martedì, marzo 17, 2009

COLLEGNO: Il TAR ferma il Campo da Golf al Parco della Dora

Il Tar di Torino ha dato ragione al Comune di Collegno e ha bloccato la realizzazione di un campo da golf all’interno del parco della Dora. La nuova struttura sportiva, che avrebbe dovuto essere realizzata dalla società "Collegno 2000" in prossimità dell’ex ricovero femminile per malati di mente di Savonera, che presto verrà ristrutturato dalla stessa azienda per realizzarvi un albergo, andrebbe infatti contro le direttive del piano regolatore, che prevede che quei terreni abbiano destinazione di parco agro-naturale.
Per questa ragione l’amministrazione comunale aveva dato il proprio diniego nella procedura di sportello unico e la società privata aveva effettuato il ricorso al Tribunale amministrativo, che però le ha dato torto. «Per noi è una vittoria importante - afferma il sindaco Silvana Accossato - Eravamo molto tranquilli anche prima perchè il piano regolatore è molto chiaro su quell’area, ma ora la sentenza e le sue motivazioni ci confortano ancora di piu».

La maggioranza deciderà di cambiare il piano regolatore per permettere la realizzazione del campo da golf o il Parco della Dora rimarrà veramente un Parco Agro-Naturale?

Ma il Sindaco non è laureato con 110 e lode in AGRARIA (AGRONOMIA e COMMERCIO :-) :-) )?

Dal suo sito:
“…Per lungo tempo ho pensato di proseguire gli studi a Psicologia, forse affascinata anche dalla situazione manicomiale collegnese e dagli sviluppi che porteranno poi alla Riforma Basaglia, ma dover cambiare città – allora la facoltà aveva sede a Padova – e i costi conseguenti da tale scelta mi fecero desistere. Un insegnante di scienze, a quel punto, mi sottolineò il fatto che l’agronomia sarebbe stata la scienza del futuro e io, legata anche alle origini contadine della mia famiglia, mi convinsi a iscrivermi ad Agraria”.
(Ricordiamo a Silvana che ci sono anche persone che l'università non riescono a farla per problemi economici famigliari - aggiunta nostra).

L’11 novembre del 1982 Silvana si laurea con 110 e lode.

110 e lode in AGRARIA, mica fichi secchi... avete capito?!?!



NOI COME DA SEMPRE SAPETE
SIAMO FERMAMENTE CONTRARI A QUESTO PROGETTO DEL CAMPO DA GOLF!!!

SPERIAMO VIVAMENTE CHE IL PARCO RIMANGA NATURA COME NELLE IMMAGINI QUI SOPRA!!!

Ma poi il GOLF è uno sport popolare? Informatevi sui costi di questo sport e capirete...

ROM: APPARTAMENTI - Fate ATTENZIONE se vedete questi simboli

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Cari Collegnesi e non,
se vedete questi simboli vicino ai vostri appartamenti, questo è il loro significato:

SEMPRE IN GUARDIA

lunedì, marzo 16, 2009

ATTENZIONE STRADA DISSESTATA: VIA ALPIGNANO - LARGO GRANDE TORINO

Un nostro attento cittadino ci segnala che in Via Alpignano altezza Largo Grande Torino la strada è dissestata e pericolosa (Buca).
L'amministrazione provvede mettendo due birilli. Tanto da sembrare un tiro del bowling non andato a buon fine, lasciando in piedi due birilli, facendo quindi uno SPLIT. Si spera che nella nottata nessuno faccia SPARE, cioè STRIKE al secondo tentantivo!!!

CHIEDIAMO DI RIPARARE AL PIU' PRESTO QUEL TRATTO DI STRADA e nel frattempo di SEGNALARLO IN MANIERA MIGLIORE!!!




SPERIAMO CHE NESSUNO CI RIESCA!!!


domenica, marzo 15, 2009

ETERNIT: L'amministrazione risponde - ASILO TORTELLO, VIA VERDI e VIA TORINO

L'amministrazione risponde alle preoccupanti richieste dei cittadini in merito all'ETERNIT su alcuni edifici.

ASILO TORTELLO
L'Eternit c'è, le mamme avevano ragione, ma l'amministrazione dice che:


VIA TORINO 27 - 29 e VIA VERDI 3
L'amministrazione non sa darci una risposta precisa e dice che si accerteraà con le proprietà.
NOI CHIEDIAMO di farlo RAPIDAMENTE e se ci fosse ETERNIT di fare intervenire l'ente preposto per verificarne le condizioni cioè l'ARPA.

giovedì, marzo 12, 2009

Giorgia Bollati: la ragazza accoltellata dal folle è fuori pericolo!

