Sachs, quando nel maggio del 1993 ritornò a capo dell’IRI riuscì a svendere la Cirio Bertolli alla Unilever al quarto del suo prezzo e a collocare le azioni che le tre banche pubbliche, BNL (diventanta della BNP Paribas), Credito italiano e Comit detenevano ina Banca d’Italia, privatizzando il 95% della stessa. Indovinate chi scelse come "Advisor"?

Uomini della Goldman, nel senso che vi hanno lavorato sono, oltre a Costamagna e Prodi, Monti (catapultato alla carica di Commissario), Letta, Tononi e naturalmente Draghi. Sicuramente ce ne sono altri; molti nostri uomini politici se non lavorano per la Goldman, lavorano per l'FMI, come Padoa Schioppa, presidente della BEI, Banca europea per gli Investimenti.

Queste sono informazioni che dovrebbero essere spiegate in lungo e in largo dalla stampa, e sicuramente superate dagli avvenimenti - tranne articoletto del Corriere sopra - e invece sono state, e lo sono tutt'ora, accuratamente occultate al grande pubblico, anche se per quelli che gli altri si divertono a chiamare complottisti, per denigrarne le parole, è storia arcinota.

Tratto da forum.politicainrete.net
Pubblicato: Lunedi 22 Settembre 2008

Approfondimenti
http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/02/convegno_sul_Britannia_sponsor_Regina_co_0_92060218751.shtml

http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/03/Inglesi_cattedra_privatizzazioni_fate_come_co_0_92060319034.shtml

INTERNET SENZA FILI ? SI SCRIVE GILO MA SI LEGGE GOLDMAN SACHS

di Mario Gerevini
Corriere.it

Per la rete Wimax pronti 250 milioni di investimenti

Chi ha vinto davvero la gara della scorsa primavera per le frequenze WiMax che ha portato, complessivamente, 136 milioni nelle casse dello Stato? L'israeliano della Silicon Valley Davidi Gilo o la Goldman Sachs?

La questione e il dubbio, a oltre cinque mesi dall'assegnazione delle licenze, ruotano intorno a una piccola società umbra, la Ariadsl, appena rinominata semplicemente Aria. E con un assetto da cui spunta la sorpresa. Tra tutti è l'azienda che si è accaparrata il maggior numero di frequenze, comprando diritti d'uso (15 anni) che coprono tutt'Italia, tranne la Sicilia. Ha speso 47 milioni, programmandone 250 di investimenti per realizzare la rete wireless a larga banda, cioè internet ad alta velocità e servizi telefonici sfruttando le frequenze radio, una volta di proprietà del ministero della Difesa. Insomma con il WiMax, fratello maggiore del WiFi, siamo alla vigilia di un salto di qualità nell'offerta «senza fili». E, tra l'altro, a fiutare l'affare sono state anche le Poste libiche (Lybian Post Telecommunications Information Technology Company, presieduta dal colonnello Gheddafi in persona) che in pieno agosto hanno comprato la maggioranza relativa (14%) della quotata Retelit, anch'essa aggiudicataria di uno dei lotti WiMax messi in vendita dal ministero delle Comunicazioni. Subito dopo la gara, la piccola Ariadsl è finita al centro dell'attenzione: nata nel 2005 per iniziativa di tre imprenditori umbri, la svolta avviene quando un riccone americano che ha casa (anche) a Todi vuole una connessione internet veloce.

E’ Davidi Gilo, 51 anni, israeliano con cittadinanza USA, uno che nel '99 vendette la propria azienda (Dsp Communications) a Intel per 1,6 miliardi di euro e che poi creò la Gilo Ventures per investire in aziende. Gilo per la connessione nella sua casa di Todi si rivolge alla Ariadsl, poi se la compra, la trasforma in spa, trova altri soci di minoranza (tra cui il fondo russo Ikon e Goldman Sachs) e la manda alla conquista del WiMax. «Avremo 1.200 dipendenti dagli attuali 30», afferma a caldo. Adesso ci siamo quasi. Solo che nel frattempo sono emersi alcuni particolari degli accordi con uno degli altri soci, ritenuto fin dall'inizio di minoranza e puramente finanziario: Goldman Sachs. O meglio, due fondi del gruppo: Elq Investors e Goldman Sachs Investment Partners Holdings Offshore. Gli accordi contrattuali riguardano la holding olandese che controlla al 100% la Ariadsl di Todi. Che cosa dicono questi patti parasociali sottoscritti in Olanda? Che Goldman Sachs ha prerogative di governance tali da possedere il controllo esclusivo diretto della holding e quindi indiretto della società vincitrice della gara. E Gilo, dunque? Le sue azioni «pesano» meno di quelle di Goldman. Per sostenere lo sviluppo è stato infatti necessario ricapitalizzare la capofila olandese e Goldman ha sottoscritto il 40% delle azioni di classe C, una percentuale che nei complessi meccanismi di governance è sufficiente a bloccare decisioni strategiche fondamentali come business plan, nomina dell'amministratore delegato e approvazione del bilancio. Abbastanza per rimanere con il dubbio: il vero vincitore del WiMax italiano è stato mister Gilo o Goldman Sachs?

