mercoledì, maggio 07, 2008

DI COSA SI PARLA IN CONSIGLIO COMUNALE?

CONSIGLIO COMUNALE: 8 maggio 2008 ore 18.30
Sala Consiliare, presso la Villa Comunale, Parco Generale Dalla Chiesa, Via Torino 9.

Diamo qualche numero per capirci:
Elenco A (Interrogazioni) 15 interrogazioni - 12 interrogazioni (nostre) - 80%

Elenco C (Mozioni) 33 mozioni - 18 mozioni (nostre) - 54,5%

Le nostre Interrogazioni e Mozioni hanno TUTTE come argomento la NOSTRA CITTA', il quotidiano, i problemi reali che toccano il cittadino, che ci segnalate voi...
e come dovrebbe fare un buon amministratore noi portiamo le vostre istanze nella riunione più importante della città, il Consiglio Comunale, dove chi detiene il potere politico deciderà se l'istanza può essere accolta o meno ...


Noi con il consigliere DI FILIPPO abbiamo fatto una scelta importante, quella di portare in CONSIGLIO COMUNALE solo temi a stretto contatto con la realtà cittadina.


Altri invece continuano a far rallentare i lavori per parlare di TIBET, SOSTEGNO DI DIRITTI DELLE DONNE ecc... ecc... sprecando ore preziose di Consiglio Comunale (Tra l'altro UN solo Consiglio Comunale al mese per una città di 50.000 abitanti ci pare veramente POCO), a volte addirittura si fanno sospensioni di consiglio per discutere sul nulla (ad es. lo scorso consiglio ore per il TIBET, come se noi potessimo risolvere quella gravissima situazione - non ce la fanno i capi di stato come Bush - Usa, Sarkozy - Francia ecc... ecc... ).
E ora di dire veramente BASTA a questo TEATRINO DELLA POLITICA!!!
DISCUTIAMO di cose UTILI alla NOSTRA CITTA' e ai NOSTRI ABITANTI!!!

Qualcuno non ha ancora capito che si trova a COLLEGNO in un semplice CONSIGLIO COMUNALE e non a ROMA in PARLAMENTO!!!

LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE DA SVOLGERE PER QUESTA SEDUTA CONSILIARE

Elenco A (Interrogazioni - durata h. 1)















































Elenco B (provvedimenti deliberativi)
  1. LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA PRECEDENTE (27 MARZO 2008)
  2. ATTRIBUZIONE DEGLI ATTESTATI DI BENEMERANZA DELLA CITTA' DI COLLEGNO - ANNO 2008
ELENCO C (Mozioni/Ordine del giorno)






















































martedì, maggio 06, 2008

POLIZIA: Meglio il sistema AMERICANO o quello ITALIANO?

TORINO: Piazza Vittorio – PICCHIATI TRE VIGILI URBANI

Domenica 4 maggio 2008

Vigili Urbani picchiati in Piazza Vittorio Emanuele per aver fatto una multa da 36€ per divieto di sosta. Questo è scandaloso, speriamo che gli aggressori (DELINQUENTI) vengano identificati e puniti severamente!!!


Con il sistema di Polizia ITALIANO ieri sera la Polizia Municipale è stata costretta a scappare e ritirarsi con la coda tra le gambe, nonostante stesse compiendo il proprio dovere. A Napoli direbbero “Cornuto e Mazziato”, a causa della bassissima tutela che ha da parte delle ISTITUZIONI.


Con il sistema di Polizia AMERICANO gli stessi ragazzi di ieri sera ci avrebbero pensato due volte prima di fare un gesto simile…Perché???
Negli USA la polizia non scappa e non scherza, usa tutti i mezzi che ha a disposizione per mantenere l’ordine!!!


Secondo TE meglio il sistema di Polizia Americano o quello di Polizia Italiano?

Vigili Urbani e Cittadinanza --> Recuperiamo il rapporto!!!

VIGILI URBANI

I Vigili Urbani in questi ultimi anni hanno perso la loro autorevolezza e la loro funzione.
La colpa
non è della Polizia Municipale, ma bensì delle amministrazioni che gestiscono il loro operato in maniera completamente errata.


Qualche anno fa con il vigile si aveva un rapporto diretto, ci si poteva parlare e discutere…
Ad esempio si facevano i posti di blocco con il telelaser, che rilevava la velocità al posto di blocco lontano 500/600 m dall’auto controllata…se l’automobilista trasgrediva il codice della strada, veniva fermato, informato immediatamente della violazione commessa, fatto scendere dall’auto e gli veniva chiesta la patente e il libretto ecc… ecc…
Il Conducente dell’auto poteva confrontarsi immediatamente con il Vigile Urbano prendendo coscienza che la sanzione pagata era la giusta conseguenza di un comportamento sbagliato che gli veniva spiegato, ed eccola qui la funzione del vigile, quella educativa, quella che serviva e serve, ma che ormai non esiste più.


