lunedì, marzo 08, 2010

COMUNE DI TORINO Spa: 5 MILIARDI DI DEBITI

Qualche giorno fa abbiamo parlato dei mega stipendi dei manager delle aziende pubbliche del torinese:

TORINO: Gli stipendioni dei Manager delle nostre Aziende Pubbliche

Ma queste aziende che danno stipendi così elevati alla loro classe dirigente come vanno?
Sono in attivo o in passivo?

Intanto dovete sapere che il Comune di Torino con le 34 società che controlla totalmente o in parte, da Iride a Amiat a Gtt, si pone tra le prime tre aziende del Piemonte con quasi 25 mila dipendenti che costano quasi 1 miliardo l’anno in stipendi e un risultato positivo di una trentina di milioni.

Peccato però che questa "azienda" abbia un debito di circa 5 miliardi di euro sulle spalle.

Ma se hanno tutti questi debiti come mai i loro manager continuano a prendere dei premi sul raggiungimento degli obiettivi?
Il primo obiettivo di una dirigenza non dovrebbe essere quello di avere il bilancio della propria azienda in attivo?

E' anche da segnalare il fatto che il patto di stabilità imposto dal governo comporta un sostanzioso contenimento della spesa che risulterà difficilmente gestibile, sia poiché non sarà possibile fare leva sulle entrate, sia perché alcuni servizi come l'AMIAT hanno ipotizzato un rincaro sostanzioso dei contratti per il futuro.

Siamo curiosi di vedere come il Comune riuscirà a gestire questa situazione e quali voci di bilancio andrà a toccare.



domenica, marzo 07, 2010

LISTE CENTRODESTRA: il Grande Bordello

Su Mediaset finalmente un nuovo Reality Show che sostituirà il famosissimo GF "Grande Fratello": si chiamerà GB "Grande Bordello"... (Con bordello intendiamo "caos" ovviamente...non pensate subito male...)
Al posto del confessionale ci saranno 3 nuovi elementi, la Corte d'Appello, il TAR ed il Consiglio di Stato, dove i concorrenti potranno fare ricorso per quello che ritengono scorretto.
Nella stanza delle sorprese ci saranno delle buste in cui potranno trovare dei decreti da adoperare come jolly.

Vi anticipiamo la prova settimanale della prima puntata: si chiama PDL "Puntualità delle Liste", in nomination sono finiti due concorrenti che non hanno superato la prova: POLVERINI e FORMIGONI.



Dopo questa breve introduzione semiseria, passiamo a commentare la vicenda che di umoristico ha ben poco, soprattutto per la figura che il Popolo della Libertà sta facendo di fronte al proprio elettorato ed agli italiani.

Diverse le vicende che hanno visto protagoniste due delle regioni fondamentali in questa tornata elettorale: Lombardia e Lazio.
Mentre in Lombardia alla fine il TAR ha ammesso la lista Formigoni senza decreti dell'ultimo minuto "salva liste", nel Lazio la faccenda è ben diversa e decisamente più grave.

Presentare le liste in ritardo rispetto alla scadenza prefissata è infatti una mancanza preoccupante sotto diversi aspetti:
come può governare una Regione un partito che non riesce nemmeno a rispettare delle banali scadenza amministrative?

Tutto ciò implica una evidente mancanza di :
-serietà
-competenze
-rispetto per l'elettorato
-organizzazione
-rispetto delle regole : la legge non è uguale per tutti????

Ma la classe dirigente, che...visto il nome....dovrebbe dirigere e agire in base a questi criteri.....dov'era?

Forse si rende a questo punto necessario riflettere se non vi siano delle cose che vanno cambiate e delle teste che vanno tagliate, almeno nel Lazio.

Secondo il nostro pensiero, il governo al posto di emanare un decreto "Salva Liste", avrebbe dovuto agire in modo completamente diverso.

Berlusconi avrebbe dovuto chiedere scusa agli italiani e soprattutto al suo elettorato, per la grave incompetenza della sua classe dirigente.
Dopo di che avrebbe dovuto dialogare con l'opposizione per trovare insieme una soluzione affinchè la competizione elettorale si svolgesse comunque in modo democratico non penalizzando l'elettorato di centrodestra orfano della propria lista principale.
Il centrosinistra avrebbe poi dovuto essere onesto intellettualmente e avrebbero dovuto insieme trovare una soluzione politica.