Mario Gerevini (mgerevini@corriere.it)
Fonte: www.corriere.it
Link: http://www.corriere.it/economia/08_settembre_03/internet_senza_fili_Gilo_c7a0bc02-7980-11dd-9aa0-00144f02aabc.shtml
03 settembre 2008

sabato, gennaio 07, 2012

I BANCHIERI CHE MERITANO LA GALERA


In Islanda hanno già arrestato i banchieri ingordi. Anche la Banca centrale islandese è tra le istituzioni sotto inchiesta. Il procuratore speciale, Olafur Thor Hauksson, ha ordinato perquisizioni presso la Mp Bank, Almc Bank (ex Straumur) e altri manager potrebbero finire presto in galera. Gli islandesi esultano e sanno di aver fatto bene a votare un referendum che vieta alla Stato di accollarsi i debiti delle banche che hanno speculato e lucrato. «Che falliscano pure!», gridano. E l’inizio di una grande retata di banchieri nel mondo? Sarebbe salutare, se così fosse, in nome di milioni di persone che stanno patendo la fame per colpa delle banche d’affari e d’investimento che hanno innescato la crisi nel 2008 in America, contagiando il mondo intero.

L’anziana Eileen oggi ha 73 anni. Dieci anni fa (2001) aveva accumulato 400 mila dollari sul suo conto di previdenza. Sognava una vecchiaia tranquilla nella sua casa in Florida. Con l’esplosione della crisi finanziaria nel 2008 quel conto si è dimezzato, poi non è più riuscita a pagare il mutuo di casa ed oggi è costretta a chiedere il cibo presso una “banca alimentare”. Piange: “E’ così umiliante per me, dopo una vita di lavoro”. Come lei, ce ne sono a migliaia in America, in Francia, in Spagna e ora anche in Italia. Improvvisamente poveri. Di chi è la colpa?

Gli americani hanno scoperto che i principali responsabili sono i banchieri. Cioè speculatori senza scrupoli che spesso hanno come alleati le agenzie di rating. Un esempio? Il giorno prima di fallire, la banca Lehman Brothers aveva un rating alto. Tra il 2006 e 2007 migliaia di Cdo (Collateralized debt obligations) avevano la tripla A emessa dalle agenzie di rating. Invece era spazzatura. Robert Gnaidza, rappresentante del Greenlining Institute a difesa dei consumatori, rivela: «Goldman Sachs, Lehamn Brothers, Bear Sterns, Merrill Lynch: erano tutte coinvolte nella speculazione. I mutui subprime aumentarono da 30 miliardi a 600 miliardi in dieci anni. Sapevano che sarebbe successo…».

Qualcuno è andato in galera? Finora nessuno. Nel 2010 la Goldman Sachs è stata accusata di frode e costretta a pagare 550 milioni di dollari. Anche la Citygroup, protagonista della crisi finanziaria, due mesi fa è stata costretta a pagare una pesante multa, Scrive Finanza.com: «Il deal prevede il pagamento di una multa di 285 milioni di dollari per chiudere il contenzioso relativo la vendita di strumenti finanziari relativi a mutui ipotecari sui quali la banca stava contemporaneamente scommettendo contro. Per la SEC si tratta della terza multa più alta di sempre, dopo i 500 milioni pagati da Goldman Sachs per metter la parola fine ad un caso simile ed i 300 milioni comminati a State Street, accusata di aver tratto in inganno gli investitori con un fondo che investiva in mutui subprime.» Una pesante multa è stata inflitta in questi giorni anche alla banca inglese Hsbc: 11 milioni e mezzo di euro per risarcire investitori ottantenni che avevano acquistato bond e fondi d’investimento, che erano pessimi affari.

Nei giorni scorsi Bloomberg ha informato l’America che Henry Paulson, ex amministratore di Goldman Sachs, nel 2008 – in piena crisi finanziaria – nella sue veste di segretario al Tesoro incontrava i capi degli hedge fund in un grattacielo dell’alta finanza, cioè i peggiori speculatori dei tempi moderni.

Serve altro per capire che la crisi finanziaria globale ha una regia di banchieri occulti, che in molti casi meritano la galera? Il mondo respirerà aria di cambiamento se l’esempio dell’Islanda si dovesse estendere nel resto del mondo. Ci sono finanzieri ingordi che devono pagare per la povertà di molta gente. E devono pagare perché stanno trasformando le democrazie in bancocrazie.

di Enzo Di Frenna (8 dicembre 2011)

venerdì, gennaio 06, 2012

MARIO MONTI E LA MASSONERIA: UNA RELAZIONE PERICOLOSA PER L’ITALIA.