Giorgia: volevo difendere mio padre

La ragazza: ho tirato al folle un libro
TORINO
È stata sentita oggi per circa un’ora all’ospedale Giovanni Bosco di Torino, dove è ricoverata, la 16enne che lunedì è stata accoltellata sotto casa da uno squilibrato che ha aggredito anche il padre di lei uccidendolo. Agli uomini della squadra mobile la ragazza ha fatto un racconto piuttosto lucido e puntuale di quanto ricorda di quei tremendi istanti poco prima di venire colpita da due fendenti.

La giovane ha detto che lei e il padre avevano appena parcheggiato sotto casa e che lei era già scesa dall’auto quando ha visto uno sconosciuto avvvicinarsi al padre ancora seduto al posto di guida. Ha capito che qualcosa non andava e ha fattto il giro dell’auto per raggiungere il padre. Vedendo che lo sconosciuto lo stava strattonando la ragazza ha tirato il vocabolario che aveva con se, essendo appena tornata da scuola, contro l’aggressore che si è girato verso di lei e le ha dato due coltellate.

Questo il racconto fatto dalla 16enne che a quel punto si è accasciata a terra. È qui che i suoi ricordi finiscono. E sempre oggi si è svolta anche l’udienza di convalida dell’arresto dell’aggressore che è stato sentito davanti al pm e al giudice che ha secretato gli atti riservandosi la decisione. Domani sarà invece eseguita l’autopsia sul corpo della vittima.

http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200903articoli/9764girata.asp

Giorgia ha saputo la verità

Accanto alla ragazza ferita, mamma e zia. E lei alla notizia è scoppiata a piangere
GRAZIA LONGO
TORINO
Glielo hanno detto la mamma e la zia: «Papà, non ce l’ha fatta». E lei è scoppiata a piangere. È di lui, esclusivamente di lui, che Giorgia Bollati ha chiesto ieri pomeriggio appena svegliata dall’anestesia.

Accanto a lei c’erano la madre, Laura, e la zia Elisabetta, sorella di Lorenzo Bollati. All’inizio hanno preso tempo: «Papà è gravissimo, non ce la fa a muoversi e per questo non è qui accanto a te» l’hanno rassicurata. Poi però, d’accordo con le psicologhe della Rianimazione dell’ospedale San Giovanni Bosco, hanno deciso che era giusto raccontarle la verità. «Perché Giorgia ha il diritto di piangere tutte le lacrime che ha nel cuore - dice la zia - come ha il diritto di potersi fidare di noi adulti. Mentirle oltre non avrebbe avuto alcun senso».

Ma anche la verità va dosata quando c’è di mezzo un dolore così profondo e lancinante. Va raccontata per gradi, anche se nell’arco di poco tempo. E così è stato.

«Tesoro, papà si sta aggravando», le hanno detto per prepararla. Giusto il tempo che potesse realizzare quello che stava per sentire e poi: «Papà non ce l’ha fatta». Ha pianto tanto Giorgia. Ha ricordato il momento dell’aggressione: lei accoltellata per prima, il padre subito dopo mentre cercava di difenderla dalla furia del folle.

Soltanto alla fine ha pensato a se stessa. «Io ce la farò?», ha domandato con un tono simile a una preghiera. Le è bastato guardare il sorriso della mamma e della zia, prima ancora di ascoltare la risposta. Giorgia Bollati è salva, anche se ha il cuore a pezzi. Legatissima al padre, condivideva con lui la passione per gli animali. Non a caso il sogno di questa sedicenne, studentessa liceale modello, è quello di diventare una biologa marina.

Un desiderio finora alimentato dal padre. Ma che oggi, forse, ha una ragione più per diventare realtà.

http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200903articoli/9764girata.asp


"Capisco il dolore della famiglia ma non si poteva arrestare quell’uomo"
Quattro domande a Giancarlo Caselli, procuratore di Torino
R.Z.
TORINO
Procuratore Caselli, non tutti riescono a capire come sia potuta accadere una tragedia come quella in via Monte Rosa. Può dirci a che punto sono le indagini?
«Per ovvie ragioni di riservatezza non posso svelare elementi dell’indagine. Posso però dire che la situazione è ancora fluida per mancanza o insufficienza di alcuni tasselli che la procura e la polizia giudiziaria stanno cercando di ricomporre».
Ma i fatti fin qui ricostruiti, che cosa raccontano?
«Parlano di un terribile intreccio di fatalità, coincidenze perverse e dell’esplosione di uno stato mentale disturbato. Un’esplosione tragica».
Ma quell’esplosione non era prevedibile, non poteva essere in qualche modo adeguatamente fronteggiata?
«La risposta a questo tipo di domande è sempre molto difficile e lo è anche in questo caso. Un principio di risposta può essere che le persone strane, come quelle che danno segnali di una certa pericolosità, non le si può arrestare solo per questa loro stranezza, almeno fino a quando non compiono un reato».
E in questo caso specifico?
«Il dolore e la rabbia dei familiari delle vittime sono del tutto comprensibili, logici e naturali. Per questo stiamo facendo tutto quanto è possibile per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Per ora, però, non è emerso che prima dell’omicidio ci sia stato un fatto per il quale fosse possibile l’arresto».

http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200903articoli/9763girata.asp

mercoledì, marzo 11, 2009

Collegno: Regina Margherita - Furti, Vandalismo e Teppismo continuano...