A volte il centrodestra dovrebbe cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa con umiltà, senza usare la solita l'arroganza di chi detiene il potere.

giovedì, marzo 04, 2010

TORINO: Gli stipendioni dei Manager delle nostre Aziende Pubbliche

Queste le Aziende Pubbliche del Torinese, con tutti i link dei loro siti:

AFC Torino S.p.a (Divisione Cimiteri) leggi
AMIAT (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino)
CAAT (Centro Agro-Alimentare Torino)
FARMACIE COMUNALI TORINO (Gestisce le 34 farmacie comunali di Torino)
GTT (Gruppo Torinese Trasporti)
SAGAT (Gestisce tutta l'area aeroportuale)
SMAT (Società Metropolitana Acque Torino)
SORIS (Società Riscossioni)
TRM (Trattamento Rifiuti Metropolitania)
Virtual Reality & Multimedi Park (Parco tecnologico per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative nella realtà virtuale, nella formazione e nella produzione audiovisiva)

Gli stipendi dei Manager delle Aziende Pubbliche del Torinese
pubblicati su LA STAMPA:

mercoledì, marzo 03, 2010

ALCOL: Un problema serio già a 12 anni


Noi nel marzo 2008 ci impegnammo seriamente contro i vizi adolescenziali: droga, alcol, fumo e gioco d'azzardo.
Chiedendo di fare una campagna contro fumo, droga, gioco ed alcol all’interno delle scuole, con professori (e persone che hanno vissuto questo tipo di problema e ne sono uscite) che spieghino le conseguenze di tali abusi, (la dipendenza fisica, psicologica, i danni per la salute e la famiglia ecc… ecc…), con incontri a tema, che non si fermino ad un evento sporadico, ma siano almeno 4 incontri annuali (1 a trimestre) a partire da ora, per tutti gli anni a seguire.

Poi successivamente nell'aprile 2008 chiedemmo di fare una campagna DON'T DRINK AND DRIVE nelle scuole e sul territorio Collegnese per prevenire le stragi del sabato sera dovute all'alcol.

Le nostre due iniziative pubblicate in passato sul nostro blog

L'amministrazione si espresse in modo negativo su tutte e due le proposte, ma forse leggendo LA STAMPA di oggi non lo farebbe più, perchè commetterebbe l'errore due volte.

Tratto da LA STAMPA


GLI ESPERTI: "BERE NON E' UN VIZIO MA UNA MALATTIA"

Le prime sbronze già a dodici anni

Il 17,6% dei ragazzi di 11-15 anni

consuma alcolici durante le uscite

"Si stordiscono ogni fine settimana"

ROMA

Italiani e alcol: attrazione fatale. I connazionali che esagerano col bicchiere sfiorano il 16%. E a volte si lasciano andare in modo pericoloso: il 34% dei bevitori, soprattutto giovani, pratica almeno una volta a settimana il binge drinking, la moda di bere in maniera compulsiva fino ad ubriacarsi. È il quadro che emerge dalla Relazione al Parlamento che il ministero della Salute ha trasmesso il 14 gennaio scorso ai presidenti di Camera e Senato sugli interventi realizzati da ministero e Regioni in attuazione della "Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati".

Il quadro epidemiologico che emerge dalla Relazione conferma la diffusione, in atto negli ultimi anni, di comportamenti a rischio lontani dalla tradizione nazionale - sottolinea il ministero - quali i consumi fuori pasto, le ubriacature e il binge drinking, soprattutto tra i giovani. Nei confronti dell’Europa, l’Italia presenta una minore prevalenza di consumatori di bevande alcoliche e una minore diffusione del binge drinking.

Tuttavia, fra coloro che consumano alcol, ben il 26% lo fa quotidianamente (il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34% pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28% della media europea).

Inoltre, il 9,4% della popolazione consuma quotidianamente alcol in quantità non moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte dagli organi di tutela della salute. Il binge drinking è diffuso soprattutto tra i ragazzi di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44 (16,9% ).

Per quanto riguarda i giovani, la bassa età del primo contatto con le bevande alcoliche è l’aspetto di maggiore debolezza del nostro Paese nel confronto con l’Europa (in media 12,2 anni di età, contro i 14,6 della media europea).

