martedì, novembre 11, 2008

C.so Francia 118: Prima e Dopo

Noi siamo quelli della POLITICA SERIA (con la "P" maiuscola) che fa i FATTI per i CITTADINI...

Vi ricordate Via Gioberti - C.so Francia 118?


IERI
http://informarecollegno.blogspot.com/2008/06/via-gioberti-non-funziona.html

OGGI


Altri invece fanno la pOLITICA (con la "p" minuscola di "puppa") delle PAROLE che però viene usata solo ed esclusivamente per i loro interessi "COSTRUTTIVI"...

Infatti una volta c'erano i puffi della foresta, oggi ci sono i puppa dell'area Pippa, e la canzone ora fa:

PUPPA DI QUA, PUPPA DI LA’


Là nel villaggio dei Puppa

puppa di qua, puppa di là*
puppano puppano tutti
puppa di qua, puppa di là*
e se qualcuno c'è
che troppo pigro è
certo una biondina
lo sgriderà

I
Puppa son sempre in festa
rallegrano la foresta
ed ora quest'allegria
è dentro di te
noi
Puppa puppiamo sempre
puppiamo allegramente
ed ora quest'allegria
è già nel
cu………….ore tuo

puppa di qua, puppa di là
e
puppa allegramente
puppa di qua
puppa di là
e felice sarai

Fanno le Grandi
Puppa costruzioni

puppa di qua, puppa di là
utili in molte occasioni
puppa di qua, puppa di là
per ogni avversità
la soluzione ha
e col 2000 a benzina sì partirà!

I
Puppa son sempre in festa
rallegrano la foresta
ed ora quest'allegria
è dentro di te
noi
Puppa puppiamo sempre
puppiamo allegramente
ed ora quest'allegria
è già nel
cu…………..ore tuo

puppa di qua, puppa di là
e
puppa allegramente
puppa di qua
puppa di là
e felice sarai

I
Puppa son sempre in festa

rallegrano la foresta
ed ora quest'allegria
è dentro di te
noi
Puppa puppiamo sempre
puppiamo allegramente
ed ora quest'allegria
è già nel
cu………….ore tuo

puppa di qua, puppa di là
e
puppa allegramente
puppa di qua
puppa di là
e felice sarai
sarai così
sarai così
sarai così!


lunedì, novembre 10, 2008

La politica è fatta dalle Persone e non dai Loghi!!!

DI FILIPPO TUONA SUL GIORNALE LA STAMPA CONTRO I COLLEGHI DI PARTITO...

Ormai i Partiti non ci sono quasi più, per ora non esistono neanche più i tesseramenti...
Le sedi scarseggiano e gli addetti ai lavori sono sempre più irraggiungibili.

La politica viaggia ormai su un'onda mediatica e questo vale per tutti da Destra a Sinistra.
Diventa quindi sempre più fondamentale la figura del "politico" ed in questo momento ce ne sono davvero pochi!!!
Una persona che sappia stare tra la gente comune e prendere delle decisioni che vadano nell'interesse di TUTTA LA CITTADINANZA...
E chi ha orecchie per intendere intenda...


In molti non hanno ancora capito che sono le persone che fanno la politica, gli uomini...
Basta dire che se uno è di destra è "un giusto" e se uno è di sinistra è un "pirla" o vicecersa, ormai sono favole da raccontare ai bambini queste.
Ormai ci sono rimaste le persone GIUSTE e RETTE o le persone NON GIUSTE e NON RETTE...
Questi due tipi di persone si possono trovare in entrambi gli schieramenti...

Poi di città in città le situazioni cambiano...
In uno schieramento il 70% sono GIUSTE e RETTE ed il 30% NON GIUSTE e NON RETTE...
In un altro sono tutte GIUSTE e RETTE (forse in un sogno...)
Magari in uno schieramento il 90% delle persone sono NON GIUSTE e NON RETTE e questo non è raro... Basta capire da che parte stanno e NON VOTARLE!!!
Si spera sempre che questa ultima situazione non capiti mai nello schieramento che prende le decisioni, ma nn sempre è così...

venerdì, novembre 07, 2008

mercoledì, novembre 05, 2008

OBAMA PRESIDENTE!!!

A VOLTE I SOGNI SI REALIZZANO

Martedì 4 novembre 2008, una data che passerà alla storia!!!

45 anni dopo il discorso di Martin Luther King

IL TEMPO E' GALANTUOMO


discorso pronunciato da Martin Luther King

Washington, 28 agosto 1963

"I have a dream"

(di Martin Luter King)

Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.

Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un "pagherò" del quale ogni americano sarebbe diventato erede. Questo "pagherò" permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.

E’ ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questo "pagherò" per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: "fondi insufficienti". Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.

Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.

Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.

Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.

Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.

Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.

Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non soltanto.

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".

martedì, novembre 04, 2008

Quanto denaro abbiamo versato alle associazioni nel 2007?

Controlla te...

http://www.comune.collegno.to.it/aree-tematiche/tributi-finanze/pdf/albo-beneficiari2007.pdf


Via General Cantore è pericolosa, bisognerebbe installare dei dissuasori di velocità...

Molti automobilisti una volta percorso il sottopasso ferroviario che li porta in Via S.Massimo incrocio C.so Francia (ogni giorno negli orari di punta), per evitare la coda dovuta al semaforo, per raggiungere C.so Francia preferiscono usare una strada alternativa svoltando a sinistra in Via Generale Cantore che prosegue in via Kossuth e infine arriva sul C.so principale della nostra città.



Via General Cantore è molto stretta ed è un rettilineo molto lungo, dove le auto possono raggiungere delle velocità elevate rendendo così il tratto molto pericoloso...

Per evitare pericoli o incidenti ai residenti della stessa chiediamo che vengano installati dei dissuasori di velocità.

lunedì, novembre 03, 2008

Trovateci un politico che parli così...da destra a sinistra...

Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas:


"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani."


Quarant’anni fa, Robert Kennedy tenne un discorso sulla reale ricchezza delle Nazioni e sul PIL. Tre mesi dopo fu assassinato.



CERCHIAMO DI FARE QUESTO TIPO DI POLITICA NELLA NOSTRA CITTA'

CACCIAMO A PEDATE CHI VA NELLA DIREZIONE OPPOSTA

TRA MENO DI UN ANNO CE LA POSSIAMO FARE

VOLERE E' POTERE!!!