Un nostro neo concittadino...
Da un paio di mesi vivo a Collegno, in via Cantore. Ti segnalo che la notte tra sabato e domenica in via Baracca, lì dietro via Cantore, mi han bucato le gomme della macchina (due, anteriore e posteriore sinistra). A quanto pare non è una novità, è già successo anche ad altre persone. Sempre lì ad una persona le gomme le hanno direttamente portate via. Ad un altro han rubato direttamente l'auto (informazione raccolte tramite il portiere del mio stabile e chiedendo ad un negozio lì di fronte di ricambi auto).

Me le han bucate bene, in modo che non si potessero riparare, mi ha detto il gommista che han fatto diversi buchi con una siringa, lateralmente.

Ciao e grazie per il tuo impegno civile!

Un altro nostro cittadino...
Per chi non lo sapesse, in Via Oberdan continuano a tagliare le ruote delle auto e per di più sabato notte qualcuno ha forzato la sarranda dell'asl...

LA MACCHINA DEL CAPO C'HA UN BUCO IN UNA GOMMA!!!
E NOI L'AGGIUSTEREMO CON IL CHEWING GUM



Apriamo una fabbrica di CHEWING GUM, magari a fianco della nuova IKEA...

Però chi sarà a custruirla???
Ricordiamo solo che siamo nella Collegno del 2009 non più nella Collegno del 2000!!!

martedì, marzo 10, 2009

TORINO: Si muore anche così...

Uccide un uomo e ferisce gravemente la figlia. Era appena stato denunciato dai carabinieri
MASSIMO NUMA, GRAZIA LONGO


TORINO

Alle 12,10 un uomo con barba lunga e camicia a quadretti si presenta alla caserma dei carabinieri in corso Giulio Cesare, periferia di Torino. Dice: «Sono perseguitato, l’ndrangheta ce l’ha con me, gli extracomunitari mi odiano. Guardi maresciallo, ho cercato di farmi del male, ma non ho avuto il coraggio di andare fino in fondo».

L’arma
Antonio Olivieri ha 43 anni: pugliese di Lucera, incensurato, è disoccupato da sempre. Sui polsi tagli superficiali. Il maresciallo nota un coltello col manico di legno che spunta da una tasca dei jeans. Lo sequestra, è lungo 28 cm. Scatta la denuncia a piede libero per porto abusivo di arma da taglio. Olivieri farnetica ma sembra tranquillo. Il maresciallo chiama il 118, arriva un’ambulanza. Sul primo referto si parla di «persona in stato confusionale». Sembra una storia di routine ma Olivieri sta per trasformarsi in assassino. In corpo ha tre Campari e gin. È reduce da una mattinata da incubo. L’anziana madre Carmina Di Domenico non gli ha aperto la porta di casa, quartiere Barriera di Milano. È terrorizzata, non vuole più vederlo, nasconde i coltelli: la sera prima ha tentato di strangolarla.

La fuga
Olivieri arriva in ambulanza al pronto soccorso del San Giovanni Bosco. Sono le 12,35. È registrato come «codice verde», paziente non grave, in lista d’attesa. Passa mezz’ora. Succede qualcosa, un cortocircuito. L’uomo esce correndo dal pronto soccorso, raggiunge il cancello e piega a destra verso via Monte Rosa. Il destino lo fa incrociare con una Panda rossa, ferma in seconda fila. Seduta sul lato passeggero c’è una ragazza bionda di 16 anni, Giorgia, studentessa del liceo Segrè. Olivieri apre la portiera e le punta addosso un coltello da macellaio, il secondo della giornata: dove se lo sia procurato è un mistero. Dice: «Scendi, ho bisogno della macchina». Questione di secondi, la ragazza obbedisce. Scende, cerca di scansare la lama, gli lancia contro lo zaino rosa ma è colpita 5 volte all’addome. Il padre, Lorenzo Bollati, 46 anni, grafico pubblicitario, è alla guida: si precipita in difesa della figlia. Viene colpito anche lui, un fendente gli recide la giugulare. Si accascia a fianco di Giorgia che ancora urla e chiede aiuto. Un testimone: «Ho visto quella ragazza trafitta da una pioggia di coltellate, il padre ha tentato invano di salvarla». Dal balcone, la nonna della ragazza assiste alla scena: «Li aspettavo - racconta - avrebbero dovuto pranzare a casa mia, ero sul balcone. Quell’uomo che accoltella la mia Giorgia, lo zaino che cade a terra. Mio genero che scende dalla Panda, lo raccoglie e lo lancia contro l’assassino. Ma quello non si è fermato. Anzi, si è accanito ancor di più contro Lorenzo. Lo ha colpito più volte, alla pancia, alla gola. Urlavo “pietà, pietà”, invano». Lorenzo Bollati muore pochi minuti dopo in sala operatoria. Giorgia, operata per 6 ore, è in prognosi riservata. «Lui è morto per salvarla, e ancora non so se lei riuscirà a sopravvivere», dice Laura, la moglie.