Nel 2008 il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande alcoliche, in un’età al di sotto di quella legale per la somministrazione e per la quale il consumo consigliato è pari a zero. Tra i giovani di 18-24 anni, maschi e femmine, ha consumato bevande alcoliche il 70,7%, con una prevalenza superiore alla media nazionale.

La tipologia di consumo a rischio prevalente tra i giovani è il consumo fuori pasto, che ha riguardato nel 2008 il 31,7% dei maschi e il 21,3% delle femmine di età compresa fra gli 11 e i 24 anni. Nella stessa fascia di età, il 13,2% dei maschi e il 4,4% delle femmine ha praticato il binge drinking nel corso dell’anno. In particolare, i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 10% dei pazienti in trattamento nei servizi alcologici territoriali del Ssn.

Cattive abitudini che portano inevitabilmente anche ad un aumento degli incidenti stradali. Tra i giovani conducenti si riscontra il più alto numero di feriti e morti negli incidenti stradali (29.672 feriti di 30-34 anni e 432 morti di 25-29 anni nel 2007) e l’ebbrezza da alcol ha rappresentato nel 2007 il 2,09 % del totale di tutte le cause di incidente stradale rilevate. Tra gli anziani over 65, il 48,1% dei maschi e il 13,1% delle femmine consuma alcolici, e in particolare vino, senza attenersi alle linee guida proposte dagli organi di tutela della salute.

martedì, marzo 02, 2010

COLLEGNO: PRONTO FARMACI


Pronto Farmaci
Pronto Farmaci è un servizio rivolto a tutti i cittadini di Collegno che in particolari condizioni non siano in grado di procurarsi le medicine prescritte in ricetta medica.


Orari

Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato 21,00 - 24,00

domenica 9,00 - 22,00


Telefono

011.4032109 - 333.2876139

PDL - BERLUSCONI CONTRO I SUOI: "SONO UNA MANICA DI COGLIONI"


Tratto da LA STAMPA

Berlusconi perde le staffe: "Un branco di incapaci"

Il premier: «Questi non sanno lavorare perchè non sono abituati»

AMEDEO LA MATTINA

ROMA
Ora che la frittata è fatta, e il Pdl nel Lazio deve sperare solo nel ricorso amministrativo per recuperare le sue liste, fioriscono i sospetti e i rumors più fantasiosi. Addirittura che Silvio Berlusconi, sotto sotto, sia contento che Renata Polverini rischi il capitombolo perché troppo amica di Gianfranco Fini e dei «pierini» di Farefuturo. «Come se fossimo dei masochisti e non avessimo tutto l’interesse a far correre i nostri candidati. Se la lista non viene riammessa verrebbe spazzata via un’intera classe dirigente di provenienza Forza Italia», spiega e smentisce Beatrice Lorenzin, deputata superberlusconiana e portavoce del comitato elettorale della Polverini.

Viene pure smentita l’altra versione secondo cui il pasticciaccio romano sia il frutto delle lotte fratricide romane, del gioco delle tre carte con candidati sbianchettati e sostituiti da altri all’ultimo momento utile. Rimane il fatto che la campagna elettorale del centrodestra corre in salita, anche in Lombardia se dovesse rimanere tagliata fuori la lista Formigoni. E tutto quello che è accaduto lascia il Cavaliere «sbalordito, incredulo». Ieri, dopo il Consiglio dei ministri, ha fatto il punto con alcuni ministri (Maroni, La Russa, Ronchi) e il sindaco di Roma Alemanno. E’ stato escluso un intervento legislativo ad hoc per recuperare la lista Pdl nel Lazio (anche perché il Quirinale è contrario e il Capo dello Stato non vuole essere tirato in ballo in questa storia).

Ma la furia di Berlusconi è tracimata in uno sfogo contro i responsabili locali del partito. «Sono una manica di coglioni, dei veri deficienti che non sanno fare bene il loro lavoro perché non sono abituati a lavorare». Il premier non alza spesso la voce e di solito non usa termini volgari. «Ma in questo caso definire coglioni chi ci ha messo in questa situazione - assicura uno dei più stretti collaboratori di Berlusconi - è sacrosanto...». E un po’ di guai li sta passando Guido Podestà, coordinatore lombardo ex Fi, per le firme irregolari contestate dai Radicali (la vera «bestia nera» del centrodestra in questa tornata elettorale). Quelli di An a Milano dicono che appena Ignazio La Russa non si è occupato delle cose organizzative è successo il patatrac.