 
 Nell’elenco dei 43 massoni italiani che abbiamo pubblicato qualche mese fa (elenco consultabile qui)  il nome di Mario Monti c’era.
Il nostro futuro premier, così ben voluto da tutti, é un massone. Ha preso parte alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg numerose volte, fa parte della Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo) ed é membro della Golden Sachs, la più potente banca d’affari dell’intero pianeta, la grande burattinaia dell’intero mercato finanziario internazionale.
 La massoneria gestisce l’ intera speculazione finanziaria mondiale. La stessa speculazione che ha preso di mira l’Italia e che ci sta facendo sprofondare sempre di più nella recessione.
Mario Monti: Salvatore della Patria o massone doppiogiochista? Avrà più a cuore il suo Paese o la sua loggia massonica? Due interessi pericolosamente contrastanti che confluiscono inquietantemente nella figura del nostro nuovo Capo del Governo.
Il Capo del Governo uscente, l’unico imputato per la crisi economica, in realtà non é il principale artefice della recessione italiana. Lui e le sue fastidiose leggi ad personam, le sue crociate contro quei comunisti dei magistrati e la sua eccessiva fiducia nell’incompetenza reiterata di Tremonti hanno sicuramente contribuito al disastro economico italiano, ma non possono essere le uniche ragioni.
  
La vera ragione della crisi é la massoneria mondiale. Una cricca di potenti, tanto ricchi da poter creare a piacimento crisi e risanamenti nei conti di una intera nazione. Sono loro che smuovono immense quantità di capitali, che mettono in moto ogni singolo meccanismo speculativo sul mercato finanziario. La morsa che hanno stretto su Gecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ora sta soggiogando l’Italia.
Il fatto che uno di questi massoni si trovi ora alla guida dell’Italia é una situazione davvero molto pericolosa, perchè a loro interessa il crack finanziario del nostro Paese e ora vedremo il perchè.
ANALIZZIAMO IL PROBLEMA:
In questi giorni, ogni volta che il governo prendeva una spallata e iniziava a vacillare pericolosamente, il mercato dava fiducia all’Italia e lo Spread si assestava. Di contro, ad ogni indizio che portava alla stabilità del governo, specie in concomitanza con le dichiarazioni pubbliche di resistenza del Cavaliere, lo Spread volava. É come se il mercato credesse nell’Italia ma non nel suo governo.
É proprio questa la situazione: la massoneria mondiale non gradiva più Silvio Berlusconi. L’ex premier, che ha goduto per tutti gli anni dei suoi mandati dell’appoggio delle logge, era diventato scomodo. Ero uno ostacolo per la “conquista” dell’Italia.
Ecco le tre motivazioni per le quali la massoneria voleva silurare Berlusconi e vuole il tracollo totale della finanza italiana:
 
PUNTO PRIMO: La politica energetica italiana da’ molto fastidio ai confratelli anglo-ebraici-americani. Il cavaliere, per quanto criticabile sul tutti i fronti, è però riuscito a instaurare rapporti commerciali energetici con Libia e Russia. Ucciso Gheddafi è rimasta soltanto la Russia di Putin, l’E.N.I. é in difficoltà, nessun accordo con il nuovo governo libico é stato ancora intavolato. Attualmente, il 30% dell’E.N.I. è in mano pubblica. Un altro 20% lo possiedono gli investitori anglo-ebraici-statunitensi che tirano le fila del mercato globale e che vogliono mettere le loro avide mani, grazie alla crisi economica creata ad arte, sulle decine di miliardi che una maggiore proprietà dell’E.N.I significhebbe. Se l’Italia affonda, deve svendere le sue azioni. Se le svende, i grandi burattinai ci guadagnano.
 
PUNTO SECONDO: Con quasi 2500 tonnellate di oro, l’Italia possiede la terza maggior riserva di oro al mondo, dopo Stati Uniti e Germania. Il Fort Knox (precisamente 2.451,80 tonnellate) fa gola a molti. Mettere in ginocchio un paese con le tasche così piene d’oro é il sogno di ogni potente speculatore.

