giovedì, novembre 11, 2010

COLLEGNO: C.SO FRANCIA CHIUSO AL TRAFFICO IN DATA 14 NOVEMBRE 2010

14 novembre: "Turin Marathon" chiuso al traffico c.so Francia (carreggiata da Rivoli a Torino e attraversamenti) - dalle ore 10.00.

  
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mercoledì, novembre 10, 2010

COLLEGNO: SVINCOLO TANGENZIALE CHIUSO PER LAVORI DAL 10 NOVEMBRE

Collegno - Viabilità "Chiuso per lavori dal 10 novembre lo svincolo di Collegno sulla Tangenziale di Torino".

Mappa:
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Comunicato Stampa:
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IL GOVERNO CADE TRE VOLTE, FLI VOTA CON L'OPPOSIZIONE

 
ROMA (Reuters) - Il governo è stato battuto tre volte nelle votazioni alla Camera dove è in corso l'esame delle mozioni sulle intese con la Libia per il respingimento degli immigrati clandestini.

In tutte e tre le votazioni è stato determinante il voto di Futuro e libertà, il gruppo guidato dal presidente della Camera Gianfranco Fini.

Prima l'aula ha votato, con il parere contrario del governo, un emendamento del Pd alla mozione di maggioranza.

A quel punto la maggioranza ha deciso di ritirare il testo, ma Futuro e libertà ha fatto propria la mozione.

Il testo è stato quindi approvato, contro il parere del governo.

Poco prima però, l'aula aveva votato a favore anche di una mozione presentata dall'Udc, sempre in contrasto con l'orientamento dell'esecutivo.

Tratto da REUTERS ITALIA

martedì, novembre 09, 2010

COLLEGNO: BANDO PUBBLICO "INVESTI SUL LAVORO", 10 TIROCINI FORMATIVI

Bando Pubblico di selezione per il progetto "Investi nel lavoro" di n. 10 tirocini formativi e di orientamento, in azienda - entro le ore 12.00 dell’8 novembre 2010
 
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giovedì, novembre 04, 2010

IL CONSIGLIERE DI FILIPPO RESPONSABILE FLI SETTORE GIOVANI PER TORINO E PROVINCIA

L'estate scorsa il Consigliere Comunale di Collegno Andrea Di Filippo prima di partire per le vacanze decise di comprare e portare con se il libro del Presidente della Camera On. Gianfranco Fini "IL FUTURO della LIBERTA' " e leggerlo attentamente per capirne il pensiero, non sapendo che pochi mesi più tardi sarebbe diventato il responsabile giovanile di Torino e Provincia dell'omonimo partito "FUTURO e LIBERTA' per l'ITALIA".

Il Consigliere Comunale Andrea Di Filippo in aeroporto prima di partire per le vacanze.

Di seguito riportiamo il comunicato stampa dell'On.Maria Grazia Siliquini relativo all'assetto del Partito "Futuro e Libertà per l'Italia" in Piemonte: con orgoglio evidenziamo la presenza nello staff di un collegnese doc, il Consigliere Comunale Andrea Di Filippo che è stato nominato responsabile del settore giovanile ed al quale porgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro.


FLI – COMITATO REGIONALE DI COORDINAMENTO PIEMONTE 1 – TORINO E PROVINCIA


COMUNICATO STAMPA


Siliquini (FLI): “ALLA GUIDA DI FUTURO E LIBERTA’ PER L’ITALIA IN TORINO E PROVINCIA (COLLEGIO PIEM.1) PER UNA NUOVA STAGIONE POLITICA IN PIEMONTE” TORINO


4 NOV. 2010 – Maria Grazia Siliquini, componente del comitato regionale di coordinamento di FLI per il Piemonte, insieme all’On.le Rosso e al Sen. Menardi, e unica responsabile di FLI per Torino e provincia (Collegio Piemonte 1), ha dichiarato: “Nel presentare oggi altri amministratori locali che hanno scelto di aderire a FLI a Torino e Provincia, formulo a loro il mio benvenuto e quello di tutti gli aderenti al nostro movimento sul territorio, con l’augurio di buon lavoro per il prossimo futuro. La mia attività su Torino e Provincia continuerà come abbiamo fatto in questi mesi, partendo dal grande lavoro svolto dai circoli in Piemonte. Si apre una nuova stagione per la politica piemontese: da oggi FLI, infatti, è presente anche al Comune di Torino, ed è guidata dal capogruppo Avv. Ennio Galasso, consigliere autorevole e apprezzato dalla comunità torinese, che ha scelto di condividere con noi questo percorso”.

L’On.le Siliquini ha dichiarato, ancora: “In qualità di coordinatrice responsabile del Piemonte 1 (Torino e Provincia) lavorerò con Raffaele Corapi, che ho indicato quale vice coordinatore di Torino e Provincia, già consigliere comunale e attuale coordinatore della consulta del lavoro FLI.
E’ stato costituito l’ufficio comunicazione territoriale relativo a Torino e provincia, coordinato dall‘Avv. Gianluca Pontalto -già responsabile provinciale di Generazione Italia- che è stato chiamato a svolgere il ruolo di portavoce unico di FLI sul territorio. L’ufficio stampa, è stato affidato al consigliere circoscrizionale del comune di Torino Angelo D’Acunto, che è pertanto il responsabile della comunicazione per FLI”.