Il Vigile Urbano ahinoi non è più visto dalla cittadinanza come una persona che aiuta il cittadino a rispettare il codice della strada, ma come lo strumento che serve al Comune per fare cassa. Questa è la cosa più grave che può capitare ad un organo che serve a garantire la sicurezza e prevenire i comportamenti illeciti.


BISOGNA RECUPERARE IL RAPPORTO TRA CITTADINANZA E VIGILI URBANI!!!


IL VIGILE URBANO DEVE RIACQUISTARE IL SUO VERO RUOLO E LA SUA AUTOREVOLEZZA!!!


COLLEGNO

1. Non lo si fa mandandoli in bicicletta in giro per la città per farli deridere anche dai ragazzini.

2. Non lo si fa mandandoli in giro con mezzi obsoleti (chiesto il cambiamento dei mezzi quasi un anno fa).

3. Non lo si fa con un sistema autovelox TRED automatico – visto dai cittadini più come una cassa che come un deterrente (anche perché non segnalato bene come quello di Corso Regina Margherita).

4. Non lo si fa facendo solo multe per Divieto di Sosta.

5. Non lo si fa creando una zona ZTL in una città di poco più di 50.000 abitanti - vista anche questa dalla cittadinanza

come un modo per fare più contravvenzioni.


TU COSA NE PENSI?

domenica, maggio 04, 2008

Riciclare la plastica: un affare d'oro?


LA REPUBBLICA TORINO

Ottocento tonnellate al mese

Riciclare la plastica è un affare
A Collegno numeri da record

Federica Cravero

L´impianto Amiat lavora bottiglie flaconi e cassette. Una tonnellata rende 500 euro


È boom nella raccolta della plastica: negli ultimi tempi i camion dell´Amiat stanno portando all´impianto di recupero ex Publirec di Collegno 800 tonnellate al mese di bottiglie, flaconi, sacchetti, imballaggi, cassette del mercato e quant´altro sia fatto di plastica. Una cifra record se si pensa che due anni fa se ne raccoglievano appena 350 tonnellate al mese. Il motivo? «Effetto Napoli - sintetizza Diego Cometto, direttore dell´Amiat - La gente prima di buttare una cosa nell´indifferenziato ci pensa due volte. Ed è proprio il risultato che noi volevamo ottenere: anche se uno confonde i tipi di plastica riciclabile, nel dubbio è bene che butti tutto nel bidone della differenziata, poi ci pensiamo noi a separarlo».
E ogni grammo di plastica che finisce alla Publirec è un regalo enorme fatto alla discarica. La plastica, infatti, è un prodotto assai leggero ma molto voluminoso e soprattutto difficilmente comprimibile dai compattatori che schiacciano la collina dei rifiuti a Basse di Stura. Questo vuol dire che le 800 tonnellate di plastica raccolte il mese scorso in tutta Torino hanno tolto ben 40mila metri cubi di rifiuti alla discarica e alla fine dell´anno il risparmio in termini di spazio sarà di 480mila metri cubi, ovvero quanto l´intera cubatura della Reggia di Venaria.
Senza contare che con il prezzo del petrolio alle stelle, la plastica è considerata un bene di lusso. E separarla e venderla alle aziende che la riciclano è un business che muove un giro d´affari di oltre 3 milioni di euro. Le cassette di plastica rotte, quelle dei mercati rionali, infatti, sono di polipropilene puro e vengono vendute a 500 euro la tonnellata. Il polietilene termoretraibile, invece, altro non è che la pellicola trasparente che avvolge molti imballi, ma vale sul mercato delle materie prime secondarie 270 euro a tonnellata.
Nell´impianto di Collegno - 30mila metri quadrati in via Venaria 66 - lavorano 22 dipendenti e una ventina di persone di cooperative in appalto. Nato nel 1999, da gennaio di quest´anno è stato assorbito a pieno titolo in Amiat. L´anno scorso ha trattato un volume di rifiuti che superava le 25mila tonnellate e secondo le stime quest´anno dovrebbe sfiorare le 30mila. La maggior parte sono di plastica proveniente dai camion della raccolta differenziata: l´anno scorso sono state quasi 8mila tonnellate, ma si stima che alla fine di quest´anno saranno 13mila. A questo volume si aggiungono 7.400 tonnellate di imballaggi misti e cassette recuperate dai mercati, e altri materiali cosiddetti secchi tipo legno, cartone e plastica rigida che rischierebbero di finire in discarica.
Dalle aziende arrivano i cosiddetti «misti», che vengono poi divisi: polistirolo da una parte, pellicola dall´altra, cartone di qua e legno di là. «Ma abbiamo anche cercato di aiutarli, chiedendo di separare già in ditta i vari componenti - spiega Cometto - Così a loro non facciamo pagare lo smaltimento e noi ci troviamo con un prodotto puro, pronto per essere raccolto, impacchettato e venduto».
Quando arrivano invece i camion dell´Amiat, tutta la plastica viene ammassata sotto un capannone. E inizia il percorso per separare gli imballaggi dal resto e arrivare a un prodotto che abbia una purezza almeno dell´80 per cento per essere venduto all´impianto Corepla di Beinasco, che a sua volta si occupa di separare i prodotti a seconda del colore e dei vari polimeri per poi inviarli alle ditte che li tratteranno per farne plastica nuova. Il problema è che il concetto di purezza non riguarda tanto la materia, ma il tipo di oggetto. Il Conai (il consorzio degli imballaggi), infatti, prevede che i produttori di imballaggi paghino un contributo che viene ridistribuito tra i centri di raccolta. Ma questo contributo contempla solo le confezioni domestiche, dalla bottiglia d´acqua al flacone del detersivo, dal vasetto di yogurt al sacchetto delle mozzarelle, allo shampoo. E quindi il Corepla - che del Conai è il ramo che tratta le materie plastiche - altro non tratta che imballaggi, mentre considera impuro qualunque prodotto plastico diverso, pur assolutamente riciclabile. «Accadeva ad esempio - spiega Cometto - che un bidone grande venisse scartato perché non si poteva sapere se era stato usato come contenitore da un privato o se invece fosse stato usato da un´industria e invece che rendere, faceva calare il prezzo di tutto il camion. Allora abbiamo pensato di fare noi una preselezione: a mano si tolgono tutti quei prodotti che sarebbero oggetto di contestazione e le vendiamo separatamente. Così noi ne abbiamo un ricavo, niente di ciò che i cittadini buttano va sprecato e l´ambiente ci guadagna. Semplice, no?».