PUNTO TERZO: L’Italia é un paese con un importante patrimonio pubblico. Se l’Italia va male lo deve per forza svendere. I capitali stranieri sono voraci in termine di patrimoni pubblici. Ogni volta che un Paese va male, o é scosso da un accadimento che lo ha fortemente indebolito, gli avvoltoi sono lì, sempre pronti per nutrirsi di dsigrazie (fonte: disinformazione.it)
FOCUS SUL PUNTO TERZO:
In Italia una cosa simile é già accaduta nel 1992 e allora vinsero i massoni: a poche settimane dalla strage di Capaci (il 23 maggio 1992), esattamente il 2 giugno 1992 sul Britannia, il panfilo della Regina Elisabetta II, si organizzò un vero e proprio complotto ai danni dell’Italia.
George Soros, Giulio Tremonti, il Direttore generale del Tesoro Mario Draghi, Il Presidente dell’IRI Romano Prodi, il Presidente dell’ENEL Franco Bernabé, il Governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi e il Ministro Beniamino Andreatta, svendettero il patrimonio pubblico ai capitali stranieri come Goldman Sachs, Barings, Warburg e Morgan Stanley.
I nostri B.O.T. Vennero immediatamente declassati dalle agenzie di rating mondiali (indovinate un pò, tra l’altro, nelle mani di chi sono) e lo speculatore ungaro-ebraico George Soros, cercò di impossessarsi di 10.000 miliardi di lire della Banca d’Italia, speculando sterlina contro lira.
Carlo Azeglio Ciampi, per “impedire”, diciamo così, tale speculazione, bruciò le riserve in valuta straniera: 48 miliardi di dollari. Ciampi, per questi suoi servigi sarà premiato con la Presidenza della Repubblica.
Su George Soros indagarono le procure di Roma e Napoli, ma lo strapotere dei suoi amici massoni vinsero ancora una volta e tutte le accuse caddero nel vuoto.
A seguito di questo attacco mirato alla lira, e della sua immediata svalutazione del 30% partì la più grande privatizzazione di Stato a prezzi stracciati (ENEL, ENI, Telecom, ecc.), per opera dei governi Amato (1992-1993) e Prodi (1996-1998). In quel caso la Massoneria si accontentò di una speculazione “mirata”, un colpo all’Italia che sarebbe stato molto lucroso ma non letale per il Bel Paese. Ciò che mi preoccupa é che i loro ingordi stomaci rumina soldi questa volta vogliano mangiare il più possibile, fino a spolpare tutta la carne, facendo affiorare dal sangue le ossa del povero scheletro italico.
SCOMODISSIME CONSIDERAZIONI FINALI:
 
Il buon Mario Monti é completamente invischiato con questa gente, ne fa parte, é uno di loro. La sua presenza su panfili reali e negli hotel di super lusso – in cui avvengono le riunioni del Gruppo Bildenberg (nel 2004 anche in Italia, a Stresa, sul Lago Maggiore) – sono documentate e comprovate. Questi avidi porci bramosi di denaro che perseguono biecamente il loro benessere, il loro arricchirsi, il loro lucrare sulla povera gente.
Proprio quei porci che definiscono P.I.I.G.S. (anagramma della parola “porci” in inglese) i cinque paesi più in crisi dell’Unione Europea (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) anche  se in realtà i veri artefici di questa situazione sono loro: Le loro macchinazioni, il loro prender di mira a turno un nuovo Paese dell’Unione, serve solo alle loro squallide speculazioni. I cosiddetti “Pigs”, i maiali, sono semplice carne da macello, da triturare per generare dei guadagni.
Tutto ciò é possibile grazie alla moneta unica d’Europa. La nascita dell’Euro è stata la più grande speculazione massonica della storia. 
I maiali sono così stati messi in un grande recinto, dal quale é meglio individuabile il più vulnerabile, colui che offrirà meno resistenza alla propria macellazione (guarda caso, gli inglesi, gli europei più potenti nelle logge massoniche, non fanno parte della moneta unica. Il porcello inglese ingrassa fuori dal recinto).
Conosciuti tutti questi retroscena, sei ancora convinto che Mario Monti farà soltanto il bene dell’Italia? io ora ho tanta paura che voglia compiacere quei maiali dei suoi amici.

Pubblicato il 14 novembre 2011

giovedì, dicembre 29, 2011

Giappone: 30-40 anni per smantellare centrale Fukushima


TOKYO (Reuters) - Il governo giapponese ha annunciato oggi che punta a smantellare entro 30-40 anni la centrale nucleare di Fukushima, danneggiata all'inizio dell'anno dallo tsunami che ha colpito il Giappone nord-orientale.

Le autorità hanno reso noto un piano per iniziare a rimuovere dall'impianto il combustibile entro due anni.

Dopo mesi di interventi, i tecnici sono riusciti la settimana scorsa a completare il processo di interruzione fredda, cioè la condizione che si realizza quando l'acqua di raffreddamento è stabile ben al di sotto del punto di ebollizione e le radiazioni sono a bassi livelli.

La centrale Daiichi, che si trova a 240 km a nordest di Tokyo, fu danneggiata lo scorso 11 marzo dal terremoto e poi dal maremoto che mise fuori uso i suoi sistemi di raffreddamento, provocando una serie di fusioni, perdite di radiazioni ed evacuazioni di massa dei residenti.

