giovedì, luglio 29, 2010

BERLUSCONI: IL PRESIDENTE MURATORE DELLA LIBERTA'

Berlusconi, il nostro presidente del consiglio, fondatore e presidente del movimento POPOLO DELLA LIBERTA', tutto fa tranne essere il garante della parola di cui si riempie ogni giorno la bocca cioè "LIBERTA'".

Oggi l'ultimo atto del suo delirio di onnipotenza, siccome non è riuscito a censurare l'informazione (ddl anti-intercettazioni) ha seppellito politicamente le persone che glielo hanno impedito. Infatti è di poche ore fa la notizia della sfiducia/espulsione dal partito del coofondatore Gianfranco Fini (Presidente della Camera) e di tutti i suoi sostenitori all'interno del partito (Italo Bocchino, Fabio Granata, Carmelo Briguglio).
Ogni giorno sui giornali ed in TV dice di essere un liberale, democratico, ma nei fatti si comporta in maniera esattamente opposta.
Non accetta critiche costruttive, non apre la discussione, ma azzittisce chi la pensa in modo diverso da lui, e siccome il 90% degli uomini hanno un prezzo fa terra bruciata attorno a chi osa dissentire da lui.
Gli unici che ormai riescono a seguire questo delirio, sono gli uomini zerbino, quelli che solitamente vengono chiamati "servi con laurea in lingue - detti Dott. Linguetta", quelli che non ragionano più con la testa ma con la poltrona e cioè coloro che hanno il cervello messo dove ci si siede (avete capito...).

A SILVIO BERLUSCONI PRESIDENTE MURATORE
dedichiamo la seguente canzone di Lorenzo Cherubini...

IL MURATORE (1998 - L'ALBERO)

La gente si muove la musica cresce e ancora un altro muro viene giù!
Muratore muratore costruisce muri il muratore (4v)
muri da dipingere e da colorare muri da fare crollare da fare crollare (2v)
Babylon Jerico Porta Pia il Colosseo il muro di Berlino Machu Picchu
le torri gemelle le piramidi d'Egitto il muro di cinta il muro del pianto
le case popolari di ferro e cemento mura che delimitano il territorio
mura che sorreggono torri d'avorio
mura di parole
mura di potere

mura da fare crollare fare crollare
mura per nascondere e per dividere

fragili da fare ridere
butta la palla di là ! (4v)
non c'è muro che mi tenga non c'è buio che mi spenga (4v)
muratore muratore costruisce muri il muratore (2v)
muri da dipingere e da colorare muri da fare crollare da fare crollare (2v)
butta la palla di là ! (4v)
armato di cemento armato costruisce un nuovo muro con i pezzi di quello crollato da poco il muratore va e non si fermerà a creare
nuovi muri di disparità
e mura la natura
e mura la cultura
e mura tutto ciò che fa paura

ma il pensiero non lo puoi murare perché il pensiero è duro è cielo puro e sta di qua e di là dal muro


La gente si muove la musica cresce e ancora un altro muro viene giù !



OLBIA: IL CASO DELLA RICOTTA ROSSA

Per "Par Condicio" dopo la mozzarella blu arriva la ricotta rossa (Marca: LAGO MAGGIORE).

Le associazioni dei consumatori chiedono seri provvedimenti

In fatto di alimentazione ne succedono di tutti colori, nel vero senso della parola visto che dopo il caso della mozzarella blu ora è la volta della ricotta rossa.
È accaduto a Olbia dove, sotto denuncia di una donna, i Nas hanno sequestrato una confezione da 250 g di ricotta diventata maleodorante e di colore rosso.

A seguito dell’episodio le associazioni dei consumatori chiedono più chiarezza e controlli. Tra queste la Federconsumatori che domanda esplicitamente: “A quando concreti provvedimenti sull’indicazione di origine e pene più severe?” e poi ancora: “Cosa si aspetta ad intervenire?
Quando è che, finalmente, i cittadini potranno essere tranquilli e tutelati sul delicatissimo fronte della sicurezza alimentare?”
A detta dell’Associazione “non bastano, infatti, i controlli e le verifiche operate instancabilmente dai Nas, questi, oltre a essere intensificati, devono essere necessariamente affiancati da una normativa precisa e rigorosa in materia, che possa tutelare i cittadini dai rischi per la salute e, al contempo, tutelare il patrimonio agroalimentare italiano che punta sulla qualità e sulla sicurezza”.
Insomma, se da un lato la situazione può apparire buffa, come uno scherzo fatto da qualche “pittore” in vena di burle, in realtà il problema della sicurezza alimentare è serio e può mettere in grave pericolo la salute dei cittadini.

