martedì, novembre 23, 2010

TORINO: PARTE IL TOTOSINDACO

La corsa per la carica a Primo Cittadino di Torino è praticamente iniziata, i vari schieramenti politici hanno iniziato a scaldare i motori, infatti parte sui vari quotidiani il totosindaco.

Comune di Torino - Sala Rossa
Per la sinistra il totosindaco è partito da qualche settimana ed alcuni nomi sono di un certo spessore, che si tratti persone provenienti dalla società civile o dalla politica.
Basti pensare a Francesco Profumo (Rettore del Politecnico di Torino) ed all’On. Piero Fassino (più volte Ministro della Repubblica e Segretario Nazionale dei DS).
Ma anche altri vorrebbero tentare la corsa alle primarie, ad esempio Davide Gariglio (E’ stato Presidente del Consiglio Regionale ed ora fa parte dello stesso Consiglio Regionale) e Giorgio Ardito (Presidente uscente ATC). Staremo a vedere come andrà a finire.

Dall’altra parte della barricata, nel centrodestra, la nebbia sembra ancora molto fitta.
I nomi dei papabili sono ancora molti e arrivano tutti dalla “politica”: Sen. Enzo Ghigo (in passato Onorevole, Presidente di Regione Piemonte ed ora Senatore), Michele Coppola (Consigliere Comunale di Torino e Vice Presidente del Consiglio, Assessore Regionale alla CulturaDoppio Incarico), Barbara Bonino (Consigliere della Provincia di Torino e Vice Presidente del Consiglio, Assessore Regionale ai Trasporti - Doppio Incarico), Roberto Ravello (Consigliere Comunale di Torino, Assessore Regionale all’AmbienteDoppio Incarico), Gianluca Vignale (Consigliere Regionale), Daniele Cantore (Consigliere Comunale di Torino, Consigliere RegionaleDoppio Incarico) e non poteva mancare l’On. Agostino Ghiglia (Consigliere Comunale di Torino, OnorevoleDoppio Incarico).

Se i nomi rimarranno questi da una parte e dall’altra, l’esito sembrerebbe scontato, contando anche il fatto che il PDL ha perso i voti dei cosiddetti “Finiani”, gli uomini di “Futuro e Liberta’”, che non si sa con chi si schiereranno.

Ad oggi i nomi espressi dai due schieramenti fanno pendere il braccio della bilancia verso sinistra, ci saranno colpi di scena? Attendiamo e vediamo.

lunedì, novembre 22, 2010

COLLEGNO: TARIFFA RIFIUTI, L'AUMENTO SALE AL 25%

Saviano a "Vieni via con me" parla proprio di rifiuti e racconta delle tristi verità, per chi lo avesse perso... (dopo Saviano l'articolo su Collegno).

 

Il video dell'intervento di Roberto Saviano a "Vieni via con me" sul problema dei rifiuti:



SAVIANO - Perchè non si riesce ad affrontare l’emergenza rifiuti in Campania che va avanti da 16 anni? Roberto Saviano a ‘Vieni via con me’ parla della vicenda ricostruendo la storia della sua regione denunciando il coinvolgimento della camorra e le responsabilità della politica che hanno portato la Campania ad essere la “pattumiera del Nord Italia”.

“La responsabilità è principalmente politica - ha detto lo scrittore - ma come è possibile che le discariche siano così piene, satolle, visto che la Campania ne è piena? Le discariche di Napoli si riempiono perchè sono piene di rifiuti del Nord Italia, la Campania è da anni la pattumiera del Nord Italia e di parte dell’Europa, ecco perchè si riempiono così facilmente. Ogni frazione della mia terra ha adottato un rifiuto. A Parete, vicino Caserta, un contadino mentre sta arando trova della carta moneta, lire tagliuzzate, un rifiuto speciale...”.

Saviano ha denunciato il fatto che “16 anni di emergenza, non è più emergenza” e ha poi ricostruito le vicende che hanno portato alla situazione di oggi: “Il primo motivo è politico, il sistema dei rifiuti è basato sulle discariche, ma se si facesse la raccolta differenziata nelle discariche ci sarebbe il 35% rifiuti, invece a Napoli è l’85%, e non è colpa della gente, in verità “a qualcuno conviene che il meccanismo non vada”.