(Shinichi Saoshiro)

Tratto da Reuters (21 dicembre 2011)

martedì, dicembre 27, 2011

USA: SIMBOLOGIA OCCULTA DEL DOLLARO ED IL NUOVO ORDINE MONDIALE

Un documentario di History Channel che ci fa notare alcuni simboli presenti nella banconota da un dollaro americano e ci illustra attraverso questi la teoria della cospirazione mondiale della massoneria (illuminati) per arrivare al nuovo ordine mondiale.









La massoneria (illuminti) starà davvero provando realmente da tre secoli a portare avanti il piano di una cospirazione per creare questo nuovo ordine mondiale?
Nessuno può dirlo, ma guardate questo video...

giovedì, marzo 10, 2011

GHEDDAFI: "BOSSI MI CHIESE AIUTO PER CREARE NEL NORD ITALIA LO STATO DELLA PADANIA"

Il Rais Gheddafi è molto chiaro in questa intervista ad una televisione francese: 
"NOI NON SIAMO INTERVENUTI IN ITALIA DEL NORD IN FAVORE DI UNO STATO DELLA PADANIA, COME VOLEVA BOSSI".


Dopo l'intervista il botta e risposta tra Bossi e Gheddafi:
Chiesti aiuti a Gheddafi per creare la Padania? «Ma vi pare. Per fortuna abbiamo tantissimi uomini e le armi si fanno in Lombardia». La risposta di Umberto Bossi a un cronista che chiedeva un commento alle parole che il rais libico avrebbe pronunciato durante un'intervista a una tv francese - il leader leghista gli avrebbe in passato chiesto aiuto per la secessione della Padania - scatena una polemica politica. Gheddafi, ha aggiunto il capo della Lega Nord, «è un gatto che sta affogando e si arrampica sui vetri. La storia dimostra che chi spara sulla sua gente finisce male. Ricordate il re Umberto I ucciso a Monza».

venerdì, luglio 23, 2010

CINA: PETROLIO NEL MAR GIALLO, DISASTRO ECOLOGICO E SOCIALE

In molti conosciamo il disastro ecologico nel Golfo del Messico a causa della falla nel pozzo della BP, ma in quanti sappiamo del disastro ecologico nel Mar Giallo in Cina?

Coperti oltre 430 chilometri quadrati di mare, le coste sommerse da uno strato semisolido alto fino a 20 cm. Chiuse le spiagge, ferma la pesca, distrutti gli allevamenti ittici. E’ polemica per la mancanza di un intervento efficace e per il tentativo di nascondere i danni.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il versamento di greggio nel mare per l’esplosione del 16 luglio al porto di Dalian è molto maggiore di quanto ammesso dalle autorità. La Cina, dopo avere per giorni detto che è tutto sotto controllo, ha riconosciuto che il greggio ha raggiunto le spiagge turistiche, che sono state chiuse.

Huang Yong, vicecapo a Dalian dell’Amministrazione per la Sicurezza marittima della Cina, ha ammesso ieri su una televisione locale che “la dispersione di petrolio porrà una seria minaccia agli animali marini, alla qualità dell’acqua e agli uccelli acquatici”.

La pesca è stata vietata nella zona sino a fine agosto, ma esperti già dicono che ci vorrà molto di più e che i danni sulla fauna acquatica non possono ancora essere calcolati. Anche perché non si ha certezza sulla quantità di greggio finito in mare, indicato all’inizio in 1.500 tonnellate. I fiorenti allevamenti ittici della zona, rinomati anche in Giappone, sono stati devastati dall’onda scura.

L’ammissione in televisione dimostra la gravità della situazione, dopo che per giorni i media statali hanno ripetuto che tutto era sotto controllo e che la macchia di greggio sarebbe stata annullata in pochissimi giorni. Esperti ed ecologisti dicono che è “irresponsabile” coprire l’esatta entità di un disastro che riguarda la vita dell’intera zona.

La macchia nera ieri copriva 430 chilometri quadrati del Mar Giallo e continua a espandersi, nonostante l’abnegazione di centinaia di soldati e residenti che cercano di tamponarla. Ma è polemica anche sulle operazioni di bonifica: il quotidiano Youth Daily riporta lo sfogo di un funzionario, che protesta per la mancanza dell’attrezzatura minima necessaria per recuperare il greggio, “così i nostri lavoratori indossano guanti di gomma e usano bastoni” per immergere pezze di tessuto e assorbirlo. “Questa inefficienza – prosegue – significa che il greggio arriverà alla costa… Questa distesa di petrolio è davvero difficile da pulire in poco tempo”. Sono state versate oltre 23 tonnellate di microrganismi che trasformano gli idrocarburi tossici del greggio in sostanze meno nocive. Il pompiere Zhang Liang 2 giorni fa è caduto in mare ed è morto per il petrolio, ma solo oggi le autorità lo hanno ammesso dopo che era stato denunciato da Greenpace China (Gc).