Ben venga quindi una norma che introduca l’obbligo di una chiara indicazione di origine estesa a tutti i prodotti alimentari e non solo alcuni, come avviene oggi. La tracciabilità è un fattore di sicurezza per tutti, poiché permette di risalire alla fonte in caso di problemi.
In più, come chiesto da Federconsumatori, prevedere sanzioni più severe può essere un modo per scoraggiare chi ha intenzione di fare il furbo speculando sulla salute altrui. La stessa Associazione rincara la dose proponendo che, “oltre alle sanzioni di carattere amministrativo, siano disposte delle sanzioni di carattere penale, che prevedano anche la detenzione”.

Dopo lo scompiglio venutosi a creare a seguito del sequestro della ricotta rossa, la ditta produttrice ha fatto sapere che, secondo loro, il problema sarebbe unicamente dovuto al caldo e ora un rappresentante dell’azienda brianzola si dice fiducioso in attesa dei risultati delle analisi a cui stanno provvedendo presso l’Istituto zooprofilattico dell’Università di Sassari.
Bene, aspettiamo anche noi fiduciosi e speriamo che questa volta il rossore sia soltanto dovuto al fatto che la ricotta era un po’ timida, e l’essere stata “scoperta” all’improvviso l’ha fatta avvampare.
(lm&sdp)

Image: © Photoxpress.com

Tratto da LASTAMPA.it

mercoledì, luglio 28, 2010

TORINO: TRE STUPRI IN UNA SETTIMANA


Mentre continua la caccia all'uomo che giovedi' mattina ha violentato una veterinaria di 32 anni al parco della Colletta a Torino. Secondo le ultime indiscrezioni, i carabinieri lo avrebbero identificato in un nordafricano dipendente di un kebab restaurant nel quartiere di San Salvario.

Tuttavia, non e' ancora stato individuato. Nella giornata di oggi i militari potrebbero diffondere l'identikit. Non e' escluso che l'uomo abbia già lasciato la citta'. (ANSA).

Altre due ragazze, ingenuamente cadono nell'ennesimo episodio di violenza subito da donne da parte di uno sconosciuto.

È successo a Torino sabato scorso

Le vittime hanno 18 e 19 anni

Torino

Sembrava un bravo ragazzo quello che avevano conosciuto la scorsa sera in un locale dei Murazzi del Po le due vittime dell’ennesima storia di violenza sessuale accaduta a Torino. Le due ragazze, 18 e 19 anni, hanno conosciuto il giovane, 20 anni, mentre si stavano divertendo in un locale, bevendo alcol. Dopo aver passato la serata (e la nottata insieme a loro) l’uomo si è offerto di portarle a casa in macchina intorno alle 6.30 e le due fanciulle hanno accettato, pur essendo già notevolmente ’brillè. Durante il tragitto il ragazzo si è fermato davanti ad un venditore di panini e bibite: ha offerto alle due altra birra. Lui si è limitato a dare qualche sorsata, le ragazze invece ne hanno bevuta una quantità maggiore. L’uomo ha proseguito quindi il proprio viaggio verso un Comune della prima cintura di Torino, mentre le ragazze, esauste, dormivano in macchina.


L’uomo ha parcheggiato quindi la vettura in un cortile vicino alla propria abitazione, è salito in casa a cambiarsi per essere più comodo (prima indossava i jeans) e, tornato in auto, ha violentato le due ragazze. Non c’è stata penetrazione completa per entrambe ma i referti dell’ospedale Sant’Anna, dove sono state ricoverate successivamente, hanno confermato palpeggiamenti violenti e veri e propri tentativi di stupro parzialmente consumato. Durante la violenza una delle due ragazze ha iniziato a gridare, svegliando la compagna.