C’è stata, denuncia lo scrittore “una politica disastrosa, di centrodestra e di centrosinistra, Rastrelli, Bassolino, Catenacci, De Gennaro, Bertolaso, tutti hanno fallito” ma “l’emergenza rifiuti ha generato 8 miliardi di euro in 10 anni, 750milioni di euro all’anno, una massa di denaro enorme, su cui la politica ha speculato, ha creato clientele, chi ha guadagnato è un’azienda, una delle più grandi di Italia e d’Europa: la camorra, le ecomafie con il traffico illegale di rifiuti hanno fatturato oltre 20 miliardi di euro, pari a quello di Telecom, 10 volte più di Benetton”.

“A Villaricca nel 1989 si incontrarono camorristi, politici, imprenditori, massoneria deviata e decidono di intombare i rifiuti, i camorristi finanziano le campagne elettorali purchè i politici tacciono”, spiega Saviano che ricostruisce il sistema con il quale “i rifiuti diventano legali, il giro di bolle, la camorra vince perchè fa i prezzi migliori. Per un’azienda la voce ‘smaltimento rifiuti tossici è pesante, nessuno vuole pagare 62 centesimi al chilo, la camorra per otto centesimi ti risolve tutto, la camorra li prende e ci guadagna due volte perchè rivende i rifiuti tossici come fertilizzante”. Infine Saviano ha mostrato l’elenco delle inchieste che dal 2003 hanno dimostrato come i rifiuti tossici siano arrivati in Campania, un sistema attraverso il quale alla fine “ci guadagnano tutti, la politica, l’impresa, i criminali”.

Roberto Saviano parlando di come i rifiuti tossici del Nord finiscano puntualmente in Campania, come dimostrano le inchieste giudiziarie degli ultimi sette anni.

Critica i politici che accusano il Mezzogiorno. “Ragionare come fanno alcuni politici del Nord che dicono ‘non vogliamo la vostra spazzatura’, ‘sono problemi di Napoli’, siete voi che non sapete fare’, è da codardi, miopi o in mala fede”, ha detto lo scrittore, perchè “le tonnellate di rifiuti che arrivano dal Nord rendono unite le parti di questo paese, la spazzatura per strada non c’è solo per incapacità politica, ma perchè camion pieni di rifiuti tossici scendono da nord a sud”.

“Silvio Berlusconi solo negli ultimi due anni, per sette volte, dichiara che la crisi dei rifiuti è risolta” ma oggi a Napoli “c’erano 3mila tonnellate di spazzatura e 8mila in tutta la provincia”. Roberto Saviano conclude così il suo intervento a Vieni via con me sul tema dei rifiuti. Mentre poco prima il regista Gabriele Salvatores aveva letto l’elenco delle dichiarazioni del premier: “1 luglio 2008, problema risolto, 18 luglio 2008 ‘l’emergenza è superata’, 26 marzo 2009, ‘è una data storica per la Campania con l’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra’, 30 settembre 2010 ‘il governo ha completamente risolto il problema’, 22 ottobre 2020, ‘entro dieci giorni la situazione tornerà normale a Terzingo’, 28 ottobre 2010 ‘fra tre giorni a Napoli non ci saranno più rifiuti’, 2 novembre 2010 ‘abbiamo risolto tutto in pochi giorni’.


Ed ora torniamo alla nostra città...

Mercoledì 10 marzo 2010 pubblicammo il seguente post: 

Solo 13 giorni più tardi e cioè martedì 23 marzo 2010 la tariffa rifiuti aumentò nuovamente:  
COLLEGNO: TARIFFA RIFIUTI, QUEST'ANNO L'AUMENTO VOLA AL 17,4%

Oggi apprrendiamo dal giornale LA STAMPA che la tariffa aumenta del 25%:

Clicca una volta per aprire l'immagine ed una seconda per ingrandirla. 

venerdì, novembre 19, 2010

TORINO: 'NDRANGHETA, ARRESTATO DOMENICO GIORGI: INIZIO' LA FAIDA DI SAN LUCA


Domenico Giorgi, 28 anni, era scappato al Nord per sfuggire alla sanguinosa guerra costata molte decine di morti

TORINO
Fece cominciare la faida di San Luca, sanguinosa geurra della 'ndrangheta calabrese, uccidendo senza pietà Salvatore Favasuli, freddato a Casignana il 6 gennaio 2005. I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria adesso hanno arrestato l'assassino seguendo le sue tracce fino alle porte di Torino. E' Domenico Giorgi, 28 anni, pregiudicato, ritenuto affiliato alle famiglia Giorgi-Boviciani e degli Strangio-Jancu protagoniste della faida di San Luca.