Sono piccoli fendenti che però richiamano le grandi tensioni nel Pdl tra Berlusconi e Fini. «Danno il senso - sostiene Osvaldo Napoli, riferendosi ai fatti di queste ore - come di una dissipazione e di una stanchezza, manifestazioni tipiche di quelle stagioni in cui la politica smarrisce o vede appannarsi le proprie ragioni e si risolve in una lotta quotidiana di potere». I berlusconiani mettono sul banco degli imputati il presidente della Camera e plaudono alla nomina di Daniela Santanché a sottosegretaria per l’Attuazione del Programma: l’ingresso nel governo della «pasionaria anti-islam» è considerato uno schiaffo in faccia a Fini, che la voleva emarginata. Ma per il premier questo non è il momento di polemizzare.

A chi ieri lo ha sentito ha detto che bisogna impegnarsi nella campagna elettorale senza risparmio di energie. Anche nel Lazio, accanto a Renata Polverini, perché la battaglia in questa Regione ha una valenza nazionale. Lo ha promesso ieri al sindaco Alemanno e alla stessa candidata finiana (è prevista un'iniziativa a sorpresa nei prossimi giorni). «Ci metterò la faccia in queste regionali e come sempre alla fine i voti li prenderò io». Berlusconi vuole trasformare l’appuntamento di fine marzo in «un referendum pro o contro» se stesso, la sua immagine, la sua azione di governo. Ed è convinto della vittoria, pure in quelle Regioni come il Piemonte dove il risultato è in bilico. Poi, a urne chiuse, si faranno i conti con chi rema contro, cioè il solito Fini attratto dalle «sirene centriste» di Casini e Pisanu. E il Pdl non sarà più lo stesso, con il tira e molla sui candidati, le correnti, le «finte fondazioni». Sono questi gli umori che i falchi berlusconiani attribuiscono al leader, che adesso però chiede a tutti di lavorare ventre a terra per vincere le regionali.


Forse sarebbe meglio controllare tutte le dirigenze regionali e provinciali per capire se veramente gli incapaci sono solo in quel di ROMA e del LAZIO o anche in altre realtà.

lunedì, marzo 01, 2010

PIEMONTE - HELP DONNA: PER NON ESSERE MAI SOLA, PER LA TUA SICUREZZA

Help Donna è un servizio di teleassistenza su cellulare per le donne sopra i 18 anni residenti a Torino.

Un modo facile e sicuro, attivo ventiquattr'ore al giorno tutti i giorni dell'anno, nella città di Torino (Progetto Pilota), per far intervenire rapidamente amici o parenti e, in caso di bisogno, le forze dell'ordine.

Un servizio garantito dalla Regione Piemonte, gratuito, adatto a qualunque modello di cellulare e gestore, con carta sim attiva e chiamata rapida.

5: IL TUO NUMERO IN ROSA Registrati e attiva il servizio gratuito di assitenza. Quando ti troverai in una situazione di emergenza o di pericolo, premendo il tasto 5 del tuo telefonino verrai immediatamente richiamata e riceverai l'aiuto di cui hai bisogno.
In caso di necessità la persona cha ha attivato il servizio, tenendo premuto il tasto 5 per pochi secondi, effettua una chiamata rapida in automatico dal proprio cellulare ad un Centro Servizi dedicato. Contemporaneamente il sistema invia gli sms alle persone di fiducia precedentemente indicate. Il Centro Servizi chiama immediatamente la richiedente e in base alla gravità della situazione presta la migliore assistenza possibile. In caso di necessità avvertirà direttamente le forze dell'ordine.

COME SI ATTIVA
In pochi passi potrai avere Help Donna attivo sul tuo cellulare e sentirti protetta.

Hai un iPhone? Scarica l'applicazione ufficiale di Help Donna ed accedi rapidamente al servizio.(download)

A CHI SERVE
Help Donna è un servizio gratuito offerto da Regione Piemonte e dedicato a tutte le donne con più di 18 anni e residenti nel Comune di Torino.

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