Zhong Yu, attivista di Gc, ha visitato alcune baie della zona e le ha trovate “quasi del tutto coperte di scuro petrolio”. “Il greggio è semisolido e mezzo liquido ed è vischioso come asfalto”, uno strato alto fino a 20 centimetri. Nei primi giorni le autorità hanno negato che la marea nera minacciasse le coste.

Un video del disastro ambientale in Cina:


Alcune foto:

mercoledì, luglio 14, 2010

L'ONU DICE NO AL DDL INTERCETTAZIONI

E così sul ddl sulle intercettazioni è scesa in campo anche l’ONU.
Il relatore per il diritto di espressione del Palazzo di Vetro, Frank Le Rue, ha infatti affermato che il decreto “va abolito o modificato” poiché potrebbe minre la libertà di espressione in Italia.
Anche se si tratta di un consulente esterno, come sottolinea l’ONU, le parole di Le Rue non fanno altro che gettare benzina sul fuoco, visto il già acceso dibattito esistente nel Paese sulla correttezza di un provvedimento che fin dall’inizio ha scatenato polemiche.
Dopo l’Osce l’ONU quindi…..e Le Rue, che ha anche ipotizzato una visita nel 2011 per verificare lo stato della libertà di stampa in Italia, pur consapevole delle motivazioni presentate dal Governo a difesa del dd, ha invitato comunque ad «astenersi dall’adottare questo ddl nella forma attuale, e impegnarsi in un dialogo con tutte le parti in gioco, in particolare con i giornalisti e i media, per assicurare che le loro preoccupazioni siano tenute da conto», il tutto ovviamente alla luce del recente sciopero dei giornalisti.
Insomma, oltre ad aver scatenato un putiferio all’interno del Paese il ddl sulle intercettazioni ha catturato anche l’attenzione (e le critiche) della comunità internazionale.
Ora ci chiediamo: ma possibile che in Italia non ci fossero problemi più seri da affrontare?
Siamo ancora in piena crisi economica, con Borse deboli, disoccupazione in crescita, difficoltà di accesso al credito per le imprese, ….e noi ci preoccupiamo delle intercettazioni?


Il nostro blog sta subendo attacchi continui su ogni fronte (Blogger, FB, Tiscali), cercano anche in tutti i modi di entrare nell'account di Facebook di Andrea Di Filippo, ma fortunatamente l'unica cosa in cui sono riusciti e bloccarci per ora i link del nostro blog sui server dei provider...
Noi per quanto possibile cercheremo di darvi informazione non di parte, per cercare di ragionare insieme sui problemi, cercando delle soluzioni efficaci per risolverli.

Pur sapendo che il Premier Silvio Berlusconi la pensa in modo totalmente opposto a noi:



ed il Presidente della Camera Gianfranco Fini insieme ad i partiti di opposizione (poco attivi) la pensa come noi:

lunedì, marzo 22, 2010

USA: SANITA', LA RIFORMA E' LEGGE, UNA GRANDE VITTORIA DI OBAMA

Era l'otto novembre quando pubblicavamo il seguenta post sulla RIFORMA della SANITA' negli Stati Uniti voluta dal Presidente Barack Obama:

USA: SANITA', LA RIFORMA RICEVE IL SI DELLA CAMERA

Arriva anche il SI del senato (come speravamo) e siamo contenti di questa grande vittoria sociale.


NEW YORK – Passa la riforma sanitaria targata OBAMA negli Stati Uniti d'America, 219 voti favorevoli contro 212, un vantaggio minimo, ma che vale una pagina di storia.
Tante sono state le polemiche, i ritardi, ma alla fine il Presidente Barack Obama è riuscito a portare a casa il risultato (volere è potere). Questa è la sua grande vittoria ed è anche la dimostrazione che ci sono ancora dei politici che riescono tra mille difficoltà, a rispettare il programma elettorale.

«Dopo quasi cento anni di parole e di frustrazioni, dopo dieci anni di tentativi e un anno di battaglie, il Congresso degli Stati Uniti ha dichiarato che i lavoratori americani, le famiglie e le piccole imprese avranno una sicurezza: né malattie né incidenti metteranno a rischio i sogni cui hanno dedicato una vita» Obama ha ricordato che questa vittoria è venuta contro coloro che fino all'ultimo non ci credevano, contro gli interessi speciali e contro le lobby: «Siamo al di sopra della politica, siamo al di là della paura e siamo ancora in grado di lavorare per la gente: oggi è il momento del cambiamento».

Non ci si è arrivati facilmente. Fino all'ultimo i repubblicani hanno cercato di ostacolare la proposta di legge con mozioni apparentemente inutili ma pericolosissime. Poi, improvvisamente, dopo un accordo fra la Casa Bianca e gli antiabortisti democratici, la maggioranza si è coagulata. E al momento del voto la soglia dei 216 voti è stata superata agevolmente alle 10.45 della sera ora di Washington, il voto chiave per avere la maggioranza, è stato annunciato dal contatore elettronico. Alla fine della conta, i voti favorevoli erano 219 voti i contrari 212. Questi ultimi da attribuire ai 178 deputati repubblicani e a 34 democratici. Per la prima volta nella storia americana, per un progetto di legge fondamentale come quello sanitario non si è riusciti ad avere una maggioranza bipartitica.