L’uomo le ha scaraventate fuori dalla propria auto ed è fuggito. Le due giovani, in stato confusionale, che non riuscivano nemmeno a rendersi conto di dove fossero, hanno chiesto a dei passanti dove si trovassero e hanno chiamato i carabinieri intorno alle 8.30. L’uomo è stato trovato e arrestato per violenza sessuale consumata in luogo pubblico. «Vogliamo dare a tutte le ragazze due consigli - ha dichiarato il capitato Massimo Pesa - il primo è quello di diffidare sempre di conoscenze occasionali, il secondo è di conservare sempre uno stato psicofisico tale da percepire il pericolo».

LASTAMPA.it

martedì, luglio 27, 2010

BELEN RODRIGUEZ:"HO FATTO USO DI COCAINA"

Pochi mesi fa Eurispes e Telefono azzurro, due enti molto vicini alle giovani generazioni, hanno presentato un resoconto di alcune indagini svolte sulle giovani generazioni. Alcuni dati hanno stupito e stupiscono i lettori:
Cosa o chi vuoi ...essere da grande?
A questa domanda i ragazzi e le ragazze indicano modelli provenienti dal mondo dello spettacolo: ormai la laurea e la carriera di altro genere è vista come un traguardo duro e difficile. Solo il 54% esprime il desiderio di laurearsi. I modelli a cui si mira? Valentino Rossi e Belen Rodriguez.

Siamo alla frutta, chi non è ancora anestetizzato dal sistema deve assolutamente muoversi per invertire la rotta.

Cari ragazzi,

non andate continuamente dietro falsi miti, fate attenzione.

Ci viene in mente una canzone di Lorenzo Cherubini in arte "Jovanotti" o "Lorenzo" che nel 1995 scriveva in un testo di una sua canzone (chissà se stai dormendo):
"...sei maggiorenne oggi eh e che cosa è cambiato che puoi firmare le giustificazioni quando avrai "bigiato" ma nella scuola quella senza i libri non ti serve a niente perché da oggi devi stare attenta a tutta questa gente che ti riempie la testa di cose di facce e di miti che non potrai veramente sapere a che cosa sono serviti..."


La showgirl sentita tre anni fa in procura: «Tutti sanno cosa succede lì dentro»
FRANCESCO SPINI

MILANO
Bastano poche frasi a Belen Rodriguez per - in serie - ammettere la propria debolezza con la polvere bianca, mandare al macero una presunta amicizia da rotocalco e incastrare il suo tempio, l’Hollywood. Il 27 marzo di tre anni fa la starlette che i giornali da spiaggia non sanno decidersi se stia o non stia ancora insieme con Fabrizio Corona, si presenta davanti ai magistrati.

E lo dice chiaro e tondo: «Ho fatto uso di cocaina». Dice di averlo fatto «insieme a Francesca Lodo, a casa sua, solo due volte nei primi giorni di gennaio 2007. In entrambe le occasioni la droga me l’ha data Francesca». E ancora: «Non so dove Francesca la prenda, ma sono certa del fatto che ne fa assai uso. Lei mi invitava spesso ad andare nei bagni dell’Hollywood la domenica sera in cui stavamo insieme con tutti i componenti del gruppo Mora, ma io non la seguivo perché temevo l’effetto della cocaina». L’ex letterina, la Lodo, una volta era amica di Belen. Ora la vuol trascinare in tribunale. Non perché Belen la annoveri tra le consumatrici di droga - quello, nei verbali, lo ammette lei stessa: «Che io ricordi ho fatto uso di cocaina all’interno del privé dell’Hollywood almeno tre volte...» -, ma per averla accusata di averle ceduto la droga. «E questo è un reato», spiega il suo legale, Francesco Murgia. Lodo dunque tiene a precisare: «Le dichiarazioni di Belen al riguardo sono da considerarsi false, diffamatorie e calunniose». E annuncia causa «civile e penale» all’ex amica. La quale, con la sua testimonianza, non rende grandi onori alla sua discoteca preferita: «È notorio - spiega la Rodriguez - che all’Hollywood circoli cocaina, un po’ come in altri locali».

È un mondo triste, quello delle veline raccontato nelle pagine di quest’inchiesta. Dice ai magistrati, sempre tre anni fa, la modella brasiliana Fernanda Lessa. «In passato ho fatto uso di cocaina, cosa che non si ripete più da circa tre anni». Poi, evidentemente, ci ripensa, perché agli atti fa scrivere che «tuttavia qualche volta con amici mi capita». E descrive la giungla di questi bei posti: «Ho avuto modo di vedere che circolano anche altre droghe tipo ecstasy o MdMa, che è una sorta di droga liquida che viene mischiata generalmente con l’alcol». Meglio tenere d’occhio le proprie consumazioni al banco, «perché a tua insaputa potevano mettere nel bicchiere la droga». Assicura di sapere «per certo che a tante persone è capitato, in particolare a delle donne».