(14 aprile 2008)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Riciclare-la-plastica-e-un-affare-A-Collegno-numeri-da-record/2016630/6


sabato, maggio 03, 2008

COLLEGNO: PRODOTTI SURGELATI SCADUTI, RIMESSI IN COMMERCIO

S.AL.PI. spa, S.AL.PI. spa 10093 Collegno (TO) - 75, v. E. De Amicis - http://www.paginegialle.it/salpispa

COLLEGNO (TO)

KELA BLU (THE FOOD TABLOID) - http://blog.gamberorosso.it/kelablu/node/806

SURGELATI RINGIOVANITI

A Torino la Guardia di finanza ha sequestrato 18 tonnellate di surgelati scaduti destinati a supermercati e ristoranti. I dipendenti della SALPI di Collegno, azienda leader con milioni di fatturato, sorpresi mentre etichettavano confezioni scadute (anche da 10 anni), si sono giustificati dicendo che se non lo facevamo venivano licenziati.

[Agenzia grt via Corriere della Sera]


GRT - http://www.agenziagrt.it/notizia.asp?id=84651

TORINO, PRODOTTI SURGELATI SCADUTI, RIMESSI IN COMMERCIO
A Torino la Guardia di finanza ha sequestrato circa diciotto tonnellate di generi alimentari surgelati scaduti. I prodotti - soprattutto pesce e funghi - erano destinati al circuito della ristorazione e molte confezioni erano da buttare anche da 10 anni. Le stesse venivano nuovamente etichettate e rimesse in vendita. I finanzieri hanno colto sul fatto un paio di dipendenti che eseguivano questa operazione. Una persona è stata denunciata.


TG3 Regionale

Forniva mense (aziendali e scolastiche) e supermercati.


GRAZIE GUARDIA DI FINANZA

giovedì, maggio 01, 2008

GESTIONE VELOX

GESTIONE MANUTENZIONE




























GESTIONE GLOBALE DEL CICLO DELLE CONTRAVVENZIONI AL CODICE DELLA STRADA COMPRESA LA RISCOSSIONE VOLONTARIA E COATTIVA



AUTOVELOX : Sanzioni (Incasso anno 2007) - Iter Procedurale

IMPORTO ACCERTATO DI TUTTE LE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER L'ANNO 2007 ED IL VERO IMPORTO INCASSATO PER L'ANNO 2007.
(NELLO SPECIFICO VIOLAZIONE ART 142 e 146 DEL CODICE DELLA STRADA)



























ITER PROCEDURALE