L'America finalmente avrà un'assicurazione sanitaria per 32 milioni di americani che oggi non sono coperti. Bambini con malattie congenite che non potevano essere assicurati avranno le cure adatte. Lavoratori che rischiavano di perdere l'assicurazione medica cambiando posto non correranno più quel rischio. Questo per dire che la riforma ha un respiro molto più vasto del semplice allargamento di una base di assicurati, ma toccherà letteralmente tutti gli americani.
Un colossale meccanismo di riorganizzazione di metodi, priorità, garanzie sanitarie si metterà in moto già nei prossimi giorni. E non ci sarà comparto dell'economia che non venga toccato da questa riforma. Il pacchetto vale 940 miliardi di dollari in dieci anni. Consentirà di tagliare 138 miliardi di dollari dal disavanzo pubblico, rivoluzionerà i metodi assistenaizli degli ospedali e dalle assicurazioni. Ma taglierà anche 500 miliardi di dollari dal Medicare, il programma di assistenza per gli anziani.

In 13 mesi alla Casa Bianca Obama ha raggiunto un risultato impossibile per molti presidenti prima di lui. Gli restano sette mesi prima delle elezioni di novembre di metà mandato per convincere la maggioraza degli americani ancora sospettosa, poco convinta e persino peroccupata da questo nuovo piano, che era la cosa giusta da fare.

mercoledì, gennaio 13, 2010

CINA: Pian piano mina la DEMOCRAZIA OCCIDENTALE

Cosa direbbero gli abitanti dell'antica Grecia se ci vedessero oggi?
Probabilmente non ci rivolgerebbero neanche la parola...

Ad Atene addirittura c'era una democrazia diretta, ovvero ogni cittadino aveva la possibilità di proporre e votare direttamente le leggi, mantenendo soprattutto la possibilità decisiva di modificare direttamente la costituzione. Per meglio gestire tutte le questioni, il popolo legiferava attraverso gli organi preposti (fra i quali la Bulè e l'Ecclesia) e delegava il proprio ruolo di giudice assoluto ai magistrati.

Oggi quel poco di democrazia occidentale che esiste ancora la stiamo pian piano perdendo a favore dei sistemi antidemocratici dei paesi emergenti, ad esempio la CINA.

Le Grandi Multinazionali pur di far PROFITTI svendono al miglior offerente i NOSTRI VALORI, la NOSTRA STORIA, la NOSTRA LIBERTA' e tutte le ANIME di coloro che hanno perso la VITA per ottenere quello che abbiamo oggi.

Ma di questo nessuno ne parla, passa tutto in cavalleria o in basso profilo per lasciare spazio alle notizie più importanti, naturalmente il GF e i rapporti sessuali di qualche Politico...

Noi nel nostro piccolo cerchiamo di cambiare un po' il registro...


Tratto da
LA STAMPA

Cina, Apple censura il Dalai Lama

Il colosso Usa si adegua alle leggi locali

Dall'I-Phone spariscono le applicazioni



ROMA
Dopo Google e Yahoo anche la Apple, impresa icona del "politically correct" americano, cede alla censura cinese. La società di Cuppertino in California, attraverso la China Unicom che da due mesi distribuisce nel Paese asiatico i prestigiosi modelli I-Phone del gruppo, ha di fatto bloccato l’acceso a cinque programmi software relativi al leader spirituale tibetano Dalai Lama e alla leader degli uiguri Rebiya Kadeer.

Se quindi si mette su un I-Phone made in China la ricerca su "Dalai", il risultato è nulla, al contrario invece di quello che invece succede allo stesso apparecchio in un’altra parte del mondo che non sia la Cina.

La scoperta della censura ha fatto andare su tutte le furie Reporter senza Frontiere, Rsf, che ha chiesto spiegazioni al colosso dell’informatica Usa: «Gli abbonati dell’I-Phone in Cina - si legge in una nota - hanno il diritto di sapere a che cosa non hanno accesso libero. Il gruppo americano si unisce ai al club delle imprese che applicano la censura nel Paese: una grande delusione da parte di un gruppo che ha basato la sua campagna pubblicitaria sul «pensa diverso» e che si ritiene creativa». Il portavoce di Apple, Trudy Muller, ha risposto in una e-mail alla mancata vendita delle "application" proibite: «Ci atteniamo alle leggi locali - ha affermato - e non tutte le application sono possibili in tutti i paesi».

mercoledì, novembre 11, 2009

FRANCIA: Prima adozione per una coppia gay


Tratto da lastampa.it
Martedì 10 novembre 2009

Sì all'adozione per una coppia gay
Francia, giudice accoglie la richiesta

«Le condizioni offerte corrispondono
a bisogni e interesse di un bambino»
A Besancon due donne conviventi
da oltre vent'anni vincono la battaglia


Il tribunale di Besancon, nel nord-est della Francia, ha dato il proprio via libera oggi all’adozione di un bambino da parte di una coppia omosessuale, annullando così la decisione del Consiglio generale della regione del Jura, che rifiutava di dare il suo consenso.