Anche Alessia Fabiani lo ammette, ma assicura di non averlo mai fatto all’Hollywood, ma nel privè del The Club e nei bagni del bar Frank. Quanto ai controlli, la Lodo spiegava agli inquirenti: «La security l’ho vista raramente davanti ai bagni, anzi sono più le volte che non l’ho vista...».

LASTAMPA.it

Oltre a Belen Rodriguez vengono interrogati dai pm Fernanda Lessa, Francesca Lodo e Alessia Fabiani, Ana Laura Ribas e Aida Yespica, pure il tronista Francesco Arca, en passant. Tutti nomi citati dal driver Pietro Tavallini, già condannato, nei suoi interrogatori. La bestia, la cocaina, e le belle. Che ammettono, con distinguo.

la Repubblica.it

lunedì, luglio 26, 2010

TORINO: GRANAROLO, MOZZARELLA BLU

Il primo caso della mozzarella blu marca Land, prodotta dalla ditta tedesca Milchwerk Jäger acquistata nel discount Eurospin di Rivoli, in corso Susa:
RIVOLI: IL CASO DELLA MOZZARELLA BLU

Torino, sequestrate due confezioni Granarolo

GRAZIA LONGO
TORINO


Da quando, un mese fa, è esploso lo scandalo della mozzarelle blu, l’unica consolazione a cui ci siamo aggrappati è che in fondo si trattava di prodotti tedeschi. E invece no. Non sono sicure neppure quelle italiane: sono appena state scoperte due mozzarelle color puffo, realizzate dal colosso caseario bolognese Granarolo.

La rivelazione è targata Torino. Le mozzarelle con il marchio Granarolo sono state acquistate all’ipermercato Auchan di Rivoli, alle porte del capoluogo piemontese. Il caso è già al vaglio del procuratore Raffaele Guariniello, titolare dell’inchiesta, e gli esami dell’Istituto zooprofilattico confermano che la causa dell’insolita colorazione è sempre lo Pseudomonas fluorescens. Un batterio che tende a virare al blu e che prolifera a velocità e in quantità enorme se esistono carenze igieniche nell’acqua. Non a caso, proprio l’altro ieri, i test microbilogici realizzati dal perito della procura torinese confermano l’uso di acqua sporca per la confezione delle mozzarelle incriminate.

Ma in questo caso avevamo a che fare con le confezioni della ditta tedesca Milchwerk Jäger di Haag, in Alta Baviera. Ora invece l’allarme ci tocca più da vicino ed è messo in crisi uno dei fiori all’occhiello dei prodotti alimentari made in Italy. La Granarolo è una delle società più importanti del settore. Com’è possibile che anche le sue mozzarelle diventino blu? Sulle confezioni sequestrate a Torino c’è scritto chiaramente che viene utilizzato latte italiano. Perché allora hanno la stessa caratteristiche di quelle dell’azienda Milchwerk Jäger? Le indagini sono ancora in corso, tuttavia agli inquirenti risulta un legame tra le due industrie. La Granarolo acquista dalla collega tedesca materiale per «lavorare» alcuni prodotti.

La risposta, quindi, potrebbe forse trovarsi nel passaggio di derivati made in Germany. La stessa Milchwerk Jaeger, tramite l’avvocato ferrarese Gaetano Forte, sottolinea in una nota «la presenza del batterio Pseudomonas fluorescens ha riguardato situazioni di tenore analogo relative anche ad altre aziende dentro e fuori il territorio nazionale». I tedeschi, contestualmente alle indagini dei carabinieri del Nas e della procura torinese, hanno provveduto al ritiro dal mercato delle mozzarelle a rischio.

Resta da vedere come si muoverà ora la Granarolo. Orgogliosi della qualità della loro attività, reclamizzano prodotti buoni e sicuri (chi non ricorda il simpatico slogan della mucca Lola?). Resta da chiarire come si sia potuto verificare lo spiacevole episodio delle mozzarelle blu. Guariniello, quindi, si trova a dover giocare su un doppio tavolo. Quello internazionale, dove sta attendendo una risposta alla richiesta di rogatoria. E quello casalingo, per verificare le responsabilità del caseificio bolognese, di cui è stata già inoltrata notizia alle autorità regionali e ministeriali.