Il giovane è stato arrestato a Rivalta, piccolo centro a pochi chilometri dal capoluogo torinese. È un episodio che di fatto ha segnato la riapertura della sanguinosa faida di San Luca. L'omicidio di Salvatore Favasuli, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe da inserire in un contesto mafioso, ma anche passionale. E ha dato origine ad una serie di vendette incrociate che sono sfociate nella faida di San Luca, una delle più sanguinarie della storia della 'ndrangheta, con decine e decine di morti ammazzati.

Domenico Giorgi viveva da tempo a Rivalta e il suo allontanamento dalla Calabria sarebbe legato alla volontà di sottrarsi a possibili vendette nell'ambito della faida. La cosca dei Giorgi, detta dei "Boviciani", è collegata a quella degli Strangio, alleata con i Nirta nella faida contro i Pelle-Vottari, che nello scontro rappresentano il gruppo perdente. La faida di San Luca culminò, nel giorno di Ferragosto del 2007, con la strage di Duisburg in Germania, in cui furono uccise sei persone.

Tratto da LA STAMPA

giovedì, novembre 18, 2010

SAVIANO: I MOVIMENTI DELL'NDRANGHETA NEL NORD ITALIA ED I SUOI INTERLOCUTORI POLITICI (LEGA NORD)

ROBERTO SAVIANO ci spiega l'origine delle mafie (leggenda dei tre cavalieri), le sue regole ferree, ci fa vedere come avviene il rito di affiliazione ad un'organizzazione malavitosa.
Ma SOPRATTUTTO ci spiega dettagliatamente i movimenti dell'NDRANGHETA nel NORD ITALIA e ci dice con chi interloquisce per avere FAVORI POLITICI (LEGA NORD).

Video tratto dalla trasmissione "Vieni via con me".


Botta e risposta tra Roberto Saviano ed il Ministro dell'Interno Roberto Maroni

mercoledì, novembre 17, 2010

GTT: SCIOPERO VENERDI' 19 NOVEMBRE 2010


Le Organizzazioni Sindacali FAISA-FAST-ORSA hanno indetto uno sciopero aziendale di 4 ore per la giornata di venerdì 19 novembre 2010.
Pertanto il servizio non potrà essere garantito nelle fasce orarie interessate dallo sciopero, come sotto specificate:
 
  • Servizio urbano e suburbano della Città di Torino (escluse le linee 43, 46b e 19): dalle ore 15.00 alle ore 19.00
  • Metropolitana: dalle ore 15.00 alle ore 19.00
  • Autolinee extraurbane e linee 43, 46b e 19 del servizio urbano della città di Torino: dalle ore 10.30 alle ore 14.30
  • Ferrovie: dalle ore 18.00 a fine servizio

Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro l'orario di inizio dello sciopero.

martedì, novembre 16, 2010

VIENI VIA CON ME: BERSANI E FINI A CONFRONTO, UN BEL MOMENTO DI DEMOCRAZIA


Grazie ad un bel momento di democrazia, cioè il semplice elenco dei valori della destra e della sinistra italiana, letto da due dei suoi principali esponenti, Gianfranco Fini (FLI) e Pierluigi Bersani (PD), la trasmissione "Vieni via con me" fa il boom di ascolti. Il programma di Saviano e Fazio raggiunge il 30% di share (9 milioni di telespettatori e uno share medio del 30,2%).
Quanto è bella la democrazia...

La parola a Pierluigi Bersani (PD) e Gianfranco Fini (FLI): 

domenica, novembre 14, 2010

BERSANI: "AL VOTO CON FINI? NON E' ESCLUSO"

Il segretario Pd: resta difficile, ma se Berlusconi imbocca una deriva autoritaria bisognerà far qualcosa
 
CARLO BERTINI
ROMA

Una premessa la fa subito, «certo è difficile...», poi però Pierluigi Bersani aggiunge una postilla che fa capire come in questa fase nella plancia di comando del Pd non si esclude nulla, neanche un’alleanza da Fini a Vendola, insomma con tutti quelli del nascituro Terzo Polo che non vogliono rischiare di veder tornare al governo Berlusconi e Bossi. Un’alleanza improbabile e allo stato non nelle disponibilità del leader del Pd, visto che tale opzione, esclusa da Vendola, non rientra nel novero di quelle per ora prese in considerazione dal leader del Fli. Senza contare che al momento Casini sembra intenzionato in caso di voto ad andare da solo dentro il terzo polo insieme a Fini.