«Le condizioni offerte dalla richiedente sul piano familiare, educativo e psicologico corrispondono ai bisogni e all’interesse di un bambino adottato», ha sottolineato il giudice, precisando che i motivi di rifiuto avanzati dal Consiglio del Jura «non giustificano legalmente la decisione di rigetto della domanda di adozione».

Sono dieci anni che Emmanuelle B., maestra di 48 anni, e Laurence R., psicologa infantile, si battono per ottenere il diritto di adottare un bambino. Le due donne vivono insieme da una ventina d’anni e da quattro sono unite civilmente da un Pacs.

A due riprese il Consiglio generale del Jura ha rifiutato la domanda di adozione avanzata da Emmanuelle. Ora, il via libera del tribunale riconosce la loro unione come «solida» e «duratura».

Di fronte al primo rifiuto delle autorità francesi, l’insegnante si era anche rivolta alla Corte europea dei diritti dell’Uomo, che nell’ottobre 2008 aveva condannato la Francia per discriminazione sessuale per aver negato alle due donne di adottare un bambino.

domenica, novembre 08, 2009

USA: SANITA', LA RIFORMA RICEVE IL SI DELLA CAMERA

OBAMA un Presidente rivoluzionario, che porta una miglioria dopo l'altra negli USA.
Dal clima alla sanità, proprio come promesso nella campagna elettorale, il Presidente Americano continua a mantenere i suoi impegni, sembra incredibile vedere che esitano ancora politici così, in Italia non ci siamo più abituati. Infatti da noi questi sembrano essere in via di estinzione.

Ma veniamo alla RIFORMA sulla SANITA' voluta dal Presidente Barack Obama passa il primo step, viene approvata alla camera, ora speranzosi attendiamo il SI del Senato.


Tratto da larepubblica.it
Sezione Esteri
8 novembre 2009

In una insolita seduta notturna approvato il progetto di legge a cui la Casa Bianca tiene di più. Grazie a un compromesso sull'aborto trovato dalla Pelosi

Sanità, Obama convince i deputati
Dalla Camera ok alla riforma


Esulta il presidente: "Voto storico, ce la faremo anche in Senato"
Ma lì sarà più difficile: la maggioranza democratica è meno netta


WASHINGTON - La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato la riforma sanitaria fortemente voluta da Barack Obama. Durante un'insolita seduta notturna, dopo 12 ore di dibattito, i deputati americani hanno dato il loro assenso a un testo di migliaia di pagine con 220 voti favorevoli e 215 contrari. Il presidente ha salutato il voto "storico" e si è detto "assolutamente fiducioso" sull'esito dello scrutinio al Senato. Manifestando la speranza di poter promulgare la legge "entro la fine dell'anno".

Il progetto di riforma ha incassato anche il sì di un repubblicano, Anh Joseph Cao. Tutti gli altri membri del partito hanno votato contro. La Camera ha respinto una controproposta presentata dall'opposizione. Poco prima del voto, Obama era andato di persona a Capitol Hill, per convincere alcuni deputati democratici scettici.

La parte più controversa del progetto, che prevede una copertura finanziaria di circa mille miliardi di dollari in dieci anni, è l'istituzione di un'assicurazione pubblica sulla salute, che dovrebbe competere con quelle private e in questo modo ridurre le esose tariffe sanitarie e mediche. Da anni spinte alle stelle da un sistema quasi esclusivamente privato.

Un altro tema spinoso è quello dell'aborto, che ha provocato un duro conflitto politico sull'opportunità di consentire che gli interventi di interruzione di gravidanza siano pagati con soldi pubblici. Su questo tema la speaker della Camera Nancy Pelosi ha trovato un compromesso, che Obama spera favorirà il voto a favore della minoranza antiabortista dei democratici: l'intesa prevede che siano possibili restrizioni al finanziamento degli aborti.

Attualmente la legge federale proibisce l'uso di fondi pubblici per finanziare interruzioni di gravidanza tranne che nei casi di stupro, incesto o situazioni in cui la vita della madre è in pericolo: resta da chiarire se i cittadini potranno comprare una copertura in caso di aborto dall'assicurazione pubblica che il progetto di riforma vuole istituire.

Per essere definitivamente approvato, il progetto di riforma dovrà adesso superare l'esame del Senato, dove la maggioranza democratica non è così netta come alla Camera.