Le ipotesi di reato sono sempre due. La violazione della legge del 1962 sugli alimenti e il commercio di prodotti pericolosi per la salute e la frode in commercio. Finora, sono state iscritte nel registro degli indagati dieci persone: due tedeschi e otto importatori e distributori italiani. Si attendono nuovi sviluppi.

Tratto da LASTAMPA.it

venerdì, luglio 23, 2010

CINA: PETROLIO NEL MAR GIALLO, DISASTRO ECOLOGICO E SOCIALE

In molti conosciamo il disastro ecologico nel Golfo del Messico a causa della falla nel pozzo della BP, ma in quanti sappiamo del disastro ecologico nel Mar Giallo in Cina?

Coperti oltre 430 chilometri quadrati di mare, le coste sommerse da uno strato semisolido alto fino a 20 cm. Chiuse le spiagge, ferma la pesca, distrutti gli allevamenti ittici. E’ polemica per la mancanza di un intervento efficace e per il tentativo di nascondere i danni.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il versamento di greggio nel mare per l’esplosione del 16 luglio al porto di Dalian è molto maggiore di quanto ammesso dalle autorità. La Cina, dopo avere per giorni detto che è tutto sotto controllo, ha riconosciuto che il greggio ha raggiunto le spiagge turistiche, che sono state chiuse.

Huang Yong, vicecapo a Dalian dell’Amministrazione per la Sicurezza marittima della Cina, ha ammesso ieri su una televisione locale che “la dispersione di petrolio porrà una seria minaccia agli animali marini, alla qualità dell’acqua e agli uccelli acquatici”.

La pesca è stata vietata nella zona sino a fine agosto, ma esperti già dicono che ci vorrà molto di più e che i danni sulla fauna acquatica non possono ancora essere calcolati. Anche perché non si ha certezza sulla quantità di greggio finito in mare, indicato all’inizio in 1.500 tonnellate. I fiorenti allevamenti ittici della zona, rinomati anche in Giappone, sono stati devastati dall’onda scura.

L’ammissione in televisione dimostra la gravità della situazione, dopo che per giorni i media statali hanno ripetuto che tutto era sotto controllo e che la macchia di greggio sarebbe stata annullata in pochissimi giorni. Esperti ed ecologisti dicono che è “irresponsabile” coprire l’esatta entità di un disastro che riguarda la vita dell’intera zona.

La macchia nera ieri copriva 430 chilometri quadrati del Mar Giallo e continua a espandersi, nonostante l’abnegazione di centinaia di soldati e residenti che cercano di tamponarla. Ma è polemica anche sulle operazioni di bonifica: il quotidiano Youth Daily riporta lo sfogo di un funzionario, che protesta per la mancanza dell’attrezzatura minima necessaria per recuperare il greggio, “così i nostri lavoratori indossano guanti di gomma e usano bastoni” per immergere pezze di tessuto e assorbirlo. “Questa inefficienza – prosegue – significa che il greggio arriverà alla costa… Questa distesa di petrolio è davvero difficile da pulire in poco tempo”. Sono state versate oltre 23 tonnellate di microrganismi che trasformano gli idrocarburi tossici del greggio in sostanze meno nocive. Il pompiere Zhang Liang 2 giorni fa è caduto in mare ed è morto per il petrolio, ma solo oggi le autorità lo hanno ammesso dopo che era stato denunciato da Greenpace China (Gc).

Zhong Yu, attivista di Gc, ha visitato alcune baie della zona e le ha trovate “quasi del tutto coperte di scuro petrolio”. “Il greggio è semisolido e mezzo liquido ed è vischioso come asfalto”, uno strato alto fino a 20 centimetri. Nei primi giorni le autorità hanno negato che la marea nera minacciasse le coste.