Certo, la prima opzione sul campo è quella di un governo di transizione, senza Pdl e Lega, che cambi la legge elettorale e vari due misure su fisco e occupazione, per poi tornare a votare. Ma se le cose andassero diversamente, il Pd potrebbe uscire allo scoperto e caldeggiare quella “Santa alleanza” invisa a Veltroni ma evocata a Cortona da Dario Franceschini e rilanciata proprio ieri dal capogruppo Pd nella sua intervista al Corriere. Ecco la postilla buttata lì dal segretario prima di prendere l’aereo per Milano al termine del suo «primo vero Porta a Porta» insieme a Nicola Zingaretti nella borgata romana di Pietralata: «Dario ha rilanciato un’alleanza con tutti dentro, da Fini a Vendola? Beh sì, bisogna lanciare pure quei messaggi lì... Certo sarebbe difficile. Però attenzione, bisogna vedere cosa fa Berlusconi. Se lui rilancia sui temi costituzionali...», cioè, prefigurando una deriva autoritaria e chiedendo più potere per lui in caso di vittoria, ecco «in quel caso bisogna valutare pure questa cosa».

Insomma, se come dice un alto dirigente del Pd, «finiamo in quel clima da guerra civile annunciato dal Cavaliere, e quando tenteremo di formare un governo tecnico ci finiremo di sicuro, diventerà più credibile un’alleanza di emergenza per evitare che lui vinca». E che il tema sia spinoso lo dimostra la strana frase pronunciata dal leader Pd dal palchetto improvvisato in mezzo ai casermoni di Pietralata: «Noi traguardiamo», dice proprio così Bersani alludendo al traguardo elettorale, «ad un’alternativa basata sulle forze di centrosinistra che si prendono una responsabilità seria di governo, perchè l’Unione non la facciamo più. Un’alternativa che si rivolge anche alle forze di opposizione che si dichiarano di centro», cioè il terzo polo di Fini, Casini e Rutelli, guarda caso riuniti insieme a convegno in una sala romana con gli ex diniani.

E l’hanno capito pure i «compagni» della sezione di Pietralata, che non fanno tante distinzioni tra governo tecnico e alleanza elettorale. «Annamo con Fini? Ma vaffa...!», si fa scappare un’anziana comunista tra scoppi di risate, soffocate da un giovane compagno che le tappa la boccca con la mano prima che esca la parolaccia: «Stai bona, che famo diventà comunista pure lui!». «Magara, magara!», ribatte l’ottuagenaria. E uno scambio di battute sul filo dell’ironia svela pure quanto il popolo del Pd ad una vittoria in campo da soli non faccia troppo affidamento: Bersani scambia due chiacchiere in casa di una coppia di precari senza lavoro, per dare un minimo di iconografia mediatica al «porta a porta». Vi ha convinto?, chiede il videomaker Zoro, celebre per le sue incursioni su RaiTre. «Noi semo già convinti, ma semo come la Roma, non vinciamo mai!».

E anche l’applauso più sentito dei duecento borgatari assiepati sotto il palchetto arriva quando il leader urla «Berlusconi vada a casa, la più lontana delle 15 che ha!». Per sfoderare subito una prova di orgoglio personale nel dire «a quelli che ci fanno le prediche su come si fa l’opposizione» che «se siamo arrivati a questo punto è perché noi abbiamo lavorato sulle contraddizioni del centrodestra». E con un intercalare emiliano nel cuore di Pietralata, l’altro punto d‘orgoglio è che «io il mio nome nel simbolo non lo voglio mica, nè! E non abbiamo paura del voto, di niente nè, solo di dover stare un altro giro con questi qui». Da qui l’avvertimento, «guardate che senza il Pd l’alternativa non si fa e ci teniamo Berlusconi».

Applausi, autografi ai bambini e prima di salire in auto, Bersani si concede pure un giro di liscio con le vecchiette del centro anziani che se lo contendono sulle note di Romagna mia...

Tratto da LA STAMPA