L’arresto
Olivieri si allontana prima correndo, poi camminando. È intercettato dai vigili urbani, una donna in divisa l’insegue, c’è un contatto violento. Il coltello finisce sotto un’auto parcheggiata. Poi due carabinieri di pattuglia lo ammanettano. La storia sanguinosa di Antonio Olivieri, il folle con il coltello, finisce qui. Chiuso in una cella di sicurezza cammina avanti e indietro, in preda a una frenesia incontrollabile. Non ha più i vestiti sporchi di sangue, è in tuta blu. Neanche una parola, nemmeno di fronte al pm Bascheri.



L'unica cosa che si può provare è una tristezza infinita ed una rabbia immensa...

C'è chi lo giustifica:"E' un pazzo, non è colpa sua!"
C'è chi lo condanna:"Pena di morte, merita la stessa fine!"

C'è chi dice:"Riapriamo i manicomi!!!"
Ed anche chi dice:"Riaprire i manicomi?E' una pazzia!!!"

Una cosa è certa Lorenzo Bollati non tornerà in vita (e preghiamo Dio che sua figlia si salvi)...ed il problema di queste persone non sane di mente in libertà rimane e non viene risolto...
Magari se ne parlerà per un po' di giorni, poi il tempo allenterà le tensioni e si tornerà alla vita tranquilla fino al prossimo fattaccio... Ma non è così che il Paese migliorerà, i nodi se ci sono vanno risolti al primo colpo di spazzola non al 26esimo...e se non verranno sciolti torneranno sempre...
Dallo Stato ai Comuni gli incompetenti sono davvero troppi (da destra a sinistra e hanno proprio stufato - per essere educati)... L'unica cosa a cui pensano e come pararsi il C............... l'uno con l'altro quando accadono queste tragedie, (ricordate la scuola a Rivoli... Tutti:"Tragica fatalità"), in questo Paese non si trova mai un colpevole...

Ridateci qualche politico sano, che sappia prendere delle decisioni per il bene comune degli individui e della società...

Per prevenire queste tragedie non sarebbe il caso che persone così pericolose per se stesse e per gli altri stessero in comunità? Ma non solo per 10 giorni e poi fuori, ma vita natural durante... Naturalmente con progetti sociali dandogli tutto il bene e l'aiuto del mondo possibile, non come i vecchi manicomi di una volta, dove si torturavano le persone...

Quando si macchiano di questi crimini così orribili, non sarebbe il caso di metterli in una cella dandogli un ergastolo?

Ma in questo paese si è perso il detto:"CHI SBAGLIA, PAGA!!!"? E lo dico sia alla destra che alla sinistra!!!

SCRIVI LA TUA

Intanto che aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso (se esiste ancora in questo paese...) NOI preghiamo per la giovane 16enne in coma farmacologico... Speriamo si salvi...

PADRE NUESTRO (GALLEGO).



1.- En el mar he oído hoy,
Señor, tu voz que me llamó
y me invitó a que me entregara
a mis hermanos.
Esa voz me transformó,
mi vida entera ya cambió,
y sólo pienso ahora, Señor,
en repetirte:

Padre Nuestro, en ti creemos,
Padre Nuestro, te ofrecemos,
Padre Nuestro, nuestras manos bis
de hermanos.

2.- Cuando vaya a otro lugar,
conmigo Te quiero llevar
a mis familia y a mis amigos
y seguirte,
porque Tú eres el Amor,
porque tu Nombre es la Verdad,
porque jamás me cansaré de repetirte…

3.- Cuando miro alrededor,
Señor, me cuesta comprender,
me siento solo y al hablar
me quema un grito.
Se confunde con dolor,
Señor, la dicha de saber
que estás de nuevo junto a mí.
Te necesito.