Un video del disastro ambientale in Cina:


Alcune foto:

giovedì, luglio 22, 2010

BARBARESCHI: PDL PARTITO DI SUDDITI DI SILVIO. IL CDA RAI BLOCCA UNA SUA FICTION

"Quando sono venuto qui pensavo che avrei fatto politica, non gli interessi del premier": a parlare è Luca Barbareschi, deputato del Pdl, in un’intervista alla Repubblica, in cui l’attore ammette di non avere «mai creduto granchè nel Pdl: forse si confonde il Pdl che doveva nascere, con Verdini e un gruppo di persone che si fa gli affari propri". Secondo Barbareschi, il coordinatore del Pdl (coinvolto in alcune inchieste) dovrebbe dimettersi.

Sulla legge sulle intercettazioni, inoltre, Barbareschi dice che "la magistratura, dove c’è una macchia, deve avere la possibilità di fare chiarezza".

L’attore-deputato ritiene che il premier sia "mal consigliato", perché deve ancora capire "che cosa vuole fare da grande", se lo statista o l’uomo di comunicazione, perché "tutto non si può fare". E aggiunge che non ci si sta occupando del bene del Paese, riferendosi ai migliaia di licenziati di Telecom, a Mediaset che "frena gli interessi del Paese. Blocca tutto, ne fa una questione di monopolio, controlla la Rai, frena La7".


"Berlusconi gestisce le nomine Rai - aggiunge - fa fatturare alla Rai Endemol che è sua, distrugge le piccole aziende di contenuti".

Qualcosa, secondo Barbareschi, "deve cambiare" perché il presidente del Consiglio "manca di rispetto al Paese e ai lavoratori. E a noi deputati: non possiamo essere trattati come sudditi mentre si trasforma lo Stato in un bordello".

La ritorsione non si fa attendere, subito si cerca di danneggiare colui che esce fuori dal coro...

Rai/ Barbareschi polemizza con Pdl, Cda rinvia ok a sua fiction

Il deputato-produttore: "Sono come Santoro"
Roma, 22 lug. (Apcom) - Scintille all'interno della maggioranza di centrodestra, nella odierna riunione del Cda della Rai. Dopo le polemiche dichiarazioni dell'attore, produttore e deputato Pdl di area finiana Luca Barbareschi contro Silvio Berlusconi, in Cda c'è stata qualche polemica fra i consiglieri di area Pdl Antonio Verro e Guglielmo Rositani (quest'ultimo è un ex An considerato di area 'finiana). "Berlusconi - ha detto stamattina a Repubblica Barbareschi - gestisce le nomine Rai, fa fatturare alla Rai Endemol che è sua, distrugge le piccole aziende". Nell'esaminare il piano fiction, è emerso il problema dell'insufficienza della scheda illustrativa sulla fiction dedicata allo sfortunato maratoneta Dorando Petri, quello che cadde, ormai privo di forze, pochi metri prima del traguardo alle Olimpiadi del 1908 e fu squalificato perché terminò il percorso con l'aiuto di qualche commissario di gara. I consiglieri Verro e Alessio Gorla (Pdl di area Fi), hanno chiesto un approfondimento sul progetto e sulla società di produzione di Barbareschi, cosa che ha suscitato la piccata reazione di Rositani. Verro conferma l'episodio, e rincara la dose, raggiunto telefonicamente dall'Apcom: "E' una pessima abitudine - dice - questa di Barbareschi di esternare insultando la Rai. Lo ha fatto più volte e questo viola il codice etico. Una norma di cui nessuno parla, ma che sono tenuti a rispettare tutti i dipendenti ma anche i fornitori e quanti hanno rapporti a qualsiasi titolo con l'azienda. Non si può prendere i soldi e poi sputare nel piatto dove mangia". Amareggiato Barbareschi, al telefono con Apcom commenta: "E' una cosa straordinaria, meravigliosa, non devo più lavorare, forse devo espatriare. Forse qualcuno non si rende conto che io dò da lavorare a 680 persone all'anno. Sto girando e consegnando altre produzioni alla Rai, poi improvvisamente in consiglio due di Forza Italia hanno dichiarato che la mia azienda non era all'altezza della Rai. Sono come Santoro, ormai epuriamo anche all'interno: va bene, vuol dire - conclude - che devo fermare un set e manderò a casa 100 persone domani mattina...".


La LIBERTA' e la DEMOCRAZIA sono su una nave che sta clamorosamente affondando senza che nesseno riesca ad INTERVENIRE, dal momento che chiunque esprime il proprio dissenso viene messo a TACERE. Il problema è che NOI siamo su questa nave e ci stiamo inabissando con essa.