“L’avvio dell’organizzazione del comitato del settore giovanile di FLI per Torino è stata affidata al consigliere comunale di Collegno Andrea Di Filippo e al consigliere circoscrizionale del comune di Torino Angelo D’Acunto, coordinati da Edoardo Zarrillo ed Elena Isella, già militanti -questi ultimi- in Generazione Italia”.

“Il lavoro che abbiamo affrontato sin da aprile 2010 in Piemonte -ha dichiarato Siliquini – ha portato la nostra regione ad essere una tra quelle più attive e recettive a livello nazionale: ai primi di ottobre avevamo 45 amministratori locali che avevano dichiarato la loro appartenenza a FLI, costituendo il gruppo nel consiglio di appartenenza. Oggi, raggiungiamo quasi la quota 100, già attivi in Generazione Italia e che confluiranno in FLI, e il trend è in aumento. Ma la risposta più straordinaria, avuta in questi mesi, è quella proveniente dal territorio, con i circoli di Generazione Italia e Area Nazionale (i due movimenti di area finiana) che -ad oggi in tutta la regione- sono oltre 80, ai quali si aggiungono centinaia di iscritti con adesioni spontanee tramite il web: un successo dal quale oggi vogliamo partire per affrontare le sfide elettorali del futuro che ci attendono a Torino e provincia.”

“Il Piemonte -ha proseguito Siliquini- si presenterà alla prima convention di Futuro e Libertà per l’Italia, in programma a Perugia sabato 6 e domenica 7, con un proprio documento, elaborato dagli iscritti e dai circoli, che porrà la “questione del nord“ tra le priorità da inserire tra le tematiche che andranno a comporre il manifesto programmatico di FLI che verrà elaborato in questa occasione, oltre ai temi relativi alla sicurezza, alla salute, all’occupazione, quelli legati al nostro territorio e alle comunità montane, sino alle proposte per lo statuto di FLI.

mercoledì, novembre 03, 2010

GTT: CONTRIBUTO PER TRASPORTO, BIENNIO SCUOLE SUPERIORI



3 dicembre 2010 – ultimo giorno per presentare la richiesta di contributo

    * lettera alle famiglie
    * modulo

info:  
Villa Comunale – Via Torino 9 – 10093 Collegno
Tel. 011/401.58.52-53-69 Fax 011/401.58.74
e-mail: claudio.giordana@comune.collegno.to.it
 
Orario: 
Lunedì: 8,30 – 13,00; 
Giovedì: 9,00 – 17,00; 
Venerdì: 9,00 – 12,00

martedì, novembre 02, 2010

FACEBOOK: LA POLIZIA CI SPIA

di Giorgio Florian 
(28 ottobre 2010)

Un patto segreto con il social network. Che consente alle forze dell'ordine di entrare arbitrariamente e senza mandato della magistratura in tutti i profili degli utenti italiani. Lo hanno appena firmato in California

Negli Stati Uniti, tra mille polemiche, è allo studio un disegno di legge che, se sarà approvato dal Congresso, permetterà alle agenzie investigative federali di irrompere senza mandato nelle piattaforme tecnologiche tipo Facebook e acquisire tutti i loro dati riservati. In Italia, senza clamore, lo hanno già fatto. I dirigenti della Polizia postale due settimane fa si sono recati a Palo Alto, in California, e hanno strappato, primi in Europa, un patto di collaborazione che prevede la possibilità di attivare una serie infinita di controlli sulle pagine del social network senza dover presentare una richiesta della magistratura e attendere i tempi necessari per una rogatoria internazionale. Questo perché, spiegano alla Polizia Postale, la tempestività di intervento è fondamentale per reprimere certi reati che proprio per la velocità di diffusione su Internet evolvono in tempo reale.

Una corsia preferenziale, insomma, che potranno percorrere i detective digitali italiani impegnati soprattutto nella lotta alla pedopornografia, al phishing e alle truffe telematiche, ma anche per evitare inconvenienti ai personaggi pubblici i cui profili vengono creati a loro insaputa. Intenti forse condivisibili, ma che di fatto consegnano alle forze dell'ordine il passepartout per aprire le porte delle nostre case virtuali senza che sia necessaria l'autorizzazione di un pubblico ministero. In concreto, i 400 agenti della Direzione investigativa della Polizia postale e delle comunicazioni potranno sbirciare e registrare i quasi 17 milioni di profili italiani di Facebook.

Ma siamo certi che tutto ciò avverrà nel rispetto della nostra privacy? In realtà, ormai da un paio d'anni, gli sceriffi italiani cavalcano sulle praterie di bit. Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e persino i vigili urbani scandagliano le comunità di Internet per ricavare informazioni sensibili, ricostruire la loro rete di relazioni, confermare o smentire alibi e incriminare gli autori di reati. Sempre più persone conducono in Rete una vita parallela e questo spiega perché alle indagini tradizionali da tempo si affianchino pedinamenti virtuali. Con la differenza che proprio per l'enorme potenzialità del Web e per la facilità con cui si viola riservatezza altrui è molto facile finire nel mirino dei cybercop: non è necessario macchiarsi di reati ma basta aver concesso l'amicizia a qualcuno che graviti in ambienti "interessanti" per le forze dell'ordine.

A Milano, per esempio, una sezione della Polizia locale voluta dal vicesindaco Riccardo De Corato sguinzaglia i suoi "ghisa" nei gruppi di writer, allo scopo di infiltrarsi nelle loro community e individuare le firme dei graffiti metropolitani per risalire agli autori e denunciarli per imbrattamento. Le bande di adolescenti cinesi che, tra Lombardia e Piemonte, terrorizzano i connazionali con le estorsioni, sono continuamente monitorate dagli interpreti della polizia che si insinuano in Qq, la più diffusa chat della comunità. Anche le gang sudamericane, protagoniste in passato di regolamenti di conti a Genova e Milano, vengono sorvegliate dalle forze dell'ordine. E le lavagne degli uffici delle Squadre mobili sono ricoperte di foto scaricate da Facebook, dove i capi delle pandillas che si fanno chiamare Latin King, Forever o Ms18 sono stati taggati insieme ad altri ragazzi sudamericani, permettendo così agli agenti di conoscere il loro organigramma.

Veri esperti nel monitoraggio del Web sono ormai gli investigatori delle Digos, che hanno smesso di farsi crescere la barba per gironzolare intorno ai centri sociali o di rasarsi i capelli per frequentare le curve degli stadi. Molto più semplice penetrare nei gruppi considerati a rischio con un clic del mouse. Quanto ai Carabinieri, ogni reparto operativo autorizza i propri militari, dal grado di maresciallo in su, ad accedere a qualunque sito Internet per indagini sotto copertura, soprattutto nel mondo dello spaccio tra giovanissimi che utilizzano le chat per fissare gli scambi di droga o ordinare le dosi da ricevere negli istituti scolastici. Mentre, per prevenire eventuali problemi durante i rave, alle compagnie dei Carabinieri di provincia è stato chiesto di iscriversi al sito di social networking Netlog, dove gli appassionati di musica tecno si danno appuntamento per i raduni convocando fans da tutta Europa. A caccia di raver ci sono anche i venti compartimenti della Polizia postale e delle comunicazioni, localizzati in tutti i capoluoghi di regione e 76 sezioni dislocate in provincia.


"Il nostro obiettivo è quello di prevenire i rave party prima che abbiano inizio", spiegano, "e per questo ci inseriamo nelle comunicazioni tra organizzatori e partecipanti, nei social network, nei forum e nei blog". Così può capitare che anche chi ha semplicemente partecipato ad una chat per commentare un gruppo musicale finisca per essere radiografato a sua insaputa.

In teoria queste attività sono coordinate dalle procure che conducono le indagini su singoli fatti o su fenomeni più ampi. I responsabili dei social network non ci tengono a farlo sapere e parlano di una generica offerta di collaborazione con le forze dell'ordine per impedire che le loro piattaforme favoriscano alcuni delitti.

Un investigatore milanese rivela a "L'espresso" che, grazie alle autorizzazioni della magistratura, da tempo ottiene dai responsabili di Facebook Italia di visualizzare centinaia di profili riservati di altrettanti utenti, riuscendo persino ad avere accesso ai contenuti delle chat andando indietro nel tempo fino ad un anno. Chi crede di aver impostato le funzioni di riservatezza in modo da non permettere a nessuno di vedere le foto, i post e gli scambi di messaggi con altri amici, in realtà, se nel suo gruppo c'è un sospetto, viene messo a nudo e di queste intrusioni non verrà mai a conoscenza.

E non sempre l'autorità giudiziaria viene messa al corrente delle modalità con cui vengono condotte alcune indagini telematiche. Un ufficiale dei Carabinieri, che chiede di rimanere anonimo, ammette che certe violazioni della legge sulla riservatezza delle comunicazioni vengono praticate con disinvoltura: "Talvolta", spiega l'ufficiale "creiamo una falsa identità femminile su Fb, su Msn o su altre chat, inseriamo nel profilo la foto di un carabiniere donna, meglio se giovane e carina, e lanciamo l'esca. Il nostro carabiniere virtuale tenta un approccio con la persona su cui vogliamo raccogliere informazioni, magari complimentandosi per un tatuaggio. E in men che non si dica facciamo parte del suo gruppo, riuscendo a diventare "amici" di tutti i soggetti che ci interessano".

Di tutta questa attività, spiega ancora l'ufficiale, "non sempre facciamo un resoconto alla procura e nei verbali ci limitiamo a citare una fantomatica fonte confidenziale". Da oggi, in virtù dell'accordo di collaborazione con Mark Zuckerberg siglato dalla Polizia, chi conduce queste indagini potrà fare a meno di chiedere avvisare un magistrato perché "la fantasia investigativa può spaziare", prevede un funzionario della Polposta, "e le osservazioni virtuali potranno essere impiegate anche in